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<blockquote data-quote="The_Phantom_Lord" data-source="post: 2915516" data-attributes="member: 7080"><p>Il punto è quello. Personalmente non contesto i controlli in sè (e ci mancherebbe) pur avendo più volte espresso perplessità sulle modalità di notifica e di esecuzione degli stessi.</p><p>Il fatto è che mi sembra che il tipo di controlli proposti sia stato decontestualizzato e applicato per cercare di perseguire uno scopo differente da quello per cui questi protocolli erano stati concepiti.</p><p>E' questo che mi lascia un forte dubbio sull'utilità di questa iniziativa. A meno che si voglia sfruttare un evento sfumandone i contorni e lasciando che negli aloni si leggano cose che al lato pratico non sussistono.</p><p> </p><p>Quanto alla seconda parte, il problema è di costi.</p><p>Un antidoping serio (come quello dei pro) ha un costo molto elevato (rispetto a un semplice emocromo).</p><p>C'è però da dire che se ci sono i denari per fare un emocromo a un centinaio di persone gli stessi potrebbero essere investiti nei classici controlli antidoping che si fanno alle granfondo (che costano un po' meno).</p><p>Se a queste risorse si aggiungessero poi 2 euro per iscritto, le manifestazioni più popolate non avrebbero diffcoltà a garantire un po' più di trasparenza sui loro protagonisti.</p><p>In termini numerici, facendo due conti e stando ai costi dei test antidoping secondo quanto riportano fonti attendibili facilmente reperibili in rete, una gara come la Gimondi in questo modo avrebbe potuto disporre di almeno una decina di test antidoping molto accurati, oppure in circa il doppio se ci si fosse accontentati dei test che normalmente si fanno nel mondo amatoriale.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="The_Phantom_Lord, post: 2915516, member: 7080"] Il punto è quello. Personalmente non contesto i controlli in sè (e ci mancherebbe) pur avendo più volte espresso perplessità sulle modalità di notifica e di esecuzione degli stessi. Il fatto è che mi sembra che il tipo di controlli proposti sia stato decontestualizzato e applicato per cercare di perseguire uno scopo differente da quello per cui questi protocolli erano stati concepiti. E' questo che mi lascia un forte dubbio sull'utilità di questa iniziativa. A meno che si voglia sfruttare un evento sfumandone i contorni e lasciando che negli aloni si leggano cose che al lato pratico non sussistono. Quanto alla seconda parte, il problema è di costi. Un antidoping serio (come quello dei pro) ha un costo molto elevato (rispetto a un semplice emocromo). C'è però da dire che se ci sono i denari per fare un emocromo a un centinaio di persone gli stessi potrebbero essere investiti nei classici controlli antidoping che si fanno alle granfondo (che costano un po' meno). Se a queste risorse si aggiungessero poi 2 euro per iscritto, le manifestazioni più popolate non avrebbero diffcoltà a garantire un po' più di trasparenza sui loro protagonisti. In termini numerici, facendo due conti e stando ai costi dei test antidoping secondo quanto riportano fonti attendibili facilmente reperibili in rete, una gara come la Gimondi in questo modo avrebbe potuto disporre di almeno una decina di test antidoping molto accurati, oppure in circa il doppio se ci si fosse accontentati dei test che normalmente si fanno nel mondo amatoriale. [/QUOTE]
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