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Giro d'Italia 2020
Testo
<blockquote data-quote="ian" data-source="post: 6572782" data-attributes="member: 40123"><p>Qualcosina in termini assoluti è quello che si può pensare di muovere per eventi storici e consolidati (nel senso che non sono preventivabili ascese o discese repentine in eventi nati oltre 100 anni fa).</p><p>Qualcosina diventa significativamente rilevante se i 2 eventi su ordini di grandezza paragonabili (come parrebbe dai numeri snocciolati in precedenza).</p><p>Se siamo su due pianeti diversi lo stesso qualcosina diventa irrilevante.</p><p>Se tu mi insegui a distanza di 300 metri, ne guadagni 10 e la cosa diventa apprezzabile. Se hai 20 km di svantaggio non se ne accorge nessuno del tuo guadagno.</p><p>Dunque alla luce delle cifre fornite credo sia sperabile che un guadagno anche minimo possa risultare significativo. Se il confronto fosse fra Giro ed Olimpiade mi farei 4 grasse risate all'idea di pensare a una riduzione del gap fra i 2 eventi, mi sono spiegato?</p><p></p><p>Sulle strategie concordo, i percorsi sono fondamentali e la strada sembra quella giusta: il Giro si connota da anni per essere una gara da duri, completa e con chilometraggi significativi. In tal senso il Tour, sperimentando con scarso risultato tappe brevissime e proponendo percorsi assai sbilanciati (ad esempio con pochissima cronometro) si è un po' fatto del male, aprendo un minimo la strada ad un recupero.</p><p>D'altra parte credo che l'impresa che Froome iscriverà nella sua mente come la più grande l'ha compiuta sulle strade italiane.</p><p>La combattività penso sia direttamente collegata a questo aspetto, gli incentivi pensati per aumentarla sono sempre un po' andati a vuoto.</p><p></p><p>Le partenze dall'estero le vedo un pochino come investimento di internazionalizzazione (a volte sì, altre più o meno), molto certamente anche come fonte di soldini (che non guastano, anche per sostenere eventuali incentivi alla partecipazione di qualche big). La significatività nell'economia della corsa è anch'essa molto relativa, ma mi pare inevitabile (salvo casi rari accade lo stesso partendo in Italia).</p><p></p><p>Sul gradimento del ciclismo da parte delle persone non si può fare moltissimo: bisogna forse sperare che nasca qualche campione in grado di appassionare (massimo rispetto sportivo per i vari Nibali, Basso, Scarponi, Cunego e company, ma non possiamo dire che costoro abbiano varcato i piccoli confini del mondo a 2 ruote... a onor del vero nessuno ci è riuscito negli ultimi 10 anni, ad eccezione forse, in parte, di Sagan).</p><p></p><p></p><p>A tale proposito, considerando che sul pubblico nostrano il margine di azione è limitato, aggiungerei qualcosa per la promozione globale della corsa alcuni piccoli accorgimenti per chi non segue dalla strada:</p><p>- migliorare il sito (moltissimo è stato fatto da quando, non molto tempo fa, esisteva solo una sezione del sito della gazzetta)</p><p>- migliorare il racconto della corsa e del paese (magari aumentando il racconto extra ciclistico del ns Paese... e togliendo per sempre quel folklore ciclistico a margine della corsa che sa solo di vecchio e che non serve a raccontare né la gara né i luoghi da essa attraversati... non me ne vogliano tutti gli Sgarbozza, Zandegù, Pasqualin, Bartoletti... E anche un Beppe Conti va fortemente svegliato... perché quel tipo di trasmissione è noiosa per chiunque e allontana lo spettatore occasionale, anche se probabilmente viene concepita con intenti opposti)</p><p>- migliorare l'aggiornamento delle informazioni (non è possibile che sul sito del TdF le classifiche vengano rese disponibili dopo pochissimo, mentre spesso al Giro bisogna attendere ere geologiche)</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ian, post: 6572782, member: 40123"] Qualcosina in termini assoluti è quello che si può pensare di muovere per eventi storici e consolidati (nel senso che non sono preventivabili ascese o discese repentine in eventi nati oltre 100 anni fa). Qualcosina diventa significativamente rilevante se i 2 eventi su ordini di grandezza paragonabili (come parrebbe dai numeri snocciolati in precedenza). Se siamo su due pianeti diversi lo stesso qualcosina diventa irrilevante. Se tu mi insegui a distanza di 300 metri, ne guadagni 10 e la cosa diventa apprezzabile. Se hai 20 km di svantaggio non se ne accorge nessuno del tuo guadagno. Dunque alla luce delle cifre fornite credo sia sperabile che un guadagno anche minimo possa risultare significativo. Se il confronto fosse fra Giro ed Olimpiade mi farei 4 grasse risate all'idea di pensare a una riduzione del gap fra i 2 eventi, mi sono spiegato? Sulle strategie concordo, i percorsi sono fondamentali e la strada sembra quella giusta: il Giro si connota da anni per essere una gara da duri, completa e con chilometraggi significativi. In tal senso il Tour, sperimentando con scarso risultato tappe brevissime e proponendo percorsi assai sbilanciati (ad esempio con pochissima cronometro) si è un po' fatto del male, aprendo un minimo la strada ad un recupero. D'altra parte credo che l'impresa che Froome iscriverà nella sua mente come la più grande l'ha compiuta sulle strade italiane. La combattività penso sia direttamente collegata a questo aspetto, gli incentivi pensati per aumentarla sono sempre un po' andati a vuoto. Le partenze dall'estero le vedo un pochino come investimento di internazionalizzazione (a volte sì, altre più o meno), molto certamente anche come fonte di soldini (che non guastano, anche per sostenere eventuali incentivi alla partecipazione di qualche big). La significatività nell'economia della corsa è anch'essa molto relativa, ma mi pare inevitabile (salvo casi rari accade lo stesso partendo in Italia). Sul gradimento del ciclismo da parte delle persone non si può fare moltissimo: bisogna forse sperare che nasca qualche campione in grado di appassionare (massimo rispetto sportivo per i vari Nibali, Basso, Scarponi, Cunego e company, ma non possiamo dire che costoro abbiano varcato i piccoli confini del mondo a 2 ruote... a onor del vero nessuno ci è riuscito negli ultimi 10 anni, ad eccezione forse, in parte, di Sagan). A tale proposito, considerando che sul pubblico nostrano il margine di azione è limitato, aggiungerei qualcosa per la promozione globale della corsa alcuni piccoli accorgimenti per chi non segue dalla strada: - migliorare il sito (moltissimo è stato fatto da quando, non molto tempo fa, esisteva solo una sezione del sito della gazzetta) - migliorare il racconto della corsa e del paese (magari aumentando il racconto extra ciclistico del ns Paese... e togliendo per sempre quel folklore ciclistico a margine della corsa che sa solo di vecchio e che non serve a raccontare né la gara né i luoghi da essa attraversati... non me ne vogliano tutti gli Sgarbozza, Zandegù, Pasqualin, Bartoletti... E anche un Beppe Conti va fortemente svegliato... perché quel tipo di trasmissione è noiosa per chiunque e allontana lo spettatore occasionale, anche se probabilmente viene concepita con intenti opposti) - migliorare l'aggiornamento delle informazioni (non è possibile che sul sito del TdF le classifiche vengano rese disponibili dopo pochissimo, mentre spesso al Giro bisogna attendere ere geologiche) [/QUOTE]
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