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Fiandre e Classiche del Nord
Testo
<blockquote data-quote="ciclo_beibo" data-source="post: 4728467" data-attributes="member: 15369"><p>la mia prima Liege-Bastogne-Liegi - 279km; D+ 4700m </p><p></p><p>e' decisamente la distanza più lunga che abbia mai affrontato. Forse non mi rendevo neanche io stesso conto della distanza e del dislivello totale.</p><p></p><p>il giorno prima sono abbastanza nervoso: di tutti quelli del mio gruppo ciclistico sono l'unico che affronta il lungo. tutti vanno per i 167km, il medio. </p><p>sveglia alle 4am. abito a 120km da liegi, e devo ancora fare l'iscrizione. cosi parto alle 4,45 alla volta di Liegi, con l'idea che forse faro anche io la distanza media. ci penso su mentre guido verso Liegi. quando arrivo alle 6,10am ai parcheggi, cambio idea subito. c'e' un disastro di gente ! mi convinco che sicuramente avro compagnia per il lungo. la realtà mi darà ragione. :-)</p><p></p><p>cosi parcheggio. in realtà mi aspettavo un parcheggio dedicato, ma sembra che l'organizzazione abbia segnato sulla cartina le aree di sosta libere, in pratica ci si arrangia. lascio la macchina in cima ad una salita all 8%, a 1km dalla partenza. già pregusto quando dovrò farla a ritroso.</p><p></p><p>arrivo alla partenza. i chioschi sono quasi vuoti e faccio presto a prendere il pacco gara. l'organizzazione sotto questo punto di vista e' eccelsa, come quella del Fiandre. certo, pago 40 euro, anche perché mi sono inscritto sul momento, ma so che verro trattato "bene" ai ristori, e che la segnaletica e' ben fatta e che non avrò problemi di traffico con le auto ed ad ogni incrocio ci sara sempre un volontario per gestire il traffico.</p><p></p><p>quindi si parte, alle 6,40am. do un'occhiata alle bici degli altri: tutti hanno il numero verde e la striscia adesiva blu con il ruolino di marcia della 279km. bene bene.</p><p></p><p>cominciamo ad uscire da una Liegi semi-deserta. ci fanno passare su delle strade da "galera" con buche e pave al 10% in discesa. pave messo </p><p>veramente male, la foresta di aremberg e' un biliardo a confronto... forse. cosi dopo innumerevoli semafori, incroci, usciamo da Liegi e ci aspetta già un primo colle... che pero non era nella lista delle salite non so</p><p>come mai lo hanno zompato, mi domando. in realtà la risposta arriverà dopo. quella "salitina" non e' nulla rispetto a quello che ci aspetterà più tardi, per ben 11 volte!</p><p></p><p>mi unisco ad un gruppo, mediamente veloce, dove cerchiamo anche di organizzare cambi, ma tutto va a remengo non appena incontriamo un'altra di queste salitine, dolci, ma che spezzano il ritmo.</p><p></p><p>i gruppi sono folti, ci sono ciclisti di tutti i luoghi: Belgi francofoni, Belgi che parlano un fiammingo totalmente incomprensibile, olandesi, italiani, una miriade di inglesi che, con la scusa che il tunnel della Manica arriva a Calais, con le classiche del Nord ci vanno a nozze. ascolto anche delle lingue curiosissime, misto tra napoletano e spagnolo, e decido che sono, ancora una volta, catalani. :)</p><p></p><p>arrivati al primo stop arriva la vera scelta, fare il lungo da 279km, o ripiegare sul 167km? li c'e' il bivio, che poi e' un punto di non ritorno. vedo pero che TUTTI continuano per il lungo. non ci sono piu dubbi: sole, compagnia, il centenario della Doyenne ed un vero challenge per me. si va per la 279km !</p><p></p><p>dopo una lunga e divertente discesa, affrontiamo la prima salita segnalata sulla striscia-ruolino , a la Roche. avevo il timore che fosse il muro di la Roche: una salita carogna su pave nel centro del paesino. fortuna mia che mi sbagliavo. facciamo invece una salita ma molto più dolce, sebbene impegnativa. la mia strategia e' sempre quella di conservarmi il piu possibile. siamo ancora al 80km. con il power meter mi mantengo sempre sulla soglia o appena sotto. noto che tutti sono piuttosto cauti, meno che gli sboroni di turno. :-)</p><p></p><p>su questa salita faccio un simpatico incontro con dei "paesani" di Fermo. sono arrivati qui in 4 , due uomini e due ragazze, per fare il lungo. mi dicono che si sono fatti 1400km giovedi. incontro altri italiani, Romani, Ascolani, Veneti. certo che il ponte del 25 deve proprio aver un bel boost di italianità a questa cicloturistica!</p><p></p><p>a seguire incontriamo altri 3 ristori. ogni volta cerco di fare rifornimento veloce e ripartire subito, entro i 10min. non voglio raffreddarmi, ne perdere i miei "compagni". seppur con delle interruzioni sembra che vado sempre con le stesse persone. tanto e' che alla fine ci salutiamo quando ci ri-incotriamo. alcuni vanno veramente veloci e mi sfiora il dubbio che non siano ex-pro o dei fenomeni locali. io cerco sempre di stare nella pancia dei </p><p>gruppi e delle volte tiro un po sulle salite piu dolci, ma non forzo mai.</p><p></p><p>il sole ci scalda e un po di vento da sud ci spinge a favore, una volta passati Bastogne. siamo al 111km. le salite arrivano , ma con sufficiente tempo di recupero tra una e l'altra. Cote Saint Roche, Cote de Wanne, Cote de Stokeu (una salita maligna), fino al mio cruccio perché la conosco gia: La Redoute . appena passato l'ultimo ristoro, il quarto, inizia la Redoute. questa volta, per mia sorpresa, riesco a far il mio migliore tempo, sempre mantenendomi in soglia o sforando per pochi minuti in VO2max. la strategia della "conservazione dell'energia" deve aver funzionato!</p><p></p><p>noto che sulla Redoute ci sono gia camper pronti ad aspettare domani il passaggio dei corridori. le persone sono li, sulle sedie, che bevono birra, fanno barbecue e incitano i ciclisti, scherzano, ci passano da mangiare. una miriade di scritte a terra per Philiph Gilbert disegna un nastro fino in cima. mi immagino il giorno dopo, quando passeranno i pro, e mi piace pensare che sto facendo la stessa strada che faranno loro. </p><p></p><p>mancano ancora 3 salite alla fine e immagino già che saranno terribili. il Côte de la Roche aux Faucons infatti, con 1,5km, 10% pendenza media e 16% massima, dopo 254km e 4000m di D+, fa le sue vittime. molti lo fanno a piedi. da li in poi anche io comincio a sentire la gara o meglio ancora, il mio stomaco la sente: comincio ad avere nausea forte e sono costretto a fermarmi. il mio stomaco non riesce a tenere più gli stroopwaffel, banane, miele e barrette dei ristori. anche l'acqua mi fa schifo! purtroppo non miglioro anche stando fermo, e decido di ripartire comunque. mi ritrovo a mugugnare, a quelli che mi passano, come Verdone , "annate annatee che tanto ve ripijo a tutti a voi".</p><p> ai -30km, mi sento un po meglio ma so che non posso chiedere di piu al mio organismo.</p><p></p><p>mi accodo agli ormai piccoli e sparuti gruppi che cercano di arrivare a Liegi. oramai sono tutti stanchi. molti vanno ai 15km/h anche in piano. io cerco ancora di tenere una buona media e mi trovo a tirare un gruppetto. cominciamo a sentire l'arrivo. un cartello segna i -20km.</p><p></p><p>entriamo a Liegi. passiamo in una zona industriale che sembra venuta fuori dalle scene iniziali di Blade Runnner: immensi fabbricati, arrugginiti, ciminiere, ponti e carrucole su teleferiche sospese. ma domani i corridori passeranno qui per gli ultimi km???</p><p></p><p>eccoci al Cote de Saint-nicolas: una vera coltellata nelle gambe dopo 268km. la salita e' abbastanza incasinata di autobus, auto messe di traverso che cercano di schivare i ciclisti. io faccio lo slalom, salutato dai bambini ai bordi della strada che ci incitano voglio che gli diamo "il cinque".</p><p></p><p>ecco, ora siamo a Liegi, e' finita, mi dico. invece no, ci sono ancora 6km tra discese in pave, salite in pave, pianure in pave, semafori e traffico. la gente ai bordi della strada ci saluta, ci incita, ci dice , in francese, che siamo quasi all'arrivo. sull'ultima salitina , prima di svoltare verso il traguardo, una suora applaude e dice "magnifique" e sorride. io mi rendo conto che ci sono, ce l'ho fatta, anche con lo stomaco a pezzi. eccomi che arrivo al traguardo. scendo dalla bici e mi rendo conto di aver fatto una grande cosa per me.</p><p></p><p>Beibo</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ciclo_beibo, post: 4728467, member: 15369"] la mia prima Liege-Bastogne-Liegi - 279km; D+ 4700m e' decisamente la distanza più lunga che abbia mai affrontato. Forse non mi rendevo neanche io stesso conto della distanza e del dislivello totale. il giorno prima sono abbastanza nervoso: di tutti quelli del mio gruppo ciclistico sono l'unico che affronta il lungo. tutti vanno per i 167km, il medio. sveglia alle 4am. abito a 120km da liegi, e devo ancora fare l'iscrizione. cosi parto alle 4,45 alla volta di Liegi, con l'idea che forse faro anche io la distanza media. ci penso su mentre guido verso Liegi. quando arrivo alle 6,10am ai parcheggi, cambio idea subito. c'e' un disastro di gente ! mi convinco che sicuramente avro compagnia per il lungo. la realtà mi darà ragione. :-) cosi parcheggio. in realtà mi aspettavo un parcheggio dedicato, ma sembra che l'organizzazione abbia segnato sulla cartina le aree di sosta libere, in pratica ci si arrangia. lascio la macchina in cima ad una salita all 8%, a 1km dalla partenza. già pregusto quando dovrò farla a ritroso. arrivo alla partenza. i chioschi sono quasi vuoti e faccio presto a prendere il pacco gara. l'organizzazione sotto questo punto di vista e' eccelsa, come quella del Fiandre. certo, pago 40 euro, anche perché mi sono inscritto sul momento, ma so che verro trattato "bene" ai ristori, e che la segnaletica e' ben fatta e che non avrò problemi di traffico con le auto ed ad ogni incrocio ci sara sempre un volontario per gestire il traffico. quindi si parte, alle 6,40am. do un'occhiata alle bici degli altri: tutti hanno il numero verde e la striscia adesiva blu con il ruolino di marcia della 279km. bene bene. cominciamo ad uscire da una Liegi semi-deserta. ci fanno passare su delle strade da "galera" con buche e pave al 10% in discesa. pave messo veramente male, la foresta di aremberg e' un biliardo a confronto... forse. cosi dopo innumerevoli semafori, incroci, usciamo da Liegi e ci aspetta già un primo colle... che pero non era nella lista delle salite non so come mai lo hanno zompato, mi domando. in realtà la risposta arriverà dopo. quella "salitina" non e' nulla rispetto a quello che ci aspetterà più tardi, per ben 11 volte! mi unisco ad un gruppo, mediamente veloce, dove cerchiamo anche di organizzare cambi, ma tutto va a remengo non appena incontriamo un'altra di queste salitine, dolci, ma che spezzano il ritmo. i gruppi sono folti, ci sono ciclisti di tutti i luoghi: Belgi francofoni, Belgi che parlano un fiammingo totalmente incomprensibile, olandesi, italiani, una miriade di inglesi che, con la scusa che il tunnel della Manica arriva a Calais, con le classiche del Nord ci vanno a nozze. ascolto anche delle lingue curiosissime, misto tra napoletano e spagnolo, e decido che sono, ancora una volta, catalani. :) arrivati al primo stop arriva la vera scelta, fare il lungo da 279km, o ripiegare sul 167km? li c'e' il bivio, che poi e' un punto di non ritorno. vedo pero che TUTTI continuano per il lungo. non ci sono piu dubbi: sole, compagnia, il centenario della Doyenne ed un vero challenge per me. si va per la 279km ! dopo una lunga e divertente discesa, affrontiamo la prima salita segnalata sulla striscia-ruolino , a la Roche. avevo il timore che fosse il muro di la Roche: una salita carogna su pave nel centro del paesino. fortuna mia che mi sbagliavo. facciamo invece una salita ma molto più dolce, sebbene impegnativa. la mia strategia e' sempre quella di conservarmi il piu possibile. siamo ancora al 80km. con il power meter mi mantengo sempre sulla soglia o appena sotto. noto che tutti sono piuttosto cauti, meno che gli sboroni di turno. :-) su questa salita faccio un simpatico incontro con dei "paesani" di Fermo. sono arrivati qui in 4 , due uomini e due ragazze, per fare il lungo. mi dicono che si sono fatti 1400km giovedi. incontro altri italiani, Romani, Ascolani, Veneti. certo che il ponte del 25 deve proprio aver un bel boost di italianità a questa cicloturistica! a seguire incontriamo altri 3 ristori. ogni volta cerco di fare rifornimento veloce e ripartire subito, entro i 10min. non voglio raffreddarmi, ne perdere i miei "compagni". seppur con delle interruzioni sembra che vado sempre con le stesse persone. tanto e' che alla fine ci salutiamo quando ci ri-incotriamo. alcuni vanno veramente veloci e mi sfiora il dubbio che non siano ex-pro o dei fenomeni locali. io cerco sempre di stare nella pancia dei gruppi e delle volte tiro un po sulle salite piu dolci, ma non forzo mai. il sole ci scalda e un po di vento da sud ci spinge a favore, una volta passati Bastogne. siamo al 111km. le salite arrivano , ma con sufficiente tempo di recupero tra una e l'altra. Cote Saint Roche, Cote de Wanne, Cote de Stokeu (una salita maligna), fino al mio cruccio perché la conosco gia: La Redoute . appena passato l'ultimo ristoro, il quarto, inizia la Redoute. questa volta, per mia sorpresa, riesco a far il mio migliore tempo, sempre mantenendomi in soglia o sforando per pochi minuti in VO2max. la strategia della "conservazione dell'energia" deve aver funzionato! noto che sulla Redoute ci sono gia camper pronti ad aspettare domani il passaggio dei corridori. le persone sono li, sulle sedie, che bevono birra, fanno barbecue e incitano i ciclisti, scherzano, ci passano da mangiare. una miriade di scritte a terra per Philiph Gilbert disegna un nastro fino in cima. mi immagino il giorno dopo, quando passeranno i pro, e mi piace pensare che sto facendo la stessa strada che faranno loro. mancano ancora 3 salite alla fine e immagino già che saranno terribili. il Côte de la Roche aux Faucons infatti, con 1,5km, 10% pendenza media e 16% massima, dopo 254km e 4000m di D+, fa le sue vittime. molti lo fanno a piedi. da li in poi anche io comincio a sentire la gara o meglio ancora, il mio stomaco la sente: comincio ad avere nausea forte e sono costretto a fermarmi. il mio stomaco non riesce a tenere più gli stroopwaffel, banane, miele e barrette dei ristori. anche l'acqua mi fa schifo! purtroppo non miglioro anche stando fermo, e decido di ripartire comunque. mi ritrovo a mugugnare, a quelli che mi passano, come Verdone , "annate annatee che tanto ve ripijo a tutti a voi". ai -30km, mi sento un po meglio ma so che non posso chiedere di piu al mio organismo. mi accodo agli ormai piccoli e sparuti gruppi che cercano di arrivare a Liegi. oramai sono tutti stanchi. molti vanno ai 15km/h anche in piano. io cerco ancora di tenere una buona media e mi trovo a tirare un gruppetto. cominciamo a sentire l'arrivo. un cartello segna i -20km. entriamo a Liegi. passiamo in una zona industriale che sembra venuta fuori dalle scene iniziali di Blade Runnner: immensi fabbricati, arrugginiti, ciminiere, ponti e carrucole su teleferiche sospese. ma domani i corridori passeranno qui per gli ultimi km??? eccoci al Cote de Saint-nicolas: una vera coltellata nelle gambe dopo 268km. la salita e' abbastanza incasinata di autobus, auto messe di traverso che cercano di schivare i ciclisti. io faccio lo slalom, salutato dai bambini ai bordi della strada che ci incitano voglio che gli diamo "il cinque". ecco, ora siamo a Liegi, e' finita, mi dico. invece no, ci sono ancora 6km tra discese in pave, salite in pave, pianure in pave, semafori e traffico. la gente ai bordi della strada ci saluta, ci incita, ci dice , in francese, che siamo quasi all'arrivo. sull'ultima salitina , prima di svoltare verso il traguardo, una suora applaude e dice "magnifique" e sorride. io mi rendo conto che ci sono, ce l'ho fatta, anche con lo stomaco a pezzi. eccomi che arrivo al traguardo. scendo dalla bici e mi rendo conto di aver fatto una grande cosa per me. Beibo [/QUOTE]
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