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Gare amatoriali in circuito
Gare amatoriali Lombardia 2009
Testo
<blockquote data-quote="g.alby" data-source="post: 1919103" data-attributes="member: 14774"><p>Posto qui il racconto di Andrea Colombo (ciclista paraolimpico) che grazie all' impegno di Daniele Zammichelli partecipa alla vuelta ciclista chiapas.</p><p>Anche se vado fuori tema, ci tenevo a far leggere a piu' persone questo racconto perchè lo trovo commovente e ci vedo il vero spirito del ciclismo</p><p> </p><p><strong>Giovedì 26 novembre: ¡Ay qué dolor!</strong></p><p><a href="http://www.cicloweb.it/Gallery/fotogallery.html" target="_blank"><img src="http://lh3.ggpht.com/_fEvMImcXVs4/Sw0X6fGE0OI/AAAAAAAAjWw/9CT_1xKJ2gY/Foto2.JPG" alt="" class="fr-fic fr-dii fr-draggable " style="" /></a> Arriaga-Tuxtla Gutiérrez: la notte non è trascorsa come mi aspettavo. Verso le 4.00 mi sono svegliato con nausea e mal di stomaco, che durante la giornata si sono rivelati due antipatici compagni di viaggio; e che mi hanno costretto a fare una colazione a base di Omeoprazolo, Imodium e Alkaselzer... e fette biscottate.</p><p>Oggi finalmente partenza puntuale alle ore 9.00 dalla piazza di Arriaga, con l'ormai consueto bagno di folla al quale i messicani ci hanno abituati. Il manipolo di corridori italiani di cui faccio parte si è ormai ridotto a tre unità; Gilioli, De Maria e il sottoscritto.</p><p>La tappa, lunga 150 km circa, è stata caratterizzata da un fortissimo vento contrario che ha reso a tratti difficoltosa anche la condotta della bicicletta.</p><p>Partenza in salita, 17 km di una carreggiata dall'asfalto sconnesso che ne ha resa ancora più impegnativa la scalata. Il ritmo del gruppo è subito deciso, un po' troppo deciso per me, che dopo una decina di km mi ritrovo in fondo al plotone sperando che si stacchino un buon numero di corridori con cui poter condividere il resto del percorso.</p><p>In cima alla salita, ci ritroveremo in 10 e lungo la discesa, raggiungiamo 5 corridori staccatisi dopo di noi, dei quali fa parte anche De Maria, attardatosi anche lui per seri problemi allo stomaco. Io non riesco a mangiare nè a bere, cerco sollievo con una cocacola offertami da un'ammiraglia messicana, che diventerà la mia fornitrice ufficiale. Nel frattempo inizia a piovere e la strada non presenta un metro di pianura; è un continuo e snervante saliscendi che mi costringe a fare l'elastico ovvero perdo terreno in salita... rientro in discesa. Finalmente compare l'ammiraglia italiana guidata dal Ds Zammicheli che fino a quel momento era stato vicino a Gilioli nel gruppo di testa; e finalmente arrivano incitamento e consigli preziosi, anche se serviranno a poco nelle condizioni fisiche in cui ci troviamo io e De Maria.</p><p>Infatti quest'ultimo dopo aver rimesso diverse volte decide suo malgrado di ritirarsi a 60 km dal traguardo.</p><p>Resto solo coi miei problemi, che si amplificano kilometro dopo kilometro e fanno pensare al ritiro anche me.</p><p>Arriva anche la pioggia e devo chiedere del giornale per coprire lo stomaco perchè ho l'addome totalmente contratto e la maglia bagnata non agevola le cose.</p><p>Un malessere generale mi avviluppa, un cocktail di "nausea, mal di testa, gambe vuote e pensieri orientati al... adesso mollo". Provo a ingerire dei gel energetici diluiti con la cocacola... terribile. Ai meno 30 si avvicina l'ammiraglia e il Ds Zammicheli mi chiede se puo' lasciarmi e riportarsi su Gilioli, e io gli rispondo "Ci vediamo all'arrivo". Reagisco d'orgoglio e proseguo. Gli ultimi km sono davvero strazianti, siamo rimasti in 7 e pretendono anche che gli dia i cambi; faccio quello che posso ma ogni volta che vado davanti il vento mi prende a schiaffi.</p><p>Ai meno 10 entriamo nell'abitato di Tuxtla Gutiérrez, il manto stradale dell'interminabile vialone che ci porta all'arrivo è in uno stato pietoso, ed i commissari di gara ormai non fermano più neanche il traffico; code di auto ai semafori rossi incustoditi, e noi che sfrecciamo a destra e sinistra nel tentativo di raggiungere il traguardo illesi; non è una questione di classifica ma di sopravvivenza.</p><p>Tuxtla Gutiérrez è molto più grande di Arriaga, la città da cui siamo partiti e ciò significa molta più gente; ma oggi non ho la forza di firmare autografi ai ragazzini accorsi verso di me.</p><p>Malessere tensione e paura lasciano spazio alla commozione per essere arrivato al traguardo anche oggi, anche se con 37' di ritardo dal vincitore, non ultimo.</p><p>Zammicheli mi carica in auto e mi porta in hotel, dove cado in un sonno profondo subito dopo la doccia. Il bilancio di oggi è un ottimo Gilioli, nel gruppo di testa in 20ma posizione, un altro corridore (De Maria) "caduto sul campo" e la vittoria della mia personale gara contro me stesso.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="g.alby, post: 1919103, member: 14774"] Posto qui il racconto di Andrea Colombo (ciclista paraolimpico) che grazie all' impegno di Daniele Zammichelli partecipa alla vuelta ciclista chiapas. Anche se vado fuori tema, ci tenevo a far leggere a piu' persone questo racconto perchè lo trovo commovente e ci vedo il vero spirito del ciclismo [B]Giovedì 26 novembre: ¡Ay qué dolor![/B] [URL="http://www.cicloweb.it/Gallery/fotogallery.html"][IMG]http://lh3.ggpht.com/_fEvMImcXVs4/Sw0X6fGE0OI/AAAAAAAAjWw/9CT_1xKJ2gY/Foto2.JPG[/IMG][/URL] Arriaga-Tuxtla Gutiérrez: la notte non è trascorsa come mi aspettavo. Verso le 4.00 mi sono svegliato con nausea e mal di stomaco, che durante la giornata si sono rivelati due antipatici compagni di viaggio; e che mi hanno costretto a fare una colazione a base di Omeoprazolo, Imodium e Alkaselzer... e fette biscottate. Oggi finalmente partenza puntuale alle ore 9.00 dalla piazza di Arriaga, con l'ormai consueto bagno di folla al quale i messicani ci hanno abituati. Il manipolo di corridori italiani di cui faccio parte si è ormai ridotto a tre unità; Gilioli, De Maria e il sottoscritto. La tappa, lunga 150 km circa, è stata caratterizzata da un fortissimo vento contrario che ha reso a tratti difficoltosa anche la condotta della bicicletta. Partenza in salita, 17 km di una carreggiata dall'asfalto sconnesso che ne ha resa ancora più impegnativa la scalata. Il ritmo del gruppo è subito deciso, un po' troppo deciso per me, che dopo una decina di km mi ritrovo in fondo al plotone sperando che si stacchino un buon numero di corridori con cui poter condividere il resto del percorso. In cima alla salita, ci ritroveremo in 10 e lungo la discesa, raggiungiamo 5 corridori staccatisi dopo di noi, dei quali fa parte anche De Maria, attardatosi anche lui per seri problemi allo stomaco. Io non riesco a mangiare nè a bere, cerco sollievo con una cocacola offertami da un'ammiraglia messicana, che diventerà la mia fornitrice ufficiale. Nel frattempo inizia a piovere e la strada non presenta un metro di pianura; è un continuo e snervante saliscendi che mi costringe a fare l'elastico ovvero perdo terreno in salita... rientro in discesa. Finalmente compare l'ammiraglia italiana guidata dal Ds Zammicheli che fino a quel momento era stato vicino a Gilioli nel gruppo di testa; e finalmente arrivano incitamento e consigli preziosi, anche se serviranno a poco nelle condizioni fisiche in cui ci troviamo io e De Maria. Infatti quest'ultimo dopo aver rimesso diverse volte decide suo malgrado di ritirarsi a 60 km dal traguardo. Resto solo coi miei problemi, che si amplificano kilometro dopo kilometro e fanno pensare al ritiro anche me. Arriva anche la pioggia e devo chiedere del giornale per coprire lo stomaco perchè ho l'addome totalmente contratto e la maglia bagnata non agevola le cose. Un malessere generale mi avviluppa, un cocktail di "nausea, mal di testa, gambe vuote e pensieri orientati al... adesso mollo". Provo a ingerire dei gel energetici diluiti con la cocacola... terribile. Ai meno 30 si avvicina l'ammiraglia e il Ds Zammicheli mi chiede se puo' lasciarmi e riportarsi su Gilioli, e io gli rispondo "Ci vediamo all'arrivo". Reagisco d'orgoglio e proseguo. Gli ultimi km sono davvero strazianti, siamo rimasti in 7 e pretendono anche che gli dia i cambi; faccio quello che posso ma ogni volta che vado davanti il vento mi prende a schiaffi. Ai meno 10 entriamo nell'abitato di Tuxtla Gutiérrez, il manto stradale dell'interminabile vialone che ci porta all'arrivo è in uno stato pietoso, ed i commissari di gara ormai non fermano più neanche il traffico; code di auto ai semafori rossi incustoditi, e noi che sfrecciamo a destra e sinistra nel tentativo di raggiungere il traguardo illesi; non è una questione di classifica ma di sopravvivenza. Tuxtla Gutiérrez è molto più grande di Arriaga, la città da cui siamo partiti e ciò significa molta più gente; ma oggi non ho la forza di firmare autografi ai ragazzini accorsi verso di me. Malessere tensione e paura lasciano spazio alla commozione per essere arrivato al traguardo anche oggi, anche se con 37' di ritardo dal vincitore, non ultimo. Zammicheli mi carica in auto e mi porta in hotel, dove cado in un sonno profondo subito dopo la doccia. Il bilancio di oggi è un ottimo Gilioli, nel gruppo di testa in 20ma posizione, un altro corridore (De Maria) "caduto sul campo" e la vittoria della mia personale gara contro me stesso. [/QUOTE]
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