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Giro d'Italia 2020
Testo
<blockquote data-quote="ian" data-source="post: 6573523" data-attributes="member: 40123"><p>Credo che il giudizio su Conconi sia stato nella vulgata edulcorato per gli incarichi ufficiali che aveva nello sport italiano. Si fosse occupato solo di ciclisti (cioè di atleti singoli legati ai propri team privati) probabilmente sarebbe considerato una figura diabolica tipo Ferrari, Fuentes, ecc.</p><p></p><p></p><p>Anche è la parola perfetta, quindi non è vero che le altre cose non c'entrano nulla. Anche il Giro ha attirato interessi al di fuori del ristretto mondo delle due ruote: personalità del mondo politico ma anche della cultura, molti dei quali hanno scritto di ciclismo proprio solo in funzione del Giro d'Italia.</p><p>Per questo come si racconta il ciclismo fa una differenza enorme: la differenza fra rivolgersi esclusivamente a un pubblico di appassionati (che non sarà mai, MAI, paragonabile agli appassionati del pallone, ma neanche in Francia!).</p><p>Dare spazio alla competenza (molto bene Rizzato nelle ultime edizioni in questo senso) durante il racconto della corsa, limitando le digressioni un po' inutili del pre e dopogara (che tanto sono sempre le solite frasi fatte e luoghi comuni... "la gara è ancora lunga", anche se c'è uno che ha 3-4 minuti su tutti).</p><p>Raccontare anche il Paese attraversato dalla corsa, dando visibilità ma evitando le continue comparsate di coloro che partecipano solo per promuovere altri eventi (tipo granfondo, che già godono di visibilità enorme).</p><p>Mettere un processo alla tappa con un racconto essenziale della tappa, le voci dei ciclisti e poi uno spazio ricreativo in cui si racconti il Giro attraverso gli aspetti più divertenti (magari scovati via social), attraverso un conduttore che non venga da questo mondo. Ovviamente questo implica che questo mondo sappia ridere di se stesso.... Non è che siano cose assurde, sono cose già fatte in altre epoche.</p><p></p><p></p><p>Io credo che il Giro debba lottare per collocarsi una settimana o due più avanti. Spostare la corsa in autunno è una trovata ad altissimo rischio, perché si rischia di mettere le tappe decisive della corsa in coincidenza con l'inizio del campionato di calcio. Per contro risolverebbe la percorribilità dei passi alpini...</p><p></p><p></p><p>La settimana pianeggiante era un must dei Tour di Leblanc, sono tanti anni che il TdF non propone più qualcosa del genere, non solo 2-3</p><p></p><p></p><p>Esattamente</p><p>Anche perché poi l'appassionato si diverte con certi deliri, al non appassionato tutto questo non dice nulla, sa solo di roba da vecchi.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ian, post: 6573523, member: 40123"] Credo che il giudizio su Conconi sia stato nella vulgata edulcorato per gli incarichi ufficiali che aveva nello sport italiano. Si fosse occupato solo di ciclisti (cioè di atleti singoli legati ai propri team privati) probabilmente sarebbe considerato una figura diabolica tipo Ferrari, Fuentes, ecc. Anche è la parola perfetta, quindi non è vero che le altre cose non c'entrano nulla. Anche il Giro ha attirato interessi al di fuori del ristretto mondo delle due ruote: personalità del mondo politico ma anche della cultura, molti dei quali hanno scritto di ciclismo proprio solo in funzione del Giro d'Italia. Per questo come si racconta il ciclismo fa una differenza enorme: la differenza fra rivolgersi esclusivamente a un pubblico di appassionati (che non sarà mai, MAI, paragonabile agli appassionati del pallone, ma neanche in Francia!). Dare spazio alla competenza (molto bene Rizzato nelle ultime edizioni in questo senso) durante il racconto della corsa, limitando le digressioni un po' inutili del pre e dopogara (che tanto sono sempre le solite frasi fatte e luoghi comuni... "la gara è ancora lunga", anche se c'è uno che ha 3-4 minuti su tutti). Raccontare anche il Paese attraversato dalla corsa, dando visibilità ma evitando le continue comparsate di coloro che partecipano solo per promuovere altri eventi (tipo granfondo, che già godono di visibilità enorme). Mettere un processo alla tappa con un racconto essenziale della tappa, le voci dei ciclisti e poi uno spazio ricreativo in cui si racconti il Giro attraverso gli aspetti più divertenti (magari scovati via social), attraverso un conduttore che non venga da questo mondo. Ovviamente questo implica che questo mondo sappia ridere di se stesso.... Non è che siano cose assurde, sono cose già fatte in altre epoche. Io credo che il Giro debba lottare per collocarsi una settimana o due più avanti. Spostare la corsa in autunno è una trovata ad altissimo rischio, perché si rischia di mettere le tappe decisive della corsa in coincidenza con l'inizio del campionato di calcio. Per contro risolverebbe la percorribilità dei passi alpini... La settimana pianeggiante era un must dei Tour di Leblanc, sono tanti anni che il TdF non propone più qualcosa del genere, non solo 2-3 Esattamente Anche perché poi l'appassionato si diverte con certi deliri, al non appassionato tutto questo non dice nulla, sa solo di roba da vecchi. [/QUOTE]
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