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<blockquote data-quote="The_Phantom_Lord" data-source="post: 3695971" data-attributes="member: 7080"><p>Prendo spunto da questa riflessione dell'Airone per precisare che nessuno è contrario a prescindere a un controllo a patto che:</p><p>1. sia dimostrata l'utilità dello stesso</p><p>2. sia effettuato in modo (abbastanza) rigoroso</p><p></p><p>Il punto è che per come vengono selezionati i controllati non c'è nessuna assicurazione di avere campioni a sufficienza per costruire una storia ematica del singolo atleta. Non si ha nemmeno una sua storia "clinica", quindi i parametri, mediati anche sulla popolazione sportiva, non è che ci dicano poi molto. O se comunque questo fosse stato il principio di tutto avrebbero anche potuto dirlo. Quando poi vedi che in sede di prelievo si soprassiede all'esibizione di un documento di identità e del tesserino.. </p><p></p><p>Per carità la disponibilità e la comprensione sono una bella cosa, però se fanno crollare la credivilità di un controllo, che di per se è un onere in più senza vantaggio per i sottoposti allo stesso, tanto vale non farli.</p><p></p><p>Vedo invece sempre più spesso l'errata confusione dei controlli FSL con l'antidoping, cavalcando l'onda della disinformazione.</p><p></p><p>Restano sempre gli stessi bug dei protocolli, magari si è sistemato qualcosa in termini comunicativi (ma la macchina è ancora lontano dalla perfezione, anche se la disponibilità degli interlocutori quantomeno è aumentata), e resta ancora del tutto dubbia la partecipazione di atleti stranieri nelle prove FSL. </p><p>Se ci sono delle regole, che siano uguali per tutti, dalle inibizioni degli ex-pro a quelle dell'antidoping post gara a quelle del prelievo mattutino.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="The_Phantom_Lord, post: 3695971, member: 7080"] Prendo spunto da questa riflessione dell'Airone per precisare che nessuno è contrario a prescindere a un controllo a patto che: 1. sia dimostrata l'utilità dello stesso 2. sia effettuato in modo (abbastanza) rigoroso Il punto è che per come vengono selezionati i controllati non c'è nessuna assicurazione di avere campioni a sufficienza per costruire una storia ematica del singolo atleta. Non si ha nemmeno una sua storia "clinica", quindi i parametri, mediati anche sulla popolazione sportiva, non è che ci dicano poi molto. O se comunque questo fosse stato il principio di tutto avrebbero anche potuto dirlo. Quando poi vedi che in sede di prelievo si soprassiede all'esibizione di un documento di identità e del tesserino.. Per carità la disponibilità e la comprensione sono una bella cosa, però se fanno crollare la credivilità di un controllo, che di per se è un onere in più senza vantaggio per i sottoposti allo stesso, tanto vale non farli. Vedo invece sempre più spesso l'errata confusione dei controlli FSL con l'antidoping, cavalcando l'onda della disinformazione. Restano sempre gli stessi bug dei protocolli, magari si è sistemato qualcosa in termini comunicativi (ma la macchina è ancora lontano dalla perfezione, anche se la disponibilità degli interlocutori quantomeno è aumentata), e resta ancora del tutto dubbia la partecipazione di atleti stranieri nelle prove FSL. Se ci sono delle regole, che siano uguali per tutti, dalle inibizioni degli ex-pro a quelle dell'antidoping post gara a quelle del prelievo mattutino. [/QUOTE]
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