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GIRO: sequesto alla davitamon lotto
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<blockquote data-quote="New" data-source="post: 349466" data-attributes="member: 1852"><p>guarda, loscaligero, sono perfettamente daccordo con te sul fatto che la linea è il problema. ovvero, c'è un limite, dato da quel valore oltre al quale non posso andare. ma non posso stare nemmeno troppo sotto, perchè altrimenti gli altri che ci sono sopra a quella linea mi oltrepassano.</p><p>e il ciclismo professionistico è un lavoro, gli atleti sono tirati e controllati più o meno come macchine di F1, registrati a puntino per andare forte. il che può piacere o meno, ma il gioco degli sponsor, lo spettacolo e in fondo anche i tifosi stessi richiedono azioni spettacolari, scatti, corridori brillanti per tre settimane di corsa. in attesa del prossimo giro a tappe o della prossima corsa in linea.</p><p>alla fine quello è il loro lavoro, sanno che ci sono delle regole, a volte volutamente si infrangono (ma noi chi siamo per puntare il dito? non infrangiamo mai delle regole? siamo sempre dentro ai limiti di velocità per esempio? sempre sempre? ed è altrettanto pericoloso...), altre volte si sta al limite, su quel filo teso... sempre col rischio di cadere.</p><p>personalmente mi spiace un sacco per chi fa per lavoro quello che è la mia passione, ma capisco la differenza fra lavoro e passione.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="New, post: 349466, member: 1852"] guarda, loscaligero, sono perfettamente daccordo con te sul fatto che la linea è il problema. ovvero, c'è un limite, dato da quel valore oltre al quale non posso andare. ma non posso stare nemmeno troppo sotto, perchè altrimenti gli altri che ci sono sopra a quella linea mi oltrepassano. e il ciclismo professionistico è un lavoro, gli atleti sono tirati e controllati più o meno come macchine di F1, registrati a puntino per andare forte. il che può piacere o meno, ma il gioco degli sponsor, lo spettacolo e in fondo anche i tifosi stessi richiedono azioni spettacolari, scatti, corridori brillanti per tre settimane di corsa. in attesa del prossimo giro a tappe o della prossima corsa in linea. alla fine quello è il loro lavoro, sanno che ci sono delle regole, a volte volutamente si infrangono (ma noi chi siamo per puntare il dito? non infrangiamo mai delle regole? siamo sempre dentro ai limiti di velocità per esempio? sempre sempre? ed è altrettanto pericoloso...), altre volte si sta al limite, su quel filo teso... sempre col rischio di cadere. personalmente mi spiace un sacco per chi fa per lavoro quello che è la mia passione, ma capisco la differenza fra lavoro e passione. [/QUOTE]
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