Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Altri temi
Altri sport
Fatica e dolore (corsa)
Testo
<blockquote data-quote="ziojo" data-source="post: 1244532" data-attributes="member: 5787"><p>Caro March,</p><p></p><p>purtroppo no perchè non esiste una risposta in assoluto e comunque io non sono un biomeccanico.</p><p></p><p>Però, per tapascioni come noi, ci sono alcuni principi... regolette... dritte che dovremmo cercare di osservare con costanza perchè nel tempo di fanno correre di più e meglio.</p><p></p><p>A mio avviso, la cosa più importante è evitare la corsa "seduta". Con questo termine si intende un gesto che si baricentra tutto sull'appoggio del tallone e non cura/esalta la spinta dell'avampiede per staccare la gamba e il corpo da terra e portarlo in avanti. I tipici segni del gesto di corsa "seduta" sono il passo corto, il ginocchio che non si alza (perchè non c'è spinta), il bacino che resta arretrato (perchè non c'è stata spinta), il tallone della gamba in recupero che fatica ad alzarsi. Il tronco si appesantisce sul sedere e si corre piano e male.</p><p></p><p>E' una corsa pesante per le ginocchia perchè il corpo "sprofonda" pesantemente sulla gamba in appoggio che non gode del supporto di una rapida rullata verso l'avampiede in spinta. Questa corsa, portata a lungo, espone a infiammazioni tendinee del ginocchio (soprattutto tendine rotuleo e bandelletta ileo-tibiale) se il quadricipite non è forte a dovere e a problemi di schiena se non si è perfettamente in asse. </p><p></p><p>Al contrario, la corsa "in spinta" è una corsa visivamente leggera: il perno di questa leggerezza è la rullata del piede sul terreno. Tanto più siamo capaci di far rullare rapidamente il piede dal tallone all'avampiede in spinta... tanto minore è il tempo (e il gravame) del peso del corpo sulle gambe. I segni tipici di una corsa in spinta sono: falcata più lunga, frequenza "giusta", ginocchio che tende ad alzarsi, bacino avanzato, tallone che tende ad alzarsi nella fase di recupero.</p><p></p><p>Ovviamente la spinta è una fase muscolarmente e organicamente tosta, che non è immediata e quindi va "cercata" e allenata con esericizi di tecnica oppure (come dicevo nel post precedente) cercando almeno di "sentirla" e cercarla durante la corsa. Il muscolo impegnato è nel polpaccio ma è tutto il piede che deve diventare reattivo e sensibile.</p><p></p><p>Un piccolo (e discutibile) accorgimento per mantenere una buona azione di corsa è... non correre mai a fondo lento. La corsa lenta, per definizione, abbrutisce il gesto. Sempre cercare la spinta che, essendo dispendiosa, ti porta fatalmente nell'area della potenza aerobica e del fondo medio. Sei stanco? Non correre. Vuoi proprio correre? Vai facile ma ogni tanto piazza degli allunghi di 30" dove cambi ritmo, cerchi la spinta, allunghi la falcata e arrotondi il passo.</p><p></p><p><img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/beer.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="o-o" title="Beer o-o" data-shortname="o-o" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ziojo, post: 1244532, member: 5787"] Caro March, purtroppo no perchè non esiste una risposta in assoluto e comunque io non sono un biomeccanico. Però, per tapascioni come noi, ci sono alcuni principi... regolette... dritte che dovremmo cercare di osservare con costanza perchè nel tempo di fanno correre di più e meglio. A mio avviso, la cosa più importante è evitare la corsa "seduta". Con questo termine si intende un gesto che si baricentra tutto sull'appoggio del tallone e non cura/esalta la spinta dell'avampiede per staccare la gamba e il corpo da terra e portarlo in avanti. I tipici segni del gesto di corsa "seduta" sono il passo corto, il ginocchio che non si alza (perchè non c'è spinta), il bacino che resta arretrato (perchè non c'è stata spinta), il tallone della gamba in recupero che fatica ad alzarsi. Il tronco si appesantisce sul sedere e si corre piano e male. E' una corsa pesante per le ginocchia perchè il corpo "sprofonda" pesantemente sulla gamba in appoggio che non gode del supporto di una rapida rullata verso l'avampiede in spinta. Questa corsa, portata a lungo, espone a infiammazioni tendinee del ginocchio (soprattutto tendine rotuleo e bandelletta ileo-tibiale) se il quadricipite non è forte a dovere e a problemi di schiena se non si è perfettamente in asse. Al contrario, la corsa "in spinta" è una corsa visivamente leggera: il perno di questa leggerezza è la rullata del piede sul terreno. Tanto più siamo capaci di far rullare rapidamente il piede dal tallone all'avampiede in spinta... tanto minore è il tempo (e il gravame) del peso del corpo sulle gambe. I segni tipici di una corsa in spinta sono: falcata più lunga, frequenza "giusta", ginocchio che tende ad alzarsi, bacino avanzato, tallone che tende ad alzarsi nella fase di recupero. Ovviamente la spinta è una fase muscolarmente e organicamente tosta, che non è immediata e quindi va "cercata" e allenata con esericizi di tecnica oppure (come dicevo nel post precedente) cercando almeno di "sentirla" e cercarla durante la corsa. Il muscolo impegnato è nel polpaccio ma è tutto il piede che deve diventare reattivo e sensibile. Un piccolo (e discutibile) accorgimento per mantenere una buona azione di corsa è... non correre mai a fondo lento. La corsa lenta, per definizione, abbrutisce il gesto. Sempre cercare la spinta che, essendo dispendiosa, ti porta fatalmente nell'area della potenza aerobica e del fondo medio. Sei stanco? Non correre. Vuoi proprio correre? Vai facile ma ogni tanto piazza degli allunghi di 30" dove cambi ritmo, cerchi la spinta, allunghi la falcata e arrotondi il passo. o-o [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Altri temi
Altri sport
Fatica e dolore (corsa)
Alto
Basso