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Testo
<blockquote data-quote="sindaco" data-source="post: 3253167" data-attributes="member: 9205"><p>Questo argomento forse meriterebbe una apposita discussione.</p><p>Anderlini, definito il dentista volante, veniva fischiato solo perchè non veniva considerato amatore dalla massa dei ciclisti. Il motivo? Svolgeva una professione che gli consentiva di allenarsi, aveva la moneta necessaria per svernare in Sudafrica con Rominger, si faceva seguire nella preparazione, si allenava con i professionisti. Non veniva, insomma, considerato un amatore puro.</p><p>L'ex di allora, dopo aver lasciato la categoria, non pensava minimamente di partecipare a gare di partecipazione squisitamente amatoriali. Nè, tra l'altro, avrebbe trovato un team disposto ad assumerlo. Man mano e di pari passo con la crescita del fenomeno le cose sono cambiate prima con Bertozzi e poi via via con tutti gli altri sino a quello che oggi accade. L'amatore puro si è anch'esso evoluto sia nella tecnica di allenamento sia nell'alimentazione sia nelle ambizioni, Tale evoluzione l'ha portato naturalmente a misurarsi con gli ex sino a quasi confondersi con essi. La differenza rimane ed è abissale. Molti amatori conducono una vita da professionisti ma ottengono solo risultati da amatori. Non dimentichiamoci che siamo amatori e pretendere ed inseguire certe prestazioni può risultare, a lungo andare, deleterio anche per la nostra salute.</p><p>Anche questo è un aspetto da valutare ai fini della determinazione dell'eccesso di agonismo. La presenza degli ex in qualche modo contribuisce anche a questa stortura pur senza volergli attribuire alcuna colpa. </p><p>Insomma è una questione abbastanza complessa che è di difficile soluzione.</p><p>Il mondo amatoriale va riconcotto nel suo alveo naturale.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="sindaco, post: 3253167, member: 9205"] Questo argomento forse meriterebbe una apposita discussione. Anderlini, definito il dentista volante, veniva fischiato solo perchè non veniva considerato amatore dalla massa dei ciclisti. Il motivo? Svolgeva una professione che gli consentiva di allenarsi, aveva la moneta necessaria per svernare in Sudafrica con Rominger, si faceva seguire nella preparazione, si allenava con i professionisti. Non veniva, insomma, considerato un amatore puro. L'ex di allora, dopo aver lasciato la categoria, non pensava minimamente di partecipare a gare di partecipazione squisitamente amatoriali. Nè, tra l'altro, avrebbe trovato un team disposto ad assumerlo. Man mano e di pari passo con la crescita del fenomeno le cose sono cambiate prima con Bertozzi e poi via via con tutti gli altri sino a quello che oggi accade. L'amatore puro si è anch'esso evoluto sia nella tecnica di allenamento sia nell'alimentazione sia nelle ambizioni, Tale evoluzione l'ha portato naturalmente a misurarsi con gli ex sino a quasi confondersi con essi. La differenza rimane ed è abissale. Molti amatori conducono una vita da professionisti ma ottengono solo risultati da amatori. Non dimentichiamoci che siamo amatori e pretendere ed inseguire certe prestazioni può risultare, a lungo andare, deleterio anche per la nostra salute. Anche questo è un aspetto da valutare ai fini della determinazione dell'eccesso di agonismo. La presenza degli ex in qualche modo contribuisce anche a questa stortura pur senza volergli attribuire alcuna colpa. Insomma è una questione abbastanza complessa che è di difficile soluzione. Il mondo amatoriale va riconcotto nel suo alveo naturale. [/QUOTE]
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