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Giro d' Italia 2012
Testo
<blockquote data-quote="bradipus" data-source="post: 3200749" data-attributes="member: 17208"><p>a me questo Giro non spiace affatto: una prima parte movimentata, con tappe che si prestano a colpi di mano da parte degli ousider e possibilità di frequenti cambiamenti della maglia rosa.</p><p>dalla tappa di Cervinia i giochi si fanno seri, fino all'arrivo sullo Stelvio dove chi vuole salire sul podio deve dare tutto (il <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/duel.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="duel" title="Duel duel" data-shortname="duel" />lo tra Galdos e Bertoglio è rimasto nella storia del Giro).</p><p></p><p>la partenza dalla Danimarca potrà non piacere, ma serve per portare quattrini e visibilità alla nostra corsa; concordo con chi dice che probabilmente ci sarà più gente lì che nelle altre tappe.</p><p></p><p>chi organizza il Giro deve tenere in equilibrio le esigenze tecniche del percorso (quelle su cui si appuntano le attenzioni di noi appassionati) e quelle di garantire visibilità (e quindi afflusso di sponsor, senza i quali il ciclismo è morto) nonchè sostenibilità economica.</p><p></p><p>senza questi ultimi due requisiti la nostra corsa rischierebbe di diventare com'era in passato una corsa ad uso e consumo degli italiani e snobbata dai campioni esteri; a titolo di cronaca, sono andato a rivedere i dati del Giro del 1965 (vi fu, come quest'anno, un arrivo a Rocca di Cambio), era presente una sola squadra straniera, peraltro di secondo piano, e nella classifica generale i primi dieci erano tutti italiani...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bradipus, post: 3200749, member: 17208"] a me questo Giro non spiace affatto: una prima parte movimentata, con tappe che si prestano a colpi di mano da parte degli ousider e possibilità di frequenti cambiamenti della maglia rosa. dalla tappa di Cervinia i giochi si fanno seri, fino all'arrivo sullo Stelvio dove chi vuole salire sul podio deve dare tutto (il duello tra Galdos e Bertoglio è rimasto nella storia del Giro). la partenza dalla Danimarca potrà non piacere, ma serve per portare quattrini e visibilità alla nostra corsa; concordo con chi dice che probabilmente ci sarà più gente lì che nelle altre tappe. chi organizza il Giro deve tenere in equilibrio le esigenze tecniche del percorso (quelle su cui si appuntano le attenzioni di noi appassionati) e quelle di garantire visibilità (e quindi afflusso di sponsor, senza i quali il ciclismo è morto) nonchè sostenibilità economica. senza questi ultimi due requisiti la nostra corsa rischierebbe di diventare com'era in passato una corsa ad uso e consumo degli italiani e snobbata dai campioni esteri; a titolo di cronaca, sono andato a rivedere i dati del Giro del 1965 (vi fu, come quest'anno, un arrivo a Rocca di Cambio), era presente una sola squadra straniera, peraltro di secondo piano, e nella classifica generale i primi dieci erano tutti italiani... [/QUOTE]
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