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<blockquote data-quote="The_Phantom_Lord" data-source="post: 2980185" data-attributes="member: 7080"><p>Ho già esternato il mio pensiero in merito. Ricorderai sicuramente l'ultima edizione in cui si partiva tutti insieme.. arrivammo ai piedi del Polenta con circa 5km/h in più di media rispetto agli anni successivi, in cui le griglie vennero gestite diversamente. </p><p>Ci sono "fatti di corsa" che influenzano troppo i tempi e l'andamento della gara che non sono legati alla partecipazione di questo o di quel corridore.</p><p>Faccio anche un altro esempio.. prendiamo una classica professionistica, la Milano-Sanremo, effettuata sullo stesso percorso (lasciamo perdere le edizioni con varianti). Le medie orarie magari sono influenzate dal vento o dai tentativi di fuga o dalla presenza di questo o quel corridore o di questa o quella squadra? <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/scratchhead.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";nonzo%" title="Scratchhead ;nonzo%" data-shortname=";nonzo%" /></p><p> </p><p>Sfrutto il tuo post per ribadire il mio pensiero, se il problema è abbassare il livello agonistico delle granfondo il metodo non è l'esclusione di poche persone (si tratta di unità o al più decina). Sempre ammesso che l'eccesso agonistico risieda solo e soltanto nella "vis agonistica" della testa della corsa. Perchè sinceramente io non ho ancora capito bene il target di certe scelte. Provocatoriamente: "colpirne uno per educarne cento?"</p><p>Se certi fenomeni sospetti (leggasi pratiche illecite) vengono riconosciuti trasversali al gruppo e indipendenti dalla prestazione siamo sicuri che "il sacrificio" di certe persone si rifletta in un messaggio positivo ed educativo per gli altri? Oppure ha un senso solo figurativo?</p><p>In altri termini, riprendendo "la carta costituente di FSL", qual'è il confine tra etica e marketing? <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/scratchhead.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";nonzo%" title="Scratchhead ;nonzo%" data-shortname=";nonzo%" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="The_Phantom_Lord, post: 2980185, member: 7080"] Ho già esternato il mio pensiero in merito. Ricorderai sicuramente l'ultima edizione in cui si partiva tutti insieme.. arrivammo ai piedi del Polenta con circa 5km/h in più di media rispetto agli anni successivi, in cui le griglie vennero gestite diversamente. Ci sono "fatti di corsa" che influenzano troppo i tempi e l'andamento della gara che non sono legati alla partecipazione di questo o di quel corridore. Faccio anche un altro esempio.. prendiamo una classica professionistica, la Milano-Sanremo, effettuata sullo stesso percorso (lasciamo perdere le edizioni con varianti). Le medie orarie magari sono influenzate dal vento o dai tentativi di fuga o dalla presenza di questo o quel corridore o di questa o quella squadra? ;nonzo% Sfrutto il tuo post per ribadire il mio pensiero, se il problema è abbassare il livello agonistico delle granfondo il metodo non è l'esclusione di poche persone (si tratta di unità o al più decina). Sempre ammesso che l'eccesso agonistico risieda solo e soltanto nella "vis agonistica" della testa della corsa. Perchè sinceramente io non ho ancora capito bene il target di certe scelte. Provocatoriamente: "colpirne uno per educarne cento?" Se certi fenomeni sospetti (leggasi pratiche illecite) vengono riconosciuti trasversali al gruppo e indipendenti dalla prestazione siamo sicuri che "il sacrificio" di certe persone si rifletta in un messaggio positivo ed educativo per gli altri? Oppure ha un senso solo figurativo? In altri termini, riprendendo "la carta costituente di FSL", qual'è il confine tra etica e marketing? ;nonzo% [/QUOTE]
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