Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Gare
Granfondo
Giro Dolomiti Dal 29/07 Al 04/08 - 2007
Testo
<blockquote data-quote="bart651838" data-source="post: 833636" data-attributes="member: 4351"><p>Purtroppo le previsioni sono corrette e la mattina piove. Solita colazione e stavolta mi faccio accompagnare alla partenza in macchina (vabbé prendere l'acqua, ma non esageriamo). Alla partenza ci avvertono che si parte un'ora più tardi e che il percorso (per fortuna) è stato accorciato: si parte dirigendosi direttamente verso l'Alpe per la crono. Nell'ora di attesa mi auto-motivo a partire (so già che soffro tremendamente il freddo e l'acqua e che sarà una sofferenza) e chiacchiero un po' con Hard Climber - uno che in salita va davvero, non una mezza pippa come me! Si parte sotto l'acqua e al primo0 accenno di salita inizio già a soffrire: mi sento le scarpe piene d'acqua (quando piove bene i copriscarpe impermeabili non servono). Non parlo con nessuno e me ne scuso, ma sto cercando di concentrarmi per andare avanti. Incontro Peval che mi dice che il </p><p>giorno prima gli si è girato il tubolare dell'anteriore e oggi ha un basso profilo all'anteriore, più adatto anche all'acqua rispetto alle comunque straordinarie Lighweight. Inizia la salita: un po'con le gambe e molto con la forza di volontà salgo su. Mi sento come delle catene alle caviglie e non riesco a far girare le gambe. Vado su più duro del solito: lo so che è sbagliato, ma è l'unico modo che trovo per arrampicarmi-perché è di questo che si tratta per me, un'arrampicata più che una pedalata. Mi sento lo stomaco e l'intestino come se facessero parte di un'altra persona, staccati del resto del corpo. I </p><p>lievi problemi intestinali dei giorni precedenti ora si fanno sentire più forte. Mi passano quasi tutti e faccio fatica a tenere la ruota di una donna non proprio giovanissima! Non credo che se facessi di nuovo la salita all'Alpe la riconoscerei: a parte che eravamo in mezzo alle nuvole avrò un ventesimo della salita con gli occhi chiusi: ogni dieci-venti pedalate ne facevo una o due senza guardare avanti (tanto andavo talmente piano che non rischiavo nulla!!). Alla fine il risultato sarà di 50 min, 56 sec e 10 centesimi che sulla salita di 9,5 km e dislivello di 784 m (8.3% medio) e VAM di 923. Sono 312° su 402 ma l'importante è arrivare su. Mi cambio, bevo due bicchieri di tè caldo e mangio qualcosina ma proprio sforzandomi. Poi mi </p><p>copro il più possibile e riscendo verso Castelrotto. Anche con maglietta, giubbino in windtex pesante, mantellina, guanti </p><p>pesanti e gambali batto i denti in discesa. Intanto ha smesso di piovere ma fa ancora freddo e nella discesa verso Bolzano non </p><p>mi scopro fino a una decina di km dall'arrivo, dove il sole mi riscalda nuovamente. Pranzo alla fiera e mi sento meglio, anche se non ancora a posto. In classifica ho guadagnato una cinquantina di posti: tutta gente che si è ritirata. Maicol mi manda un sms che dice che non è partito e gli rispondo che se fossi stato in lui probabilmente non sarei partito neppure io, ma la mia vittoria è finire il Giro e voglio cercare di raggiungerla. Vado a casa a riposare: domani ultima tappa, ma oggi è </p><p>stato un massacro.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bart651838, post: 833636, member: 4351"] Purtroppo le previsioni sono corrette e la mattina piove. Solita colazione e stavolta mi faccio accompagnare alla partenza in macchina (vabbé prendere l'acqua, ma non esageriamo). Alla partenza ci avvertono che si parte un'ora più tardi e che il percorso (per fortuna) è stato accorciato: si parte dirigendosi direttamente verso l'Alpe per la crono. Nell'ora di attesa mi auto-motivo a partire (so già che soffro tremendamente il freddo e l'acqua e che sarà una sofferenza) e chiacchiero un po' con Hard Climber - uno che in salita va davvero, non una mezza pippa come me! Si parte sotto l'acqua e al primo0 accenno di salita inizio già a soffrire: mi sento le scarpe piene d'acqua (quando piove bene i copriscarpe impermeabili non servono). Non parlo con nessuno e me ne scuso, ma sto cercando di concentrarmi per andare avanti. Incontro Peval che mi dice che il giorno prima gli si è girato il tubolare dell'anteriore e oggi ha un basso profilo all'anteriore, più adatto anche all'acqua rispetto alle comunque straordinarie Lighweight. Inizia la salita: un po'con le gambe e molto con la forza di volontà salgo su. Mi sento come delle catene alle caviglie e non riesco a far girare le gambe. Vado su più duro del solito: lo so che è sbagliato, ma è l'unico modo che trovo per arrampicarmi-perché è di questo che si tratta per me, un'arrampicata più che una pedalata. Mi sento lo stomaco e l'intestino come se facessero parte di un'altra persona, staccati del resto del corpo. I lievi problemi intestinali dei giorni precedenti ora si fanno sentire più forte. Mi passano quasi tutti e faccio fatica a tenere la ruota di una donna non proprio giovanissima! Non credo che se facessi di nuovo la salita all'Alpe la riconoscerei: a parte che eravamo in mezzo alle nuvole avrò un ventesimo della salita con gli occhi chiusi: ogni dieci-venti pedalate ne facevo una o due senza guardare avanti (tanto andavo talmente piano che non rischiavo nulla!!). Alla fine il risultato sarà di 50 min, 56 sec e 10 centesimi che sulla salita di 9,5 km e dislivello di 784 m (8.3% medio) e VAM di 923. Sono 312° su 402 ma l'importante è arrivare su. Mi cambio, bevo due bicchieri di tè caldo e mangio qualcosina ma proprio sforzandomi. Poi mi copro il più possibile e riscendo verso Castelrotto. Anche con maglietta, giubbino in windtex pesante, mantellina, guanti pesanti e gambali batto i denti in discesa. Intanto ha smesso di piovere ma fa ancora freddo e nella discesa verso Bolzano non mi scopro fino a una decina di km dall'arrivo, dove il sole mi riscalda nuovamente. Pranzo alla fiera e mi sento meglio, anche se non ancora a posto. In classifica ho guadagnato una cinquantina di posti: tutta gente che si è ritirata. Maicol mi manda un sms che dice che non è partito e gli rispondo che se fossi stato in lui probabilmente non sarei partito neppure io, ma la mia vittoria è finire il Giro e voglio cercare di raggiungerla. Vado a casa a riposare: domani ultima tappa, ma oggi è stato un massacro. [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Gare
Granfondo
Giro Dolomiti Dal 29/07 Al 04/08 - 2007
Alto
Basso