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Fausto Coppi 2010
Testo
<blockquote data-quote="Braga" data-source="post: 2332650" data-attributes="member: 10779"><p>Ora che sono passate diverse ore dal taglio del traguardo e dopo aver riassorbito i dolori ai muscoli causa crampi, mi posso lasciare andare ai commenti relativi al contesto, all'emozione, perchè no, all'esaltazione di esserci stato.</p><p> </p><p>A me la montagna piace, a prescindere, che siano le famose Dolomiti od anche le semplici foresti casentinesi delle mie parti. La montagan poi racchiude l'essenza della sfida in bicicletta. Un salita da affrontare, una strada che s'inerpica regala maggiori soddisfazioni di qualsiasi altro traguardo in sella. Per questo è difficile non innamorarsi di questa Corsa, delle sue salite, delle sue strade e soprattutto della sua anima.</p><p>La gente in cima al Fauniera che ti salutava, ti diceva "Bravo...manca poco...", oppure i Carabinieri che ti sorridevano. Ad uno all'attacco della Madonna del Colletto ho chiesto di arrestarmi, lui mi ha sorriso, facendomi in gesto di grande conforto.</p><p>La gente, fantastica. Tutti avranno visto i ragazzini che son la gomma in mano sognavano di aiutare i vari concorreti ed i molti volontari che nel darti una bottiglietta di acqua, ti donavano grande spirito di copartecipazione.</p><p>Alla grande, simpatici, mitici, unici....</p><p> </p><p>Il Sampeyre però mi ha segnato la vita. Ok, il Fauniera è devastante, quella stradina che taglia da una parte all'altra la parete di una mega montagna, è incantevole da vedere, specie tinteggiata di puntini rossi. Ma il Sampeyre visto dal basso prima e poi dall'alto poi, aveva un che di dolce-amaro che raramente ho percepito. Quando l'ha attaccato ero molto tranquillo, gestivo lo sforzo con grande facilità, ma poi mano a mano che il bosco ti accompagnava, mi rendevo conto che sarebbe stata dura domarlo senza lasciarci una parte del proprio corpo. Mordeva e si mostrava inattaccabile, proseguiva e non mollava. Osservando il profilo della parete di fronte, non pareva indebolirsi. </p><p>Scollinato ho sospirato forte, ero cotto dentro, mentalmente mi aveva indebolito. Però ho bevuto un bicchiere di Coca Cola ed ho guardato anche a 360°, mi sono finalmene "distratto" e ho appurato che quello era un grande giorno per me. Il tetto di un bel modo di passare la propria giornata a suon di sudore ed imprecazioni.</p><p> </p><p>Ok il Fauniera, stupefacente, incantato...ma era quasi un malefizio nei suoi ultimi 4/5km per uno come me che lottava prima di tutto con l'incapacità di alzare il ritmo per i crampi. E le marmotte, tantissime che fischiavano, come io fischio calorosamente Balotelli....grazie simpatiche amiche...</p><p>Resta comunque indelebile il rumore del ruscello che fresco e spumeggiante mi ha assecondato in molte mie ingolfate. </p><p>Non so sinceramente cosa mi sia successo, ma se sono arrivato in cima è prchè sono scemo. Mai nella mia vita ho superato un momento di difficoltà fisico come quello che ho provato subito dopo quelle due tre rampe improvvise che dentro al bosco, ti falcidiavano. Ma in vetta ci sono arrivato e mi sono pure mangiato 6 albicocche come se nulla fosse successo qualche minuto prima, con un sorriso deficiente che non si poteva vedere...</p><p> </p><p>La Colletta... non si possono enunciare le svariate imprecazioni che nella mente si sono sviluppate, però leggere 8/9km all'ora in salita con l'ipossibilità di reagire, mi rendeva triste. Le albicocche ed il sorriso di qualche minuto prima erano belle che andate. Ho raggiunto la vetta sentendo le urla festanti di quelli che mi sopravanzavano. Bravi ragazzi, quelle voci mi hanno richiamato mano fossero stati echi di sirene....</p><p>La Colletta è stata una salita a se stante, una salita che mi ha fatto sospettare di poter vincere la sfida con il dolore. I crampi passavano dalla zampa destra a qulla sinistra, non sapevo come fare se non fingere che non vi fossero....</p><p>Scollinato ho visto la croce rossa ed un ragazzo steso atterra e per qualche minuto ho pensato che forse non ne valesse sempre la pena....</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Braga, post: 2332650, member: 10779"] Ora che sono passate diverse ore dal taglio del traguardo e dopo aver riassorbito i dolori ai muscoli causa crampi, mi posso lasciare andare ai commenti relativi al contesto, all'emozione, perchè no, all'esaltazione di esserci stato. A me la montagna piace, a prescindere, che siano le famose Dolomiti od anche le semplici foresti casentinesi delle mie parti. La montagan poi racchiude l'essenza della sfida in bicicletta. Un salita da affrontare, una strada che s'inerpica regala maggiori soddisfazioni di qualsiasi altro traguardo in sella. Per questo è difficile non innamorarsi di questa Corsa, delle sue salite, delle sue strade e soprattutto della sua anima. La gente in cima al Fauniera che ti salutava, ti diceva "Bravo...manca poco...", oppure i Carabinieri che ti sorridevano. Ad uno all'attacco della Madonna del Colletto ho chiesto di arrestarmi, lui mi ha sorriso, facendomi in gesto di grande conforto. La gente, fantastica. Tutti avranno visto i ragazzini che son la gomma in mano sognavano di aiutare i vari concorreti ed i molti volontari che nel darti una bottiglietta di acqua, ti donavano grande spirito di copartecipazione. Alla grande, simpatici, mitici, unici.... Il Sampeyre però mi ha segnato la vita. Ok, il Fauniera è devastante, quella stradina che taglia da una parte all'altra la parete di una mega montagna, è incantevole da vedere, specie tinteggiata di puntini rossi. Ma il Sampeyre visto dal basso prima e poi dall'alto poi, aveva un che di dolce-amaro che raramente ho percepito. Quando l'ha attaccato ero molto tranquillo, gestivo lo sforzo con grande facilità, ma poi mano a mano che il bosco ti accompagnava, mi rendevo conto che sarebbe stata dura domarlo senza lasciarci una parte del proprio corpo. Mordeva e si mostrava inattaccabile, proseguiva e non mollava. Osservando il profilo della parete di fronte, non pareva indebolirsi. Scollinato ho sospirato forte, ero cotto dentro, mentalmente mi aveva indebolito. Però ho bevuto un bicchiere di Coca Cola ed ho guardato anche a 360°, mi sono finalmene "distratto" e ho appurato che quello era un grande giorno per me. Il tetto di un bel modo di passare la propria giornata a suon di sudore ed imprecazioni. Ok il Fauniera, stupefacente, incantato...ma era quasi un malefizio nei suoi ultimi 4/5km per uno come me che lottava prima di tutto con l'incapacità di alzare il ritmo per i crampi. E le marmotte, tantissime che fischiavano, come io fischio calorosamente Balotelli....grazie simpatiche amiche... Resta comunque indelebile il rumore del ruscello che fresco e spumeggiante mi ha assecondato in molte mie ingolfate. Non so sinceramente cosa mi sia successo, ma se sono arrivato in cima è prchè sono scemo. Mai nella mia vita ho superato un momento di difficoltà fisico come quello che ho provato subito dopo quelle due tre rampe improvvise che dentro al bosco, ti falcidiavano. Ma in vetta ci sono arrivato e mi sono pure mangiato 6 albicocche come se nulla fosse successo qualche minuto prima, con un sorriso deficiente che non si poteva vedere... La Colletta... non si possono enunciare le svariate imprecazioni che nella mente si sono sviluppate, però leggere 8/9km all'ora in salita con l'ipossibilità di reagire, mi rendeva triste. Le albicocche ed il sorriso di qualche minuto prima erano belle che andate. Ho raggiunto la vetta sentendo le urla festanti di quelli che mi sopravanzavano. Bravi ragazzi, quelle voci mi hanno richiamato mano fossero stati echi di sirene.... La Colletta è stata una salita a se stante, una salita che mi ha fatto sospettare di poter vincere la sfida con il dolore. I crampi passavano dalla zampa destra a qulla sinistra, non sapevo come fare se non fingere che non vi fossero.... Scollinato ho visto la croce rossa ed un ragazzo steso atterra e per qualche minuto ho pensato che forse non ne valesse sempre la pena.... [/QUOTE]
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