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<blockquote data-quote="The_Phantom_Lord" data-source="post: 2927691" data-attributes="member: 7080"><p>La povera Nicole si occupa solo della segreteria della CTS della FCI. Purtroppo (e lo dico con sincerità perchè è una persona molto gentile e disponibile) non risponde a tante nostre richieste per il semplice fatto che non conosce le risposte.</p><p> </p><p>Come detto più volte nel corso di questi mesi, i regolamenti proposti hanno tante carenze, e non sempre si può pretendere che le cose si sistemino "in fieri" secondo la soluzione più logica.</p><p>I regolamenti dovrebbero essere capillari e contemplare tutte le eventualità delle circostanze.</p><p> </p><p>Il pericolo delle Norme a Tutela della Salute Amatoriali era evidente: sono di fatto un estratto di un regolamento più ampio all'interno del quale avevano un senso ben preciso. Riportarle nel mondo amatoriale in modo parziale ha lasciato scoperte alcune problematiche con cui prima o poi è stato (o sarà) inevitabile scontrarsi.</p><p> </p><p>Basta prendersi la briga di leggere la vigente normativa antidoping (è un lavoro un po' lungo, ma varrebbe la pena di farlo) per capire la differenza tra la definizione dettagliata di un protocollo di controllo e l'attuazione aleatoria di un non precisato programma di monitoraggio.</p><p> </p><p>Beninteso che il confronto non è nelle finalità dei controlli e, nello specifico, nella differenza tra un test ematico alla ricerca di sostanze dopanti o un test ematico a tutela della salute.</p><p> </p><p>Il confronto è tra le modalità di attuazione degli stessi, dalla definizione delle idoneità dei locali in cui si svolgono i controlli alla notifica del controllo, dalle procedure di identificazione dell'atleta al riconoscimento dei diritti e dei doveri del controllato, dall'identificazione del laboratorio in cui vengono svolte le analisi alla possibilità di conoscere gli esiti e, in caso di esito avverso, alla possibilità di avere un ulteriore riscontro diretto.</p><p> </p><p>Nei controlli FSL in competizione invece non vengono dichiarati i diritti dei controllati. Il campione prelevato non si sa che fine faccia. Non si sa chi e quando lo controlli. Non è definita una procedura per eventualmente contestare i risultati (chiunque lavori in ambito scientifico sa che, benchè ormai siano fortunatamente eventi poco frequenti, i cosiddetti "falsi positivi" sono sempre possibili).</p><p> </p><p>Di fatto, per come sono ad oggi strutturati i controlli FSL, l'unica cosa in cui bisogna sperare è la buona fede dei promotori (e per carità nessuno la mette in dubbio).</p><p> </p><p>Io dico solo che, per come sono fatto io e per le varie "fregature" (avrei potuto usare pure un termine meno aulico) che ho preso nella vita, le cose preferisco vederle messe nero su bianco per tempo e dettagliatamente.</p><p> </p><p>Io non voglio vedere la malafede a tutti i costi nei controlli FSL, non sto dicendo questo, dico solo che se prima avevo fiducia che certe cose potessero essere gestite sensatamente nei confronti dei corridori adesso questa fiducia è venuta meno.</p><p>Nello specifico, è vero che il regolamento delle Norme a Tutela della Salute esplicita la possibilità che i corridori vengano convocati con congruo preavviso in luogo definito in ora e data ben determinate per eseguire controlli complementari a quelli trimestrali, ma è altrettanto vero che uno magari si aspetta che il "congruo preavviso" sia superiore ai 3 giorni e che gli orari non siano "bizzarri" come invece abbiamo visto sia alla Gimondi che alla Nove Colli.</p><p> </p><p>In questa direzione non ho più fiducia nelle interpretazioni "ad sensum" dei regolamenti, e come dicevo ieri con una battuta, visto che per come sono scritte queste regole nessuno vieta alla CTS di richiedere ai corridori una rettoscopia alle 2 di notte, non credo di voler assecondare ancora questo progetto e le sue gare.</p><p> </p><p>Farò i test trimestrali richiesti, ma non ho intenzione di partecipare alle altre gare del consorzio e di sottopormi a tutto quello che ai signori della FSL verrà in mente di richiedermi. E' giusto che io abbia dei doveri, vorrei anche avere qualche diritto.</p><p> </p><p>Mi fa tristezza che il mondo delle granfondo sia arrivato a questo.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="The_Phantom_Lord, post: 2927691, member: 7080"] La povera Nicole si occupa solo della segreteria della CTS della FCI. Purtroppo (e lo dico con sincerità perchè è una persona molto gentile e disponibile) non risponde a tante nostre richieste per il semplice fatto che non conosce le risposte. Come detto più volte nel corso di questi mesi, i regolamenti proposti hanno tante carenze, e non sempre si può pretendere che le cose si sistemino "in fieri" secondo la soluzione più logica. I regolamenti dovrebbero essere capillari e contemplare tutte le eventualità delle circostanze. Il pericolo delle Norme a Tutela della Salute Amatoriali era evidente: sono di fatto un estratto di un regolamento più ampio all'interno del quale avevano un senso ben preciso. Riportarle nel mondo amatoriale in modo parziale ha lasciato scoperte alcune problematiche con cui prima o poi è stato (o sarà) inevitabile scontrarsi. Basta prendersi la briga di leggere la vigente normativa antidoping (è un lavoro un po' lungo, ma varrebbe la pena di farlo) per capire la differenza tra la definizione dettagliata di un protocollo di controllo e l'attuazione aleatoria di un non precisato programma di monitoraggio. Beninteso che il confronto non è nelle finalità dei controlli e, nello specifico, nella differenza tra un test ematico alla ricerca di sostanze dopanti o un test ematico a tutela della salute. Il confronto è tra le modalità di attuazione degli stessi, dalla definizione delle idoneità dei locali in cui si svolgono i controlli alla notifica del controllo, dalle procedure di identificazione dell'atleta al riconoscimento dei diritti e dei doveri del controllato, dall'identificazione del laboratorio in cui vengono svolte le analisi alla possibilità di conoscere gli esiti e, in caso di esito avverso, alla possibilità di avere un ulteriore riscontro diretto. Nei controlli FSL in competizione invece non vengono dichiarati i diritti dei controllati. Il campione prelevato non si sa che fine faccia. Non si sa chi e quando lo controlli. Non è definita una procedura per eventualmente contestare i risultati (chiunque lavori in ambito scientifico sa che, benchè ormai siano fortunatamente eventi poco frequenti, i cosiddetti "falsi positivi" sono sempre possibili). Di fatto, per come sono ad oggi strutturati i controlli FSL, l'unica cosa in cui bisogna sperare è la buona fede dei promotori (e per carità nessuno la mette in dubbio). Io dico solo che, per come sono fatto io e per le varie "fregature" (avrei potuto usare pure un termine meno aulico) che ho preso nella vita, le cose preferisco vederle messe nero su bianco per tempo e dettagliatamente. Io non voglio vedere la malafede a tutti i costi nei controlli FSL, non sto dicendo questo, dico solo che se prima avevo fiducia che certe cose potessero essere gestite sensatamente nei confronti dei corridori adesso questa fiducia è venuta meno. Nello specifico, è vero che il regolamento delle Norme a Tutela della Salute esplicita la possibilità che i corridori vengano convocati con congruo preavviso in luogo definito in ora e data ben determinate per eseguire controlli complementari a quelli trimestrali, ma è altrettanto vero che uno magari si aspetta che il "congruo preavviso" sia superiore ai 3 giorni e che gli orari non siano "bizzarri" come invece abbiamo visto sia alla Gimondi che alla Nove Colli. In questa direzione non ho più fiducia nelle interpretazioni "ad sensum" dei regolamenti, e come dicevo ieri con una battuta, visto che per come sono scritte queste regole nessuno vieta alla CTS di richiedere ai corridori una rettoscopia alle 2 di notte, non credo di voler assecondare ancora questo progetto e le sue gare. Farò i test trimestrali richiesti, ma non ho intenzione di partecipare alle altre gare del consorzio e di sottopormi a tutto quello che ai signori della FSL verrà in mente di richiedermi. E' giusto che io abbia dei doveri, vorrei anche avere qualche diritto. Mi fa tristezza che il mondo delle granfondo sia arrivato a questo. [/QUOTE]
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