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Testo
<blockquote data-quote="The_Phantom_Lord" data-source="post: 2579871" data-attributes="member: 7080"><p>Guarda i "professionisti" delle gf corrono per l'immagine degli sponsor e del team, e non sono nemmeno tanto vincolati ai risultati, non avendo un ingaggio per gareggiare, vietato dai regolamenti.</p><p>I premi in denaro sono vietati, quelli in materiale tecnico sono quello che sono e i conti sono presto fatti.</p><p>Questi corridori non è che corrano solo per la gloria, ma il loro tornaconto economico arriva da altre parti, dall'immagine che danno di sè come protagonisti. Sono comunque pochissimi rispetto al numero di partecipanti e va da sè che una loro eventuale non negatività all'antidoping significa rovinarsi l'immagine.. e quindi fine del gioco.</p><p> </p><p>In senso più generale, come ho detto più volte e sperando anche stavolta di non essere travisato, la cosa bizzarra del doping amatoriale è proprio nel fatto che non c'è nemmeno un gran tornaconto a vincere le gare (anche barando). Ribadisco che sono contratrio al doping in ogni sua forma, ma se da un lato posso comprendere come a certi livelli professionistici ci sia la tentazione del denaro (sbagliata, per carità) nel cercare di perseguire illecitamente certi risultati, dall'altro nel mondo amatoriale non c'è nemmeno questa sirena.. </p><p>Secondo il mio punto di vista il doping a livello amatoriale fa presa su quelle persone che devono affermare il proprio ego. Punto e basta.</p><p> </p><p>E' per questo che trovo fuori luogo la proposta della FSL di eliminare la partecipazione degli ex-pro, perchè la cosa non cambierà la mentalità degli altri amatori e non risolverà le esasperazioni di certi partecipanti.</p><p>Così come i controlli periodici non saranno nè un deterrente nè uno strumento efficace per combattere certe pratiche.</p><p> </p><p>In questo senso avrei trovato più giustificata (pur non condivendola) l'abolizione delle classifiche, perchè non potendo ridimensionare l'agonismo (se questo fosse stato il reale l'obiettivo) allora tanto valeva abolirlo del tutto.</p><p>Peccato che in Italia i numeri non siano dalla parte delle cicloturistiche..</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="The_Phantom_Lord, post: 2579871, member: 7080"] Guarda i "professionisti" delle gf corrono per l'immagine degli sponsor e del team, e non sono nemmeno tanto vincolati ai risultati, non avendo un ingaggio per gareggiare, vietato dai regolamenti. I premi in denaro sono vietati, quelli in materiale tecnico sono quello che sono e i conti sono presto fatti. Questi corridori non è che corrano solo per la gloria, ma il loro tornaconto economico arriva da altre parti, dall'immagine che danno di sè come protagonisti. Sono comunque pochissimi rispetto al numero di partecipanti e va da sè che una loro eventuale non negatività all'antidoping significa rovinarsi l'immagine.. e quindi fine del gioco. In senso più generale, come ho detto più volte e sperando anche stavolta di non essere travisato, la cosa bizzarra del doping amatoriale è proprio nel fatto che non c'è nemmeno un gran tornaconto a vincere le gare (anche barando). Ribadisco che sono contratrio al doping in ogni sua forma, ma se da un lato posso comprendere come a certi livelli professionistici ci sia la tentazione del denaro (sbagliata, per carità) nel cercare di perseguire illecitamente certi risultati, dall'altro nel mondo amatoriale non c'è nemmeno questa sirena.. Secondo il mio punto di vista il doping a livello amatoriale fa presa su quelle persone che devono affermare il proprio ego. Punto e basta. E' per questo che trovo fuori luogo la proposta della FSL di eliminare la partecipazione degli ex-pro, perchè la cosa non cambierà la mentalità degli altri amatori e non risolverà le esasperazioni di certi partecipanti. Così come i controlli periodici non saranno nè un deterrente nè uno strumento efficace per combattere certe pratiche. In questo senso avrei trovato più giustificata (pur non condivendola) l'abolizione delle classifiche, perchè non potendo ridimensionare l'agonismo (se questo fosse stato il reale l'obiettivo) allora tanto valeva abolirlo del tutto. Peccato che in Italia i numeri non siano dalla parte delle cicloturistiche.. [/QUOTE]
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