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<blockquote data-quote="Erm" data-source="post: 7566592" data-attributes="member: 143288"><p>Cari amici,</p><p>vorrei dare il mio contributo per chiarire un pochino il funzionamento di di questi dispositivi.</p><p>Montati sul perno dei pedali (o in altri casi sulle pedivelle, movimento centrale, corone, etc.) ci sono dei dispositivi chiamati strain-gauges (4 "semplici" piccole resistenze) che collegati secondo uno schema particolare (ponte di Wheatstone) permettono di misurare la "deformazione" (flessionale o assiale, dipende dallo schema di montaggio) dell'elemento.</p><p>Ora, conoscendo la geometria del perno (o pedivella, etc.) e le caratteristiche meccaniche del materiale si può risalire allo stato di sforzo nell'elemento e quindi alla forza applicata sul pedale.</p><p>Poi conoscendo la lunghezza delle pedivelle e misurando anche la cadenza di pedalata si può facilmente calcolare la potenza espressa.</p><p>Il peso dell'atleta non può ovviamente incidere in nessun modo in questo ragionamento.</p><p>La motivazione della calibrazione risiede nel fatto che le proprietà meccaniche del materiale e le resistenze interne della circuteria possono variare nel tempo per tanti motivi, è quindi necessario ricalibrare la legge matematica che lega la "deformazione" misurata dallo strumento con la forza applicata sul pedale.</p><p>Non per fare il sapientino, ma giusto per dare un contributo alla community.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Erm, post: 7566592, member: 143288"] Cari amici, vorrei dare il mio contributo per chiarire un pochino il funzionamento di di questi dispositivi. Montati sul perno dei pedali (o in altri casi sulle pedivelle, movimento centrale, corone, etc.) ci sono dei dispositivi chiamati strain-gauges (4 "semplici" piccole resistenze) che collegati secondo uno schema particolare (ponte di Wheatstone) permettono di misurare la "deformazione" (flessionale o assiale, dipende dallo schema di montaggio) dell'elemento. Ora, conoscendo la geometria del perno (o pedivella, etc.) e le caratteristiche meccaniche del materiale si può risalire allo stato di sforzo nell'elemento e quindi alla forza applicata sul pedale. Poi conoscendo la lunghezza delle pedivelle e misurando anche la cadenza di pedalata si può facilmente calcolare la potenza espressa. Il peso dell'atleta non può ovviamente incidere in nessun modo in questo ragionamento. La motivazione della calibrazione risiede nel fatto che le proprietà meccaniche del materiale e le resistenze interne della circuteria possono variare nel tempo per tanti motivi, è quindi necessario ricalibrare la legge matematica che lega la "deformazione" misurata dallo strumento con la forza applicata sul pedale. Non per fare il sapientino, ma giusto per dare un contributo alla community. [/QUOTE]
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