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<blockquote data-quote="sindaco" data-source="post: 2641503" data-attributes="member: 9205"><p>Apprezzo il tuo intervento abbastanza equilibrato e sostanzialmente corrispondente al vero anche se, a mio avviso, riduttivo nella sua portata.</p><p>Hai fotografato la questione mettendone a fuoco solo una parte.</p><p>Il numero degli ex che si sono dati al granfondismo non è pertinente per affrontare la questione cui stiamo discutendo perchè ad essi è connesso un fenomeno di induzione da parte di atleti delle categorie inferiori.</p><p>L'evoluzione del granfondismo ha portato alla sua involuzione facendone snaturare la natura e lo spirito.</p><p>All'origine, (a guardare la tua età eri poco più di un bambino) le GF non interessavano a certi soggetti e vi era solo Anderlini che spopolava e, tra l'altro, non era nemmeno benvisto dal popolo dei ciclisti.</p><p>Si timbrava a mano e si facevano, per lo più, percorsi lunghi senza particolari velleità di classifica.</p><p>Ad Anderlini si è sostituito Bertozzi il quale è stato dopo qualche anno soppiantato dall'ingresso di ex pro che hanno sostanzialmente modificato la natura delle GF che hanno assunto una dimensione più corsaiola e più speculativa.</p><p>Ricordo una 9 colli in cui Anderlini si rese protagonista di una singolare protesta avendola percorsa con una bici da passeggio adattata.</p><p>Da allora le cose sono ulteriormnente cambiate ed in peggio.</p><p>Non è vero che non si guadagna e l'ingresso di certa gente è avvenuta solo per interessi economici. Guadagnavano e guadagnano più di quanto percepivano da ex o da dilettanti. A ciò, inoltre, va aggiunta la circostanza che molti di questi soggetti facevano pubblicità su riviste specializzate.</p><p>Ricordo persino articoli e servizi in cui tali squadre e campioncini venivano ritratti a svernare in paesi caldi. Altro che lavoratori e pedalatori.</p><p>Poco importa se queste squadre annoverano tra le loro fila anche semplici e puri amatori.</p><p>La presenza di questi atleti ha esasperato la componente agonistica obbligando gli organizzatori a ridurre i percorsi e ad esacerbare la vis agonistica di chi è semplice amatore con le conseguenze note a tutti. </p><p>E' forse questo l'ingombro creato da certi personaggi?</p><p>Per il resto concordo con te. Ribadisco che io personalmente avrei consentito a tutti di partecipare purchè disponibili a sottoporsi ai controlli previsti dalla FSL. </p><p> </p><p></p><p> </p><p>Ci sono aziende che preferiscono investire nel ciclismo amatoriale piuttosto che in quello professionistico.</p><p>Fatti dei calcoli di quanto possa costare una forte squadra amatoriale che tenga indenne gli atleti più forti da ogni spesa di partecipazone e di dotazione tecnica. A ciò aggiungi almeno uno stipendio camuffato da rimborso spese che oscilla tra i 1.000 ed i 2.000 euri al mese oltre ai premi per ogni vittoria. </p><p>Non importa se sono pochissimi o pochi ma si finisce per condizionare tutto il movimento.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="sindaco, post: 2641503, member: 9205"] Apprezzo il tuo intervento abbastanza equilibrato e sostanzialmente corrispondente al vero anche se, a mio avviso, riduttivo nella sua portata. Hai fotografato la questione mettendone a fuoco solo una parte. Il numero degli ex che si sono dati al granfondismo non è pertinente per affrontare la questione cui stiamo discutendo perchè ad essi è connesso un fenomeno di induzione da parte di atleti delle categorie inferiori. L'evoluzione del granfondismo ha portato alla sua involuzione facendone snaturare la natura e lo spirito. All'origine, (a guardare la tua età eri poco più di un bambino) le GF non interessavano a certi soggetti e vi era solo Anderlini che spopolava e, tra l'altro, non era nemmeno benvisto dal popolo dei ciclisti. Si timbrava a mano e si facevano, per lo più, percorsi lunghi senza particolari velleità di classifica. Ad Anderlini si è sostituito Bertozzi il quale è stato dopo qualche anno soppiantato dall'ingresso di ex pro che hanno sostanzialmente modificato la natura delle GF che hanno assunto una dimensione più corsaiola e più speculativa. Ricordo una 9 colli in cui Anderlini si rese protagonista di una singolare protesta avendola percorsa con una bici da passeggio adattata. Da allora le cose sono ulteriormnente cambiate ed in peggio. Non è vero che non si guadagna e l'ingresso di certa gente è avvenuta solo per interessi economici. Guadagnavano e guadagnano più di quanto percepivano da ex o da dilettanti. A ciò, inoltre, va aggiunta la circostanza che molti di questi soggetti facevano pubblicità su riviste specializzate. Ricordo persino articoli e servizi in cui tali squadre e campioncini venivano ritratti a svernare in paesi caldi. Altro che lavoratori e pedalatori. Poco importa se queste squadre annoverano tra le loro fila anche semplici e puri amatori. La presenza di questi atleti ha esasperato la componente agonistica obbligando gli organizzatori a ridurre i percorsi e ad esacerbare la vis agonistica di chi è semplice amatore con le conseguenze note a tutti. E' forse questo l'ingombro creato da certi personaggi? Per il resto concordo con te. Ribadisco che io personalmente avrei consentito a tutti di partecipare purchè disponibili a sottoporsi ai controlli previsti dalla FSL. Ci sono aziende che preferiscono investire nel ciclismo amatoriale piuttosto che in quello professionistico. Fatti dei calcoli di quanto possa costare una forte squadra amatoriale che tenga indenne gli atleti più forti da ogni spesa di partecipazone e di dotazione tecnica. A ciò aggiungi almeno uno stipendio camuffato da rimborso spese che oscilla tra i 1.000 ed i 2.000 euri al mese oltre ai premi per ogni vittoria. Non importa se sono pochissimi o pochi ma si finisce per condizionare tutto il movimento. [/QUOTE]
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