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<blockquote data-quote="MrSpock" data-source="post: 4275779" data-attributes="member: 11324"><p>Bingo !</p><p> </p><p></p><p> </p><p>Certo, ma la questione non è che sia più complicato, ma che sul telefonino non puoi fare come sulla Reflex. Se vuoi spingerti oltre devi ingegnarti. I modi per superare i limiti fisici del piccolo sensore ci sono, è solo questione di tecnologia, fantasia, miniaturizzazione, costi e capacita di elaborazione.</p><p> </p><p></p><p> </p><p>La risoluzione e la dinamica si possono aumentare con lo stesso principio dei radiotelescopi. Non è necessario essere così bravi da fare un unico sensore perfetto.</p><p> </p><p>Ma tra poco tempo la risoluzione e la dinamica avranno anche di gran lunga superato quella dell'occhio rendendo completamente inutile spingersi più in alto. Un po' come l'attuale definizione digitale del cinema 3D che ormai si spinge ad aumentare il frame rate. Finito di aumentare anche quello o ci aumentano la risoluzione degli occhi e la velocità del cervello o non c'è più niente da innovare <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /></p><p> </p><p></p><p> </p><p>Anche nel mosso tecnicamente l'informazione non c'è perchè è spalmata sui pixel adiacenti fondendosi per somma (operazione irreversibile). Ma si può ricostruire computazionalmente per tentativi ipotizzando una gran quantità di traiettorie del mosso (riducendone il numero sulla base delle "strisciature" che possono essere individuate sull immagine) e tentando di ricostruire l'immagine fino a indovinare la traiettoria corretta.</p><p> </p><p>Non sottovalutare l'efficacia di metodi statistici uniti a enorme potenza computazionale. E' il principio su cui si basa la maggior parte dei sistemi di crack di qualsivoglia sistema di cifratura su cui non è applicabile brute force completo. Ma qui andiamo veramente troppo OT <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/wink.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=";)" title="Wink ;)" data-shortname=";)" /></p><p> </p><p>Come avevo accennato mi occupo di sistemi vocali. Ho lavorato per anni sui sistemi di sintesi e riconoscimento e da un po' di tempo mi occupo di verifica e identificazione. Tutti e 4 i campi hanno fatto passi da gigante grazie anche a sistemi statistici e gli enormi database di conoscenze dei motori di ricerca. Ma fino a pochi anni fa quello che riusciamo a fare oggi non ce lo sognavamo nemmeno: se si riusciva a identificare una persona in mezzo 10 voiceprint con probabilità del 90% (così si chiama l'equivalente in voce dell'impronta digitale) impiegandoci minuti se non decine di minuti era già un successo. Oggi possiamo identificare 1 persona in mezzo a 1.000.000 di voiceprint in meno di 20 secondi, utilizzando pochi secondi di materiale audio e con tasso di successo che va oltre il 99,99%. Possiamo far funzionare tale tecnologia su uno SmartPhone portatile permettendo a un utente di accedere ai propri dati bancari o dati importanti in tutta sicurezza.</p><p> </p><p>La tecnologia e la ricerca vanno avanti, non fare l'errore di porre limiti che di fatto sono solo tecnologici o algoritmici.</p><p> </p><p>Massimo</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="MrSpock, post: 4275779, member: 11324"] Bingo ! Certo, ma la questione non è che sia più complicato, ma che sul telefonino non puoi fare come sulla Reflex. Se vuoi spingerti oltre devi ingegnarti. I modi per superare i limiti fisici del piccolo sensore ci sono, è solo questione di tecnologia, fantasia, miniaturizzazione, costi e capacita di elaborazione. La risoluzione e la dinamica si possono aumentare con lo stesso principio dei radiotelescopi. Non è necessario essere così bravi da fare un unico sensore perfetto. Ma tra poco tempo la risoluzione e la dinamica avranno anche di gran lunga superato quella dell'occhio rendendo completamente inutile spingersi più in alto. Un po' come l'attuale definizione digitale del cinema 3D che ormai si spinge ad aumentare il frame rate. Finito di aumentare anche quello o ci aumentano la risoluzione degli occhi e la velocità del cervello o non c'è più niente da innovare :mrgreen: Anche nel mosso tecnicamente l'informazione non c'è perchè è spalmata sui pixel adiacenti fondendosi per somma (operazione irreversibile). Ma si può ricostruire computazionalmente per tentativi ipotizzando una gran quantità di traiettorie del mosso (riducendone il numero sulla base delle "strisciature" che possono essere individuate sull immagine) e tentando di ricostruire l'immagine fino a indovinare la traiettoria corretta. Non sottovalutare l'efficacia di metodi statistici uniti a enorme potenza computazionale. E' il principio su cui si basa la maggior parte dei sistemi di crack di qualsivoglia sistema di cifratura su cui non è applicabile brute force completo. Ma qui andiamo veramente troppo OT ;) Come avevo accennato mi occupo di sistemi vocali. Ho lavorato per anni sui sistemi di sintesi e riconoscimento e da un po' di tempo mi occupo di verifica e identificazione. Tutti e 4 i campi hanno fatto passi da gigante grazie anche a sistemi statistici e gli enormi database di conoscenze dei motori di ricerca. Ma fino a pochi anni fa quello che riusciamo a fare oggi non ce lo sognavamo nemmeno: se si riusciva a identificare una persona in mezzo 10 voiceprint con probabilità del 90% (così si chiama l'equivalente in voce dell'impronta digitale) impiegandoci minuti se non decine di minuti era già un successo. Oggi possiamo identificare 1 persona in mezzo a 1.000.000 di voiceprint in meno di 20 secondi, utilizzando pochi secondi di materiale audio e con tasso di successo che va oltre il 99,99%. Possiamo far funzionare tale tecnologia su uno SmartPhone portatile permettendo a un utente di accedere ai propri dati bancari o dati importanti in tutta sicurezza. La tecnologia e la ricerca vanno avanti, non fare l'errore di porre limiti che di fatto sono solo tecnologici o algoritmici. Massimo [/QUOTE]
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