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Granfondo
Gf sportful 2010
Testo
<blockquote data-quote="8888" data-source="post: 2308970" data-attributes="member: 15291"><p>Aggiugo come al solito spunti interessanti (così mi pare) dal nostro blog <a href="http://viaravenna.splinder.com" target="_blank">ViaRavenna</a>:</p><p> </p><p>scrive Frittenz:</p><p><span style="font-size: 9px">"Un complimento a Michele, una vittoria di spessore, non facile a tutti, non facile persino per il solo partecipare.</span></p><p><span style="font-size: 9px">Non capirò mai cosa porta a fare questi gesti estremi, chi non è in grado di controllare i propri limiti, soprattutto quelli di controllo in estreme condizioni, che cosa porta a rischiare la propria vita per fare chissa' quale impresa, credo che a volte sia giusto anche fermarsi, non è facile....."</span></p><p> </p><p>risponde MaxOnBike (utente del Forum):</p><p><span style="font-size: 9px">"Come aspettavo da tempo la 9 Colli, così attendevo la Sportful, perchè nonostante io con la salita proprio non vada d'accordo, l'anno scorso a Feltre avevo vissuto una delle più belle gran fondo dell'anno, seconda sola alla Maratona delle Dolomiti.</span></p><p><span style="font-size: 9px">Era tutto pronto da tempo. Mi ero iscritto immediatamente per accapparrarmi un pettorale fast e con non poca fatica avevo trovato già a gennaio una sistemazione in un albergo...</span></p><p><span style="font-size: 9px">Poi l'ultima domenica prima della Sportful dedicata ad un allenamento particolarmente lungo per testare le gambe... tutto a posto... ma ahimè il meteo mi aveva annullato l'entusiamo già dal lunedì mattina...</span></p><p><span style="font-size: 9px">Provavo a guardare tutti i siti meteo con la speranza che qualcosa cambiasse... ma niente... anzi, ogni giorno che passava sembrava promettere condizioni sempre più avverse, con la quota neve che si abbassava sempre più!</span></p><p><span style="font-size: 9px">Con la speranza di partire ridotta a zero, sono comunque partito per Feltre, come se dovessi però affrontare la granfondo.</span></p><p><span style="font-size: 9px">La mattina della gara sveglia alle 4.00 in hotel, non per la sveglia, ma per l'intensità della pioggia sulla finestra della camera! Tristezza totale... Ero rimasto comunque d'accordo con un amico che saremmo andati alla partenza a vedere quanti sarebbe partiti. Davvero incredibile vedere così tanti temerari... Il mio amico mi dice: "Almeno li pagassero..." ed io puntualizzo "No, loro pagano per sottoporsi a questo supplizio!!". Sotto la pioggia battente che nemmeno l'ombrello fermava fino all'ora del via. Mille atleti passano sopra il tappeto. Quasi uno su tre decide di provarci...</span></p><p><span style="font-size: 9px">Sinceramente non so dove sia il confine tra coraggio e forza e follia ed irrazionalità. Avevo dentro di me un'incredibile voglia di esserci, ma sapevo che sarebbero state cinque ore di sofferenza, più il pericolo continuo di farsi del male... e per cosa? Però stimo, e non poco, chi ha avuto straordinaria forza di portare a termine questa prova, in queste condizioni.</span></p><p><span style="font-size: 9px">Approvo anche la volontà dell'organizzazione di disputare la gara, perchè gli 867 arrivati dimostrano che si sarebbe sollevata una gran polemica a fronte di un annullamento... anche se le condizioni erano davvero al limite.</span></p><p><span style="font-size: 9px">Speriamo torni il bel tempo..."</span></p><p><span style="font-size: 9px"></span></p><p>risponde anonimo:</p><p><span style="font-size: 9px">"Sicuramente non è facile fermarsi,io faccio gare di mtb ed anche se piove parto,ormai negli anni ho imparato a gestirmi bene e a non strafare,questo è l'importante,la prima cosa che penso sempre è quella di portare a casa la pelle intatta ovviamente la sfiga è sempre dietro l'angolo....Grande Maccant ed in bocca al lupo alla ciclista!!!"</span></p><p> </p><p><span style="font-size: 10px">risponde Filos:</span></p><p><span style="font-size: 9px">"x Max:</span></p><p><span style="font-size: 9px">sono d'accordo con te, correre in queste condizioni è un supplizio, di per se fare il ciclista è duro e faticoso, figuriamoci con quelle condizioni.</span></p><p><span style="font-size: 9px">Anche se con i giusti accorgimenti si può fare -quasi- tutto, cioè mantellina antipioggia, guanti e copriscarpe in gore, credo che abbia deciso di partire sapeva cosa andava incontro (così come chi ha deciso saggiamente di non partire).Non sono d'accordo con te quando dici che approvi la volontà dell'organizzazione di portare a termine la manifestazione.</span></p><p><span style="font-size: 9px">Io credo che solo un terremoto o un'alluvione avrebbe potuto non farla disputare.Non far partire la corsa sarebbe stato un fallimento economico per il pedale feltrino.Prima di tutto i rimborsi, anzi avrebbero dovuto tenere buona l'iscrizione per il prossimo anno.Ci pensi cosa vuol dire tenere ferme 3000 iscrizioni, quale danno irreversibile?Non credo potessero richiedere lo stato di calamità...</span></p><p><span style="font-size: 9px">poi gli alimenti per i ristori, tutto già pagato, e verosimilmente da buttare le cassonetto...troppi soldi sprecati.</span></p><p><span style="font-size: 9px">Il business prima di tutto, sulla pelle dei corridori, ahimè!!!</span></p><p><span style="font-size: 9px">Quindi l'unica cosa da fare, peraltro già accaduta, (nel 1996 e io c'ero...)era quella di far disputare il medio.la campagnolo è così: condizioni estreme, freddo intenso o caldo asfissiante, non esiste la mezza misura.Forse per questo che è la più affascinante..."</span></p><p> </p><p>Rispondo:</p><p>"Guarda Filos ... mi tiri dentro al discorso seppur non abbia tempo a disposizione per commentare ... ma gli argomenti mi stanno a cuore da sempre. Questi argomenti sono:</p><p>- sicurezza granfondo</p><p>- passione ciclismo</p><p>- granfondo monumentali</p><p>In merito alla sicurezza potrei esprimere un parere ormai noto a tanti e cioè che una granfondo è una manifestazione estremamente complessa da regolamentare ma che ad oggi nessuno ha avuto la capacità di fare in modo da garantire il massimo della sicurezza. Si sono raggiunti ottimi livelli logistici, di servizio agli utenti ciclisti ma per ciò che riguarda la sicurezza nei vari momenti della manifestazione ancora molto è da fare. Occorrerebbe un tavolo comune al quale discutere per approntare una base sulla quale iniziare a lavorare, ma tutto ancora è solo nella testa di pochi ... (forse solo nella mia).</p><p>La passione ciclistica spesso spinge a gesti che vorremmo considerare epici, spesso perchè pensando di correre in certe condizioni ci sembra di spingere la nostra possibilità oltre un limite che pare invalicabile. Sono nate così le passioni per gli sport estremi e in piccolo, molto più in piccolo, le Granfondo considerate "estreme". Meglio ancora se in una di queste le condizioni meteo garantiscono un' inasprimento della difficoltà. Ti dirò ... ho ritirato la mia iscrizione venerdì alle 17.00 quando ho avuto la sensazione che l' organizzazione stesse tentennando sul percorso. L' ho fatto perchè ho capito che il passo era più lungo della gamba (per loro, in secondo luogo per me) e che non potevano garantire la sicurezza "fisica" ai ciclisti (non sulle discese ma nel caso fosse accaduto "quel che è accaduto" ... cioè 30 cm di neve sul Valles). Se avessero lasciato il lungo e l' organizzazione avesse tenuto ... mmmh, non so ...</p><p>Infine rivolgo un pensiero alle Granfondo che una rivista nota a molti ha definito "monumentali". Credo che siano un patrimonio dello sport e del ciclismo Italiano, una di quelle cose che come al solito siamo i primi a proporre e alle quali diamo un valore pari a zero. E' questo lo stato in cui lasciamo granparte del patrimonio "mondiale" cui la nostra terra è scrigno e contenitore e che se fossero ad altre latitudini o longitudini sarebbero oro nelle vetrine illuminate. Per noi invece una Granfondo con 13.000 iscritti, con 9.000 iscritti, sulle Dolomiti che qualcuno ha definito "Patrimonio dell' Umanità" è una gara amatoriale dove l' organizzazione e la decisione sull' incolumità di 5.000 uomini è lasciata alla mercè di una decisione presa alle 5.30 della mattina.</p><p></p><p>Dedico infine solo un pensiero ad Ivan Piol e ai suoi collaboratori, persone eccellenti, angeli senza paura di esser smentito. Fanno tanto, troppo e di più di quello che umanamente è loro consentito. L' iscrizione l' hanno veramente tenuta a 3500 atleti che hanno mandato la disdetta.</p><p>Io sono uno di quelli.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="8888, post: 2308970, member: 15291"] Aggiugo come al solito spunti interessanti (così mi pare) dal nostro blog [URL="http://viaravenna.splinder.com"]ViaRavenna[/URL]: scrive Frittenz: [SIZE=1]"Un complimento a Michele, una vittoria di spessore, non facile a tutti, non facile persino per il solo partecipare. Non capirò mai cosa porta a fare questi gesti estremi, chi non è in grado di controllare i propri limiti, soprattutto quelli di controllo in estreme condizioni, che cosa porta a rischiare la propria vita per fare chissa' quale impresa, credo che a volte sia giusto anche fermarsi, non è facile....."[/SIZE] risponde MaxOnBike (utente del Forum): [SIZE=1]"Come aspettavo da tempo la 9 Colli, così attendevo la Sportful, perchè nonostante io con la salita proprio non vada d'accordo, l'anno scorso a Feltre avevo vissuto una delle più belle gran fondo dell'anno, seconda sola alla Maratona delle Dolomiti. Era tutto pronto da tempo. Mi ero iscritto immediatamente per accapparrarmi un pettorale fast e con non poca fatica avevo trovato già a gennaio una sistemazione in un albergo... Poi l'ultima domenica prima della Sportful dedicata ad un allenamento particolarmente lungo per testare le gambe... tutto a posto... ma ahimè il meteo mi aveva annullato l'entusiamo già dal lunedì mattina... Provavo a guardare tutti i siti meteo con la speranza che qualcosa cambiasse... ma niente... anzi, ogni giorno che passava sembrava promettere condizioni sempre più avverse, con la quota neve che si abbassava sempre più! Con la speranza di partire ridotta a zero, sono comunque partito per Feltre, come se dovessi però affrontare la granfondo. La mattina della gara sveglia alle 4.00 in hotel, non per la sveglia, ma per l'intensità della pioggia sulla finestra della camera! Tristezza totale... Ero rimasto comunque d'accordo con un amico che saremmo andati alla partenza a vedere quanti sarebbe partiti. Davvero incredibile vedere così tanti temerari... Il mio amico mi dice: "Almeno li pagassero..." ed io puntualizzo "No, loro pagano per sottoporsi a questo supplizio!!". Sotto la pioggia battente che nemmeno l'ombrello fermava fino all'ora del via. Mille atleti passano sopra il tappeto. Quasi uno su tre decide di provarci... Sinceramente non so dove sia il confine tra coraggio e forza e follia ed irrazionalità. Avevo dentro di me un'incredibile voglia di esserci, ma sapevo che sarebbero state cinque ore di sofferenza, più il pericolo continuo di farsi del male... e per cosa? Però stimo, e non poco, chi ha avuto straordinaria forza di portare a termine questa prova, in queste condizioni. Approvo anche la volontà dell'organizzazione di disputare la gara, perchè gli 867 arrivati dimostrano che si sarebbe sollevata una gran polemica a fronte di un annullamento... anche se le condizioni erano davvero al limite. Speriamo torni il bel tempo..." [/SIZE] risponde anonimo: [SIZE=1]"Sicuramente non è facile fermarsi,io faccio gare di mtb ed anche se piove parto,ormai negli anni ho imparato a gestirmi bene e a non strafare,questo è l'importante,la prima cosa che penso sempre è quella di portare a casa la pelle intatta ovviamente la sfiga è sempre dietro l'angolo....Grande Maccant ed in bocca al lupo alla ciclista!!!"[/SIZE] [SIZE=1][/SIZE] [SIZE=2]risponde Filos:[/SIZE] [SIZE=1]"x Max: sono d'accordo con te, correre in queste condizioni è un supplizio, di per se fare il ciclista è duro e faticoso, figuriamoci con quelle condizioni. Anche se con i giusti accorgimenti si può fare -quasi- tutto, cioè mantellina antipioggia, guanti e copriscarpe in gore, credo che abbia deciso di partire sapeva cosa andava incontro (così come chi ha deciso saggiamente di non partire).Non sono d'accordo con te quando dici che approvi la volontà dell'organizzazione di portare a termine la manifestazione. Io credo che solo un terremoto o un'alluvione avrebbe potuto non farla disputare.Non far partire la corsa sarebbe stato un fallimento economico per il pedale feltrino.Prima di tutto i rimborsi, anzi avrebbero dovuto tenere buona l'iscrizione per il prossimo anno.Ci pensi cosa vuol dire tenere ferme 3000 iscrizioni, quale danno irreversibile?Non credo potessero richiedere lo stato di calamità... poi gli alimenti per i ristori, tutto già pagato, e verosimilmente da buttare le cassonetto...troppi soldi sprecati. Il business prima di tutto, sulla pelle dei corridori, ahimè!!! Quindi l'unica cosa da fare, peraltro già accaduta, (nel 1996 e io c'ero...)era quella di far disputare il medio.la campagnolo è così: condizioni estreme, freddo intenso o caldo asfissiante, non esiste la mezza misura.Forse per questo che è la più affascinante..."[/SIZE] Rispondo: "Guarda Filos ... mi tiri dentro al discorso seppur non abbia tempo a disposizione per commentare ... ma gli argomenti mi stanno a cuore da sempre. Questi argomenti sono: - sicurezza granfondo - passione ciclismo - granfondo monumentali In merito alla sicurezza potrei esprimere un parere ormai noto a tanti e cioè che una granfondo è una manifestazione estremamente complessa da regolamentare ma che ad oggi nessuno ha avuto la capacità di fare in modo da garantire il massimo della sicurezza. Si sono raggiunti ottimi livelli logistici, di servizio agli utenti ciclisti ma per ciò che riguarda la sicurezza nei vari momenti della manifestazione ancora molto è da fare. Occorrerebbe un tavolo comune al quale discutere per approntare una base sulla quale iniziare a lavorare, ma tutto ancora è solo nella testa di pochi ... (forse solo nella mia). La passione ciclistica spesso spinge a gesti che vorremmo considerare epici, spesso perchè pensando di correre in certe condizioni ci sembra di spingere la nostra possibilità oltre un limite che pare invalicabile. Sono nate così le passioni per gli sport estremi e in piccolo, molto più in piccolo, le Granfondo considerate "estreme". Meglio ancora se in una di queste le condizioni meteo garantiscono un' inasprimento della difficoltà. Ti dirò ... ho ritirato la mia iscrizione venerdì alle 17.00 quando ho avuto la sensazione che l' organizzazione stesse tentennando sul percorso. L' ho fatto perchè ho capito che il passo era più lungo della gamba (per loro, in secondo luogo per me) e che non potevano garantire la sicurezza "fisica" ai ciclisti (non sulle discese ma nel caso fosse accaduto "quel che è accaduto" ... cioè 30 cm di neve sul Valles). Se avessero lasciato il lungo e l' organizzazione avesse tenuto ... mmmh, non so ... Infine rivolgo un pensiero alle Granfondo che una rivista nota a molti ha definito "monumentali". Credo che siano un patrimonio dello sport e del ciclismo Italiano, una di quelle cose che come al solito siamo i primi a proporre e alle quali diamo un valore pari a zero. E' questo lo stato in cui lasciamo granparte del patrimonio "mondiale" cui la nostra terra è scrigno e contenitore e che se fossero ad altre latitudini o longitudini sarebbero oro nelle vetrine illuminate. Per noi invece una Granfondo con 13.000 iscritti, con 9.000 iscritti, sulle Dolomiti che qualcuno ha definito "Patrimonio dell' Umanità" è una gara amatoriale dove l' organizzazione e la decisione sull' incolumità di 5.000 uomini è lasciata alla mercè di una decisione presa alle 5.30 della mattina. Dedico infine solo un pensiero ad Ivan Piol e ai suoi collaboratori, persone eccellenti, angeli senza paura di esser smentito. Fanno tanto, troppo e di più di quello che umanamente è loro consentito. L' iscrizione l' hanno veramente tenuta a 3500 atleti che hanno mandato la disdetta. Io sono uno di quelli. [/QUOTE]
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