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Giro d'Italia 2020
Testo
<blockquote data-quote="Adelmor" data-source="post: 6792646" data-attributes="member: 137957"><p>E se i ciclisti che non si sono presentati alla partenza venissero banditi per i prossimi 3 anni al Giro?. Forse gli sponsor avrebbero qualcosa da ridire e forse ci sarebbero meno contestazioni di questo tipo. Forse deciderebbero prima se partecipare o no alla competizione in quanto le tappe e i percorsi erano conosciuti da mesi e mesi. E un problema di serietà professionale. E il Giro resta una competizione interessante anche per le sue caratteristiche del percorso e durata. SE poi si vuole fare una gara di sprint, allora che se organizzano i corridori il giro... Questo anno con questo percorso cosi vinco io, il prossimo anno con percorso fatto di sole tappe corte per velocisti cosi lo vince lui...</p><p></p><p>Poi su che concetto si cambia il regolamento in corsa?</p><p>A cosa servono tutti questi esperti, ciclisti con esperienza, rappresentanti di ciclisti se non sanno valutare a priori i percorsi e definirne uno consono alla gara? Forse gli esperti e rappresenta ti dei ciclisti, essendo stati loro ciclisti lo hanno valutato a priori un percorso idoneo in quanto loro avevano fatto tappe ben più lunghe. </p><p>Rimane il fatto che il regolamento non permettere di cambiare la tappa e cambiandola hanno addomesticato il vincitore. Personalmente spero che l attuale maglia rosa non vinca il giro, soprattutto per le sue dichiarazioni fatte nel dopo tappa.</p><p>Poi come dice Gianni Bugno tutte le salite ( e quindi i percorsi ) sono percorribili , la differenza la fa la velocità con la quale si percorrono e qui entra in ballo la gestione delle proprie energie, fattore importante in una gara a tappa. Troppo bello spenderle tutte in una tappa e poi contestare la successiva in quanto rimasti in riserva. In questo caso facciamo solo le singole gare e evitiamo di partecipare a competizione a tappe della durata di alcune settimane dove sono coinvolti anche altri paesi con i loro contratti di trasmissione e sponsor...</p><p></p><p>Etica professionale fino in fondo, in questo caso e mancata..........</p><p>I ciclo amatori si possono permettere di decidere se uscire o no, i professionisti devono mantenere i loro impegni. Immaginate che il ciclista non mantiene il contratto con la sua squadra e contrariamente a quanto preparato all ultimo momento dice al suo direttore sportivo che preferisce non correre per futili motivi. Come la prenderebbe la squadra, o un eventuale Beppe Saronni della UAE^</p><p></p><p>Poi se il grane pubblico preferisce un Giro con tappe più corte da velocisti, questo verra discusso, investigato, sondato e regolarizzato al prossimo giro. </p><p></p><p>LE REGOLE SONO REGOLE e dispiace che questo non venga compreso oggigiorno</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Adelmor, post: 6792646, member: 137957"] E se i ciclisti che non si sono presentati alla partenza venissero banditi per i prossimi 3 anni al Giro?. Forse gli sponsor avrebbero qualcosa da ridire e forse ci sarebbero meno contestazioni di questo tipo. Forse deciderebbero prima se partecipare o no alla competizione in quanto le tappe e i percorsi erano conosciuti da mesi e mesi. E un problema di serietà professionale. E il Giro resta una competizione interessante anche per le sue caratteristiche del percorso e durata. SE poi si vuole fare una gara di sprint, allora che se organizzano i corridori il giro... Questo anno con questo percorso cosi vinco io, il prossimo anno con percorso fatto di sole tappe corte per velocisti cosi lo vince lui... Poi su che concetto si cambia il regolamento in corsa? A cosa servono tutti questi esperti, ciclisti con esperienza, rappresentanti di ciclisti se non sanno valutare a priori i percorsi e definirne uno consono alla gara? Forse gli esperti e rappresenta ti dei ciclisti, essendo stati loro ciclisti lo hanno valutato a priori un percorso idoneo in quanto loro avevano fatto tappe ben più lunghe. Rimane il fatto che il regolamento non permettere di cambiare la tappa e cambiandola hanno addomesticato il vincitore. Personalmente spero che l attuale maglia rosa non vinca il giro, soprattutto per le sue dichiarazioni fatte nel dopo tappa. Poi come dice Gianni Bugno tutte le salite ( e quindi i percorsi ) sono percorribili , la differenza la fa la velocità con la quale si percorrono e qui entra in ballo la gestione delle proprie energie, fattore importante in una gara a tappa. Troppo bello spenderle tutte in una tappa e poi contestare la successiva in quanto rimasti in riserva. In questo caso facciamo solo le singole gare e evitiamo di partecipare a competizione a tappe della durata di alcune settimane dove sono coinvolti anche altri paesi con i loro contratti di trasmissione e sponsor... Etica professionale fino in fondo, in questo caso e mancata.......... I ciclo amatori si possono permettere di decidere se uscire o no, i professionisti devono mantenere i loro impegni. Immaginate che il ciclista non mantiene il contratto con la sua squadra e contrariamente a quanto preparato all ultimo momento dice al suo direttore sportivo che preferisce non correre per futili motivi. Come la prenderebbe la squadra, o un eventuale Beppe Saronni della UAE^ Poi se il grane pubblico preferisce un Giro con tappe più corte da velocisti, questo verra discusso, investigato, sondato e regolarizzato al prossimo giro. LE REGOLE SONO REGOLE e dispiace che questo non venga compreso oggigiorno [/QUOTE]
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