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<blockquote data-quote="boss348" data-source="post: 2474175" data-attributes="member: 22657"><p>Io credo che la stragrande maggioranza dei partecipanti alle GF e sopratutto alle Five stars sia stracontenta che si stia prendendo finalmente un'iniziativa per riportare, per quanto possibile, le GF allo spirito originario, limitando l'esasperazione agonistica e le sue aberrazioni. Lasciamo stare la storia della crema per i foruncoli e le altre balle: le cifre sul doping sono impressionanti e i risultati dei rari controlli pure... Le GF sono nate proprio come alternativa alle corse amatoriali, fatte di agonismo esasperato e di non rari episodi di doping. Il successo delle GF, dovuto proprio a questo spirito che invitava uomini e donne di ogni età, fossero anche in sovrappeso e comunque non atleti nel senso tradizionale del termine, ne ha aumentata la visibilità, portando televisioni, sponsor, soldi. A quel punto le GF sono state invase da prof, elite, dilettanti. Quanto questa intromissione sia compatibile con lidea originaria delle GF è difficile dirlo. Di fatto molto è cambiato: i tempi si sono accorciati, le medie si sono alzate, è diventato più difficile restare in gruppo, ma soprattutto è cambiato lo spirito, latteggiamento mentale. Nei primi anni delle GF le battute di spirito si sprecavano, e si rideva a volte anche sulle salite più dure. Insomma cera fatica ma anche tanta allegria, agonismo ma anche rispetto. Certo non sarebbe giusto escludere oggi i migliori, i più forti, gli agonisti veri. Ma occorre che vi sia rispetto per le migliaia e migliaia di cicloamatori che affollano le GF, che ne determinano il successo, che fanno sì che queste manifestazioni ottengano la loro grande visibilità. E il rispetto passa anche dalladozione di norme che evitino il sospetto che il vincitore, o ,peggio, molti di quelli che sono nelle zone alte della classifica, siano dopati. Perché è inutile nascondersi dietro un dito: questa è lidea, sicuramente sbagliata, che circola fra la maggioranza dei cicloamatori e soprattutto è quella che il ciclismo amatoriale sta dando di sé allesterno. Far finta di niente, oltre che ingiusto, sarebbe dannoso. Il ripetersi di episodi dubbi, di là dai regolamenti e degli aspetti legali delle vicende, lulteriore discredito che ne deriverebbe, danneggerebbe in maniera forse irreparabile lintero movimento ciclo amatoriale e, in primis, i tanti agonisti onesti.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="boss348, post: 2474175, member: 22657"] Io credo che la stragrande maggioranza dei partecipanti alle GF e sopratutto alle Five stars sia stracontenta che si stia prendendo finalmente un'iniziativa per riportare, per quanto possibile, le GF allo spirito originario, limitando l'esasperazione agonistica e le sue aberrazioni. Lasciamo stare la storia della crema per i foruncoli e le altre balle: le cifre sul doping sono impressionanti e i risultati dei rari controlli pure... Le GF sono nate proprio come alternativa alle corse amatoriali, fatte di agonismo esasperato e di non rari episodi di doping. Il successo delle GF, dovuto proprio a questo spirito che invitava uomini e donne di ogni età, fossero anche in sovrappeso e comunque non atleti nel senso tradizionale del termine, ne ha aumentata la visibilità, portando televisioni, sponsor, soldi. A quel punto le GF sono state invase da prof, elite, dilettanti. Quanto questa intromissione sia compatibile con lidea originaria delle GF è difficile dirlo. Di fatto molto è cambiato: i tempi si sono accorciati, le medie si sono alzate, è diventato più difficile restare in gruppo, ma soprattutto è cambiato lo spirito, latteggiamento mentale. Nei primi anni delle GF le battute di spirito si sprecavano, e si rideva a volte anche sulle salite più dure. Insomma cera fatica ma anche tanta allegria, agonismo ma anche rispetto. Certo non sarebbe giusto escludere oggi i migliori, i più forti, gli agonisti veri. Ma occorre che vi sia rispetto per le migliaia e migliaia di cicloamatori che affollano le GF, che ne determinano il successo, che fanno sì che queste manifestazioni ottengano la loro grande visibilità. E il rispetto passa anche dalladozione di norme che evitino il sospetto che il vincitore, o ,peggio, molti di quelli che sono nelle zone alte della classifica, siano dopati. Perché è inutile nascondersi dietro un dito: questa è lidea, sicuramente sbagliata, che circola fra la maggioranza dei cicloamatori e soprattutto è quella che il ciclismo amatoriale sta dando di sé allesterno. Far finta di niente, oltre che ingiusto, sarebbe dannoso. Il ripetersi di episodi dubbi, di là dai regolamenti e degli aspetti legali delle vicende, lulteriore discredito che ne deriverebbe, danneggerebbe in maniera forse irreparabile lintero movimento ciclo amatoriale e, in primis, i tanti agonisti onesti. [/QUOTE]
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