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<blockquote data-quote="Clodovico" data-source="post: 3417376" data-attributes="member: 4330"><p>Dalla tua prima affermazione mi sembrava che avessi inteso perfettamente cosa volessi dire, ma chiarisco.</p><p></p><p>Parto dal presupposto che anche chi vince una MdD e' un mediocre, dato che ha 26 anni e se non fosse stato mediocre avrebbe fatto il professionista e non avrebbe gareggiato tra i dopolavoristi.</p><p></p><p>Detto cio', io ho sempre questa impressione, che avrei piacere fosse smentita, di un gruppo ristretto di persone, i cosiddetti "primi" o "vincenti", che basa la propria scala di valori esclusivamente sulla posizione ottenuta nella classifica di una gara tra dopolavoristi. E questo porta alla distorsione, per me incredibile, dove il 25% dei primi 100 (circa il 40% dei primi 50), ritiene opportuno macchiarsi di nefandezze etiche pur di credersi "forti". </p><p></p><p>Con la aggravante che anche chi arriva duemillesimo ma con le sue forze, rimane un mediocre sportivamente, ma almeno eticamente puo' aspirare a essere meglio che mediocre. Chi arriva primo ma bara, mediocre rimane sportivamente, ma peggio che mediocre e' eticamente.</p><p></p><p>Venissero a cadere le fantasie percettive di cui sopra, magari dei primi 100 si barerebbero o si doperebbero meno del 25%, e i controlli verrebbero fatti su di loro e non su persone che hanno l'unico demerito di non essere abbastanza "forti" da ritenere opportuno barare o doparsi, dato che l'evidenza dei fatti sembra essere questa, cioe' che i "forti" barano e si dopano ben oltre la media, come da te confermato nel dire che gli esami sugli atleti (maggiormente) "mediocri" sono inutili in quanto per loro mancano gli incentivi a barare o doparsi.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Clodovico, post: 3417376, member: 4330"] Dalla tua prima affermazione mi sembrava che avessi inteso perfettamente cosa volessi dire, ma chiarisco. Parto dal presupposto che anche chi vince una MdD e' un mediocre, dato che ha 26 anni e se non fosse stato mediocre avrebbe fatto il professionista e non avrebbe gareggiato tra i dopolavoristi. Detto cio', io ho sempre questa impressione, che avrei piacere fosse smentita, di un gruppo ristretto di persone, i cosiddetti "primi" o "vincenti", che basa la propria scala di valori esclusivamente sulla posizione ottenuta nella classifica di una gara tra dopolavoristi. E questo porta alla distorsione, per me incredibile, dove il 25% dei primi 100 (circa il 40% dei primi 50), ritiene opportuno macchiarsi di nefandezze etiche pur di credersi "forti". Con la aggravante che anche chi arriva duemillesimo ma con le sue forze, rimane un mediocre sportivamente, ma almeno eticamente puo' aspirare a essere meglio che mediocre. Chi arriva primo ma bara, mediocre rimane sportivamente, ma peggio che mediocre e' eticamente. Venissero a cadere le fantasie percettive di cui sopra, magari dei primi 100 si barerebbero o si doperebbero meno del 25%, e i controlli verrebbero fatti su di loro e non su persone che hanno l'unico demerito di non essere abbastanza "forti" da ritenere opportuno barare o doparsi, dato che l'evidenza dei fatti sembra essere questa, cioe' che i "forti" barano e si dopano ben oltre la media, come da te confermato nel dire che gli esami sugli atleti (maggiormente) "mediocri" sono inutili in quanto per loro mancano gli incentivi a barare o doparsi. [/QUOTE]
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