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Giro d'Italia 2020
Testo
<blockquote data-quote="dinute" data-source="post: 6562115" data-attributes="member: 15666"><p>Dal punto di vista mediatico Sagan e Evenepoel sono comunque una bella occasione per il giro. </p><p></p><p>Il fatto che gli sponsor puntino tutto sul tour è una cosa che francamente faccio fatica a capire. Spendono 10-15-20 milioni di sponsorizzazioni per giocarsi tutto in 3 settimane quando sarebbe più ovvio e saggio suddividere i "rischi" sulle diverse occasioni offerte dal calendario (non solo il giro, ma la vuelta le classiche ecc). Non sono per niente convinto che siano sempre e solo gli sponsor a spingere per il Tour. Anzi a volte credo che sia più il corridore e il team a volersi misurare in Francia. </p><p>Il livello di percezione di un messaggio pubblicitario non è solo qualitativo (il nostro corridore ha vinto il tour) ma anche quantitativo (vittorie/piazzamenti per tutto l'anno). Poi dovrebbe essere anche nelle abilità dello sponsor saper "vendere" anche una vittoria minore, Sono capaci tutti di comprare pagine sui quotidiani se vinci il tour. Devi far parlare del tuo marchio anche se vinci l'Etoile des Besseges. Questo i responsabili di marketing lo sanno benissimo, per cui credo che molte volte non siano loro i responsabili di queste scelte assolutamente rischiose (infatti spesso dopo un paio d'anni qualcuno capisce l'antifona e saluta).</p><p>Nel caso di Pogacar poi parliamo di una sponsorizzazione anomala, è una cosa più simile al filantropismo che a una vera e propria sponsorizzazione. E la scelta di fare il tour è secondo me dettata da motivazioni non commerciali (sportive, capricci del sultano, ecc, ecc)</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="dinute, post: 6562115, member: 15666"] Dal punto di vista mediatico Sagan e Evenepoel sono comunque una bella occasione per il giro. Il fatto che gli sponsor puntino tutto sul tour è una cosa che francamente faccio fatica a capire. Spendono 10-15-20 milioni di sponsorizzazioni per giocarsi tutto in 3 settimane quando sarebbe più ovvio e saggio suddividere i "rischi" sulle diverse occasioni offerte dal calendario (non solo il giro, ma la vuelta le classiche ecc). Non sono per niente convinto che siano sempre e solo gli sponsor a spingere per il Tour. Anzi a volte credo che sia più il corridore e il team a volersi misurare in Francia. Il livello di percezione di un messaggio pubblicitario non è solo qualitativo (il nostro corridore ha vinto il tour) ma anche quantitativo (vittorie/piazzamenti per tutto l'anno). Poi dovrebbe essere anche nelle abilità dello sponsor saper "vendere" anche una vittoria minore, Sono capaci tutti di comprare pagine sui quotidiani se vinci il tour. Devi far parlare del tuo marchio anche se vinci l'Etoile des Besseges. Questo i responsabili di marketing lo sanno benissimo, per cui credo che molte volte non siano loro i responsabili di queste scelte assolutamente rischiose (infatti spesso dopo un paio d'anni qualcuno capisce l'antifona e saluta). Nel caso di Pogacar poi parliamo di una sponsorizzazione anomala, è una cosa più simile al filantropismo che a una vera e propria sponsorizzazione. E la scelta di fare il tour è secondo me dettata da motivazioni non commerciali (sportive, capricci del sultano, ecc, ecc) [/QUOTE]
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