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<blockquote data-quote="The_Phantom_Lord" data-source="post: 3430546" data-attributes="member: 7080"><p>La realtà di cui sono orgogliosamente Presidente è completamente amatoriale. Nessuno dei miei tesserati ha vetture al seguito. Nella vita privata tutti svolgono altre attività professionali. Nessuno percepeisce il benché minimo compenso (come da regolamento amatoriale). Nei contratti di sponsorizzazione con alcuni marchi con cui collaboriamo è riportato, a caratteri CUBITALI, che i risultati ottenuti NON costituiscono alcun vincolo della partnership.</p><p>Per inciso, prima dell'inizio della stagione, i miei tesserati stessi hanno ricevuto comunicazione di non improvvisarsi eroi o corridori, di pensare prima di tutto alla propria salute e a divertirisi in bici, senza rischiare la pelle in discesa, sul bagnato o cose del genere.</p><p></p><p>Mi sfugge dove sia la smania del risultato in un progetto che vuole solo promuovere l'immagine di gruppo, dove contano i numeri e l'immagine complesssiva e non il singolo, associata a questo o quel marchio.</p><p>Dove l'obiettivo principale è garantire a tutti dei servizi nella pratica del ciclismo cicloamatoriale a dei costi agevolati.</p><p></p><p>Forse si vuole solo vedere le cose come fanno comodo e non come sono realmente.</p><p></p><p>Tornando al mio riferimento quando dicevo che "non ho creato io la smania del risultato" ribadivo che il mondo dell'agonismo vive in certi casi di esasperazioni, ma queste forse vanno al di là di un cambio ruota, e sono ben più profonde e radicate trasversalmente nell'ambiente di quanto si possa percepire con uno sguardo superficiale della realtà amatoriale.</p><p>Mi spiace molto vedere che anche in questo caso si notino magari gli eccessi, per carità presenti, da una parte e non quelli dall'altra. </p><p></p><p>Sempre superficialemente, possiamo stare a discutere dei cambi ruota nel ciclismo così come dell'elettronica in formula uno.</p><p>Considerazione a latere: il concetto espresso era molto semplice, in qualsiasi competizione, che sia anche la corsa dei sacchi dell'oratorio, il sottoscritto preferisce che primeggi il bimbo Gigi anziché il bimbo Filippo per le qualità messe in campo che non perché al bimbo Filippo si sia scucito il sacco.</p><p></p><p>In conclusione: mi vengono attribuite cose non dette, e tantomeno fatte, e solo perché faccio parte personalmente e con un team molto ben proposto a livello comunicativo non vedo perché dovrei essere assimilato a chi sfrutta risorse e/o opportunità solo per comodo.</p><p>Se vorrai fornirmi dei dati da cui evinci che la realtà di cui faccio parte incarna ed alimenta la "smania del risultato" te ne sarò grato (anche in privato, visto che con FSL la cosa centra ben poco).</p><p></p><p>In via del tutto generale comuqnue, il punto da cui è nata tutta questa discussione, ovvero l'assistenza a certi corridori, è già sufficientemente regolamentata dalle disposizioni tecniche delle federazioni o degli enti di promozione sportiva, nonché dai regolamenti di corsa sottoscritti da tutti i partecipanti e messi in atto dai direttori di corsa.</p><p>In merito mi chiedo perché certe lamentele trovino espressione sui forum e non invece nelle sedi opportune.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="The_Phantom_Lord, post: 3430546, member: 7080"] La realtà di cui sono orgogliosamente Presidente è completamente amatoriale. Nessuno dei miei tesserati ha vetture al seguito. Nella vita privata tutti svolgono altre attività professionali. Nessuno percepeisce il benché minimo compenso (come da regolamento amatoriale). Nei contratti di sponsorizzazione con alcuni marchi con cui collaboriamo è riportato, a caratteri CUBITALI, che i risultati ottenuti NON costituiscono alcun vincolo della partnership. Per inciso, prima dell'inizio della stagione, i miei tesserati stessi hanno ricevuto comunicazione di non improvvisarsi eroi o corridori, di pensare prima di tutto alla propria salute e a divertirisi in bici, senza rischiare la pelle in discesa, sul bagnato o cose del genere. Mi sfugge dove sia la smania del risultato in un progetto che vuole solo promuovere l'immagine di gruppo, dove contano i numeri e l'immagine complesssiva e non il singolo, associata a questo o quel marchio. Dove l'obiettivo principale è garantire a tutti dei servizi nella pratica del ciclismo cicloamatoriale a dei costi agevolati. Forse si vuole solo vedere le cose come fanno comodo e non come sono realmente. Tornando al mio riferimento quando dicevo che "non ho creato io la smania del risultato" ribadivo che il mondo dell'agonismo vive in certi casi di esasperazioni, ma queste forse vanno al di là di un cambio ruota, e sono ben più profonde e radicate trasversalmente nell'ambiente di quanto si possa percepire con uno sguardo superficiale della realtà amatoriale. Mi spiace molto vedere che anche in questo caso si notino magari gli eccessi, per carità presenti, da una parte e non quelli dall'altra. Sempre superficialemente, possiamo stare a discutere dei cambi ruota nel ciclismo così come dell'elettronica in formula uno. Considerazione a latere: il concetto espresso era molto semplice, in qualsiasi competizione, che sia anche la corsa dei sacchi dell'oratorio, il sottoscritto preferisce che primeggi il bimbo Gigi anziché il bimbo Filippo per le qualità messe in campo che non perché al bimbo Filippo si sia scucito il sacco. In conclusione: mi vengono attribuite cose non dette, e tantomeno fatte, e solo perché faccio parte personalmente e con un team molto ben proposto a livello comunicativo non vedo perché dovrei essere assimilato a chi sfrutta risorse e/o opportunità solo per comodo. Se vorrai fornirmi dei dati da cui evinci che la realtà di cui faccio parte incarna ed alimenta la "smania del risultato" te ne sarò grato (anche in privato, visto che con FSL la cosa centra ben poco). In via del tutto generale comuqnue, il punto da cui è nata tutta questa discussione, ovvero l'assistenza a certi corridori, è già sufficientemente regolamentata dalle disposizioni tecniche delle federazioni o degli enti di promozione sportiva, nonché dai regolamenti di corsa sottoscritti da tutti i partecipanti e messi in atto dai direttori di corsa. In merito mi chiedo perché certe lamentele trovino espressione sui forum e non invece nelle sedi opportune. [/QUOTE]
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