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<blockquote data-quote="Airone del Chianti" data-source="post: 6572682" data-attributes="member: 2350"><p>Attenzione non facciamo confusione. Conconi era una cosa. Ferrari un'altra. Conconi faceva i test, misurava i valori. Ferrari dava le sostanze dopanti. Non è che arriva dopo, solo che faceva un'altra cosa. </p><p>Poi alla Gewiss lavorava anche Casoni, mentre alla Carrera c'era Grazzi. Erano loro due che seguivano direttamente gli atleti.</p><p>Poi tutti gli atleti (Gewiss, Carrera, fondisti, maratoneti, marciatori, tutti inclusi nell'elenco del famoso processo di Ferrara) andavano da Conconi solo per i test e per misurare le differenze dovute alle cure e agli allenamenti.</p><p>Quanto a Indurain e agli altri ciclisti Banesto andavano da Conconi solo per i test, ma non sono mai stati coinvolti in nessun scandalo doping non avendo frequentato né Ferrari né gli altri dottori dopatori.</p><p></p><p></p><p>Anche qui attenzione.</p><p>Nel 1994 l'utilizzo dell'EPO per aumentare i valori della parte corpuscolare era una prerogativa italiana per cui gli atleti italiani (ciclisti, fondisti, maratoneti) ebbero un vantaggio competitivo in quegli anni. Ovviamente ne "benefeciarono" anche i ciclisti stranieri presenti in quelle squadre (Berzin, Ugrumov, Rijs ecc...). Successivamente il morbo dell'epo si estese a tutti, anche gli altri impararono, soprattutto la Spagna (nel ciclismo) e la Finlandia (nel fondo) che fece doping di stato il cui bubbone emerse solo nel 2001. Mi fanno sorridere quelli che dicono "anche i norvegesi non erano agnellini". Fatto sta che adesso - che i valori nello sci di fondo sono stati ristabiliti - loro continuano a vincere e dominare, mentre gli italiani - eccezion fatto per Pellegrino che è un fuoriclasse - fanno le comparse.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Airone del Chianti, post: 6572682, member: 2350"] Attenzione non facciamo confusione. Conconi era una cosa. Ferrari un'altra. Conconi faceva i test, misurava i valori. Ferrari dava le sostanze dopanti. Non è che arriva dopo, solo che faceva un'altra cosa. Poi alla Gewiss lavorava anche Casoni, mentre alla Carrera c'era Grazzi. Erano loro due che seguivano direttamente gli atleti. Poi tutti gli atleti (Gewiss, Carrera, fondisti, maratoneti, marciatori, tutti inclusi nell'elenco del famoso processo di Ferrara) andavano da Conconi solo per i test e per misurare le differenze dovute alle cure e agli allenamenti. Quanto a Indurain e agli altri ciclisti Banesto andavano da Conconi solo per i test, ma non sono mai stati coinvolti in nessun scandalo doping non avendo frequentato né Ferrari né gli altri dottori dopatori. Anche qui attenzione. Nel 1994 l'utilizzo dell'EPO per aumentare i valori della parte corpuscolare era una prerogativa italiana per cui gli atleti italiani (ciclisti, fondisti, maratoneti) ebbero un vantaggio competitivo in quegli anni. Ovviamente ne "benefeciarono" anche i ciclisti stranieri presenti in quelle squadre (Berzin, Ugrumov, Rijs ecc...). Successivamente il morbo dell'epo si estese a tutti, anche gli altri impararono, soprattutto la Spagna (nel ciclismo) e la Finlandia (nel fondo) che fece doping di stato il cui bubbone emerse solo nel 2001. Mi fanno sorridere quelli che dicono "anche i norvegesi non erano agnellini". Fatto sta che adesso - che i valori nello sci di fondo sono stati ristabiliti - loro continuano a vincere e dominare, mentre gli italiani - eccezion fatto per Pellegrino che è un fuoriclasse - fanno le comparse. [/QUOTE]
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