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Giro d’Italia 2023
Testo
<blockquote data-quote="WattTheHell" data-source="post: 7352314" data-attributes="member: 18465"><p>Butto lì una provocazione. A livello di calendario, oltre al Giro, in Italia abbiamo 3 corse che catalizzano l'attenzione: Sanremo, Strade Bianche e Lombardia. Le altre corse del panorama internazionale che piacciono di più sono, su tutte, sicuramente il Fiandre e la Roubaix.</p><p></p><p>Perchè al Giro, con l'obiettivo di aumentare l'interesse del pubblico (specie straniero), non valutano di proporre tappe sulla falsariga delle classiche monumento? Faccio qualche esempio:</p><ul> <li data-xf-list-type="ul">tappa, sulla carta per velocisti, che ricalchi fedelmente gli ultimi 50-100 km della Sanremo, con tanto di Cipressa, Poggio e arrivo classico</li> <li data-xf-list-type="ul">tappa con gli sterrati toscani, che non per forza deve essere identica ad una Strade Bianche e non per forza deve essere corsa sulle medesime strade (già fatta in passato, e per me sarebbe da proporre tutti gli anni)</li> <li data-xf-list-type="ul">tappa con più muri possibile in stile Fiandre (fatto in passato nelle Marche se non ricordo male, ma credo che si possa disegnare quasi ovunque sul nostro territorio una tappa del genere)</li> <li data-xf-list-type="ul">tappa con circuito finale da ripetersi in città caratterizzate da lastricato e pavè (ce ne sono molte, ma capisco che possano esserci problemi a livello logistico</li> </ul><p>Io sarei inoltre per spalmare le tappe decisive equamente sulle 3 settimane, e valuterei anche attentamente la possibilità di utilizzare le tappe facili (per velocisti) come "giorni di riposo". Nel senso che si disegnano alcune tappe volutamente facili (piatte) e molto corte (100-120 km) in modo che gli uomini che fanno classifica si possano "riposare". Per compensare, le tappe impegnative (tipo quelle sul modello delle classiche) le farei tutte over 200 km.</p><p></p><p>Aggiungo un'ultima cosa: a memoria, al netto delle cronoscalate, le tappe che hanno fatto più sfracelli negli ultimi anni sono sempre state tappe che includevano molteplici salite lunghe e impegnative, sempre ad alta quota. L'anno scorso per esempio la tappa più spettacolare è stata quella con Galibier e Granon, al Giro c'era stata la tappa del Finestre di Froome, ancor prima quella dell'Agnello con Nibali e quella della Bonette/Lombarda/Vinadio sempre con Nibali, al Tour quella con l'Iseran.</p><p>Secondo me non bisogna andare troppo nella direzione delle rampe di garage (che per una cronoscalata stile Lussari vanno benissimo, ma per una tappa come quella delle 3 Cime meno perchè aspettano tutti gli ultimi 3 km). Bisogna lasciar stare quelle salite tipo Etna, Campo Imperatore, Montevergine, ecc. che sono salite dove al giorno d'oggi a ruota salgono spendendo il 20% in meno di chi tira. </p><p>Bisogna recuperare le salite "monstre", quelle che in una botta sola ti fanno fare come minimo 1000 metri di dislivello...perchè sono quelle che durano abbastanza per mettere in evidenza le differenze tra i corridori, anche quando sono minime. Mi rendo conto che ovviamente non tutte le zone offrono le medesime possibilità, ed in questo senso le Alpi Occidentali sono messe meglio di quelle Centro-Orientali (con l'eccezione, a occhio, di Stelvio, Gavia, Mortirolo, Giau).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="WattTheHell, post: 7352314, member: 18465"] Butto lì una provocazione. A livello di calendario, oltre al Giro, in Italia abbiamo 3 corse che catalizzano l'attenzione: Sanremo, Strade Bianche e Lombardia. Le altre corse del panorama internazionale che piacciono di più sono, su tutte, sicuramente il Fiandre e la Roubaix. Perchè al Giro, con l'obiettivo di aumentare l'interesse del pubblico (specie straniero), non valutano di proporre tappe sulla falsariga delle classiche monumento? Faccio qualche esempio: [LIST] [*]tappa, sulla carta per velocisti, che ricalchi fedelmente gli ultimi 50-100 km della Sanremo, con tanto di Cipressa, Poggio e arrivo classico [*]tappa con gli sterrati toscani, che non per forza deve essere identica ad una Strade Bianche e non per forza deve essere corsa sulle medesime strade (già fatta in passato, e per me sarebbe da proporre tutti gli anni) [*]tappa con più muri possibile in stile Fiandre (fatto in passato nelle Marche se non ricordo male, ma credo che si possa disegnare quasi ovunque sul nostro territorio una tappa del genere) [*]tappa con circuito finale da ripetersi in città caratterizzate da lastricato e pavè (ce ne sono molte, ma capisco che possano esserci problemi a livello logistico [/LIST] Io sarei inoltre per spalmare le tappe decisive equamente sulle 3 settimane, e valuterei anche attentamente la possibilità di utilizzare le tappe facili (per velocisti) come "giorni di riposo". Nel senso che si disegnano alcune tappe volutamente facili (piatte) e molto corte (100-120 km) in modo che gli uomini che fanno classifica si possano "riposare". Per compensare, le tappe impegnative (tipo quelle sul modello delle classiche) le farei tutte over 200 km. Aggiungo un'ultima cosa: a memoria, al netto delle cronoscalate, le tappe che hanno fatto più sfracelli negli ultimi anni sono sempre state tappe che includevano molteplici salite lunghe e impegnative, sempre ad alta quota. L'anno scorso per esempio la tappa più spettacolare è stata quella con Galibier e Granon, al Giro c'era stata la tappa del Finestre di Froome, ancor prima quella dell'Agnello con Nibali e quella della Bonette/Lombarda/Vinadio sempre con Nibali, al Tour quella con l'Iseran. Secondo me non bisogna andare troppo nella direzione delle rampe di garage (che per una cronoscalata stile Lussari vanno benissimo, ma per una tappa come quella delle 3 Cime meno perchè aspettano tutti gli ultimi 3 km). Bisogna lasciar stare quelle salite tipo Etna, Campo Imperatore, Montevergine, ecc. che sono salite dove al giorno d'oggi a ruota salgono spendendo il 20% in meno di chi tira. Bisogna recuperare le salite "monstre", quelle che in una botta sola ti fanno fare come minimo 1000 metri di dislivello...perchè sono quelle che durano abbastanza per mettere in evidenza le differenze tra i corridori, anche quando sono minime. Mi rendo conto che ovviamente non tutte le zone offrono le medesime possibilità, ed in questo senso le Alpi Occidentali sono messe meglio di quelle Centro-Orientali (con l'eccezione, a occhio, di Stelvio, Gavia, Mortirolo, Giau). [/QUOTE]
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