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Gare amatoriali in circuito
gare in salita e cronoscalate il ciclismo del futuro
Testo
<blockquote data-quote="somaro" data-source="post: 3898343" data-attributes="member: 10894"><p>Più che l'allenamento di fondo (per ottenere il quale, dopo la fase di preparazione, è sufficiente anche un "lungo" settimanale, oltre naturalmente alle gare), nelle GF è necessario saper andare forte in tutte le situazioni e con le andature attuali essere capaci soprattutto di buttarsi in discesa, dove si possono perdere anche minuti guadagnati in salita. E per far ciò, bisogna dirsi: "se mi faccio male, domani sto a riposo". Cosa che pochi possono permettersi di fare. Chi il lunedì (o persino la domenica stessa dopo la gara) deve andare a lavorare non può ragionare in questo modo. E' il motivo per cui anche nei miei anni migliori non partecipai mai alle GF.</p><p>Da dilettante, spesso mi capitava di scollinare con i primi e poi in fondo alla discesa trovarmi nel gruppetto di coda o peggio essere sgarbatamente superato dalle ammiraglie. Solo una volta, il 23/04/1996 nel Gran Premio Tremezzo, dopo aver scollinato a Lanzo d'Intelvi nel ristretto e allungato gruppetto all'inseguimento di Sgambelluri, mi misi a ruota di Eddy Ratti e la tenni fino a fine discesa: al termine arrivai in mezzo a gente che poi avrebbe "fatto carriera" nel ciclismo, peccato che non feci la volata, dall'ammiraglia avevano valutato male e mi avevano detto che avevo davanti il doppio dei corridori che in realtà c'erano. Poi, "i migliori delle GF" spesso ad un certo punto hanno spiacevoli sorprese: nel caso tuo, per esempio, se si fosse applicato quanto fatto alcuni anni dopo, quando arrivasti secondo al Mondiale dietro a Sala avrebbero poi dovuto assegnarti la maglia a tavolino.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="somaro, post: 3898343, member: 10894"] Più che l'allenamento di fondo (per ottenere il quale, dopo la fase di preparazione, è sufficiente anche un "lungo" settimanale, oltre naturalmente alle gare), nelle GF è necessario saper andare forte in tutte le situazioni e con le andature attuali essere capaci soprattutto di buttarsi in discesa, dove si possono perdere anche minuti guadagnati in salita. E per far ciò, bisogna dirsi: "se mi faccio male, domani sto a riposo". Cosa che pochi possono permettersi di fare. Chi il lunedì (o persino la domenica stessa dopo la gara) deve andare a lavorare non può ragionare in questo modo. E' il motivo per cui anche nei miei anni migliori non partecipai mai alle GF. Da dilettante, spesso mi capitava di scollinare con i primi e poi in fondo alla discesa trovarmi nel gruppetto di coda o peggio essere sgarbatamente superato dalle ammiraglie. Solo una volta, il 23/04/1996 nel Gran Premio Tremezzo, dopo aver scollinato a Lanzo d'Intelvi nel ristretto e allungato gruppetto all'inseguimento di Sgambelluri, mi misi a ruota di Eddy Ratti e la tenni fino a fine discesa: al termine arrivai in mezzo a gente che poi avrebbe "fatto carriera" nel ciclismo, peccato che non feci la volata, dall'ammiraglia avevano valutato male e mi avevano detto che avevo davanti il doppio dei corridori che in realtà c'erano. Poi, "i migliori delle GF" spesso ad un certo punto hanno spiacevoli sorprese: nel caso tuo, per esempio, se si fosse applicato quanto fatto alcuni anni dopo, quando arrivasti secondo al Mondiale dietro a Sala avrebbero poi dovuto assegnarti la maglia a tavolino. [/QUOTE]
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