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<blockquote data-quote="all_i_need_is_bike" data-source="post: 2690794" data-attributes="member: 5183"><p>Ho letto la tesi e controllato gli altri dati gentilmente inviatimi da PowerCranksUSA; ovviamente sarei curioso di conoscere l'interpretazione degli altri lettori.</p><p></p><p>Facendo l'ipotesi di pedalata a cadenza costante, non dovrebbe esserci variazione nella componente non-muscolare della coppia/potenza (legata a gravità e inerzia delle masse dei segmenti della gamba), visto che le masse in accelerazione / decelerazione sono le stesse e risultano soggette alla medesima dinamica. In conseguenza, a parità di potenza esterna rilevata, il contributo muscolare (vedi Neptune, citato fra i riferimenti bibliografici) dovrebbe quindi essere il medesimo.</p><p></p><p>Il maggiore contributo alla potenza utile per la propulsione del mezzo è fornito certamente nella fase di estensione della gamba.</p><p>In tale fase, durante l'utilizzo di pedivelle indipendenti, l'attività EMG del vasto laterale (che è un muscolo estensore) risulta però ridotta; questo potrebbe essere interpretato con una riduzione dell'intervento del quadricipite nel suo insieme (vasto lat., vasto med., vasto int. e retto fem.), visto che campo angolare di intervento e caratteristiche muscolari dei 4 muscoli citati sono analoghi.</p><p>Questa rilevazione è in accordo con la riduzione di forza tangenziale che si osserva in fase di estensione; però, se la potenza prodotta non cambia (visto che si stà ragionando a potenza fornita, oltre che a cadenza, costanti) il contributo "mancante" deve continuare ad essere fornito, presumibilmente tramite un maggiore intervento della gamba controlaterale (che è in flessione).</p><p>Questo anche in accordo con il profilo di coppia rilevato per le PC.</p><p>Dai diagrammi EMG disponibili risulta che utilizzando le pedivelle indipendenti aumenta l'attività del bicipite femorale, le cui due porzioni (capo breve e capo lungo) operano parzialmente in estensione ma maggiormente in flessione. Il contributo mancante fornito dalla gamba controlaterale potrebbe allora essere coperto proprio dal bicipite (non necessariamente in misura esclusiva).</p><p>L'attività del bicipite potrebbe essere disponibile anche per periodi lunghi, visto che mediamente %FT=.35 (Johnson, 1973; Umberger, 2006) e quindi il bicipite è un muscolo caratterizzato per la maggior parte (65%) da fibre Slow-twitch ad affaticamento ridotto.</p><p>In contemporanea, stando alle sensazioni muscolari durante l'utilizzo, è presumibile un contributo dell'ileopsoas (flessore dell'anca), il cui intervento potrebbe avvenire anche su tempi lunghi, in considerazione del fatto che i) il suo campo angolare di intervento si sovrappone bene a quello del bicipite e ii) mediamente il patrimonio di fibre ST nell'ileopsoas è del 50%.</p><p></p><p>Da valutare se questo contributo in flessione risulti essere direttamente (come componente di forza tangenziale che produce lavoro meccanico) o indirettamente (come eliminazione della spinta "parassita" della gamba controlaterale) utile alla propulsione: in ogni caso l'effetto netto risultante è presente.</p><p></p><p>Sarebbe inoltre da valutare se l'intervento dei vari muscoli, per ovvie ragioni variabile con intensità e cadenza, dipenda anche dal trasferimento a lungo termine dell'apprendimento motorio (considerando l'evoluzione di sensazioni e capacità nel corso dei 4 anni di utilizzo potrebbe, per quanto mi riguarda, essere così).</p><p></p><p>Ovviamente il punto di vista non può che essere parziale, dato che ho potuto dedicare alla questione relativamente poco tempo e che sono soltanto uno "pseudo-biomeccanico".</p><p></p><p>Ah, altrettanto ovviamente non riusciamo comunque a confrontare PC e GBsystem perchè i dati disponibili (tesi compresa) sono solo relativi soltanto alla prima tipologia citata di pedivelle indipendenti.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="all_i_need_is_bike, post: 2690794, member: 5183"] Ho letto la tesi e controllato gli altri dati gentilmente inviatimi da PowerCranksUSA; ovviamente sarei curioso di conoscere l'interpretazione degli altri lettori. Facendo l'ipotesi di pedalata a cadenza costante, non dovrebbe esserci variazione nella componente non-muscolare della coppia/potenza (legata a gravità e inerzia delle masse dei segmenti della gamba), visto che le masse in accelerazione / decelerazione sono le stesse e risultano soggette alla medesima dinamica. In conseguenza, a parità di potenza esterna rilevata, il contributo muscolare (vedi Neptune, citato fra i riferimenti bibliografici) dovrebbe quindi essere il medesimo. Il maggiore contributo alla potenza utile per la propulsione del mezzo è fornito certamente nella fase di estensione della gamba. In tale fase, durante l'utilizzo di pedivelle indipendenti, l'attività EMG del vasto laterale (che è un muscolo estensore) risulta però ridotta; questo potrebbe essere interpretato con una riduzione dell'intervento del quadricipite nel suo insieme (vasto lat., vasto med., vasto int. e retto fem.), visto che campo angolare di intervento e caratteristiche muscolari dei 4 muscoli citati sono analoghi. Questa rilevazione è in accordo con la riduzione di forza tangenziale che si osserva in fase di estensione; però, se la potenza prodotta non cambia (visto che si stà ragionando a potenza fornita, oltre che a cadenza, costanti) il contributo "mancante" deve continuare ad essere fornito, presumibilmente tramite un maggiore intervento della gamba controlaterale (che è in flessione). Questo anche in accordo con il profilo di coppia rilevato per le PC. Dai diagrammi EMG disponibili risulta che utilizzando le pedivelle indipendenti aumenta l'attività del bicipite femorale, le cui due porzioni (capo breve e capo lungo) operano parzialmente in estensione ma maggiormente in flessione. Il contributo mancante fornito dalla gamba controlaterale potrebbe allora essere coperto proprio dal bicipite (non necessariamente in misura esclusiva). L'attività del bicipite potrebbe essere disponibile anche per periodi lunghi, visto che mediamente %FT=.35 (Johnson, 1973; Umberger, 2006) e quindi il bicipite è un muscolo caratterizzato per la maggior parte (65%) da fibre Slow-twitch ad affaticamento ridotto. In contemporanea, stando alle sensazioni muscolari durante l'utilizzo, è presumibile un contributo dell'ileopsoas (flessore dell'anca), il cui intervento potrebbe avvenire anche su tempi lunghi, in considerazione del fatto che i) il suo campo angolare di intervento si sovrappone bene a quello del bicipite e ii) mediamente il patrimonio di fibre ST nell'ileopsoas è del 50%. Da valutare se questo contributo in flessione risulti essere direttamente (come componente di forza tangenziale che produce lavoro meccanico) o indirettamente (come eliminazione della spinta "parassita" della gamba controlaterale) utile alla propulsione: in ogni caso l'effetto netto risultante è presente. Sarebbe inoltre da valutare se l'intervento dei vari muscoli, per ovvie ragioni variabile con intensità e cadenza, dipenda anche dal trasferimento a lungo termine dell'apprendimento motorio (considerando l'evoluzione di sensazioni e capacità nel corso dei 4 anni di utilizzo potrebbe, per quanto mi riguarda, essere così). Ovviamente il punto di vista non può che essere parziale, dato che ho potuto dedicare alla questione relativamente poco tempo e che sono soltanto uno "pseudo-biomeccanico". Ah, altrettanto ovviamente non riusciamo comunque a confrontare PC e GBsystem perchè i dati disponibili (tesi compresa) sono solo relativi soltanto alla prima tipologia citata di pedivelle indipendenti. [/QUOTE]
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