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GIRO: sequesto alla davitamon lotto
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<blockquote data-quote="Ser pecora" data-source="post: 349814" data-attributes="member: 1850"><p>Nel ciclismo (e nello sport professionistico in generale) non c'é spazio per l'improvvisazione. Figuriamoci se possono prendere farmaci senza un accurato controllo medico. Tra l'altro moltissimi farmaci sono presi più che altro come "coprenti" del vero principio dopante. In dosi e tempi che ovviamente non permettano di essere rilevati all'antidoping. Che poi questi prodotti facciano male è tutto da provare. Ci sono centinaia di campioni che bombandosi come dannati ora stanno godendo di una sana vecchiaia. E 15 anni fa eravamo ancora in un'era pionieristica del doping rispetto ad oggi.</p><p>La questione delle regole uci sulla bici a molti sembrano ridicole. A me no. Garantiscono un minimo di continuità a questo sport (o pratica), senza farlo diventare "qualcos'altro" di non ben definito. Tanto più che mi pare evidente che "l'evoluzione" ha portato ad un miglioramento sostanziale agendo sull'uomo e non sul mezzo. Tant'è che un amatore di ottimo livello di oggi ha prestazioni che 60-70anni fa erano appannaggio di campioni che vincevano Giri a tappe. A fronte di cambiamenti tecnologici "irrilevanti" in rapporto a quelli ottenuti con l'allenamento (in senso lato: cardio, test; tabelle, alimentazione, integratori e doping).</p><p></p><p>Sul fatto che uno ritenga necessario o auspicabile dotarsi di certi ausili è una questione personale. Sta di fatto che certi strumenti sono entrati a far parte del bagaglio del ciclista medio volente o nolente (ormai il cardiofrequenzimetro ce l'hanno tutti), soprattutto se ambisce ad avere un qualche risultato agonistico. A "pane e salame" (inteso come spirito) oggi non si va da nessuna parte. In nessuno sport.</p><p></p><p>Resto dell'idea che oggi sul doping manchino delle riflessioni serie, senza ipocrisie e preconcetti. Il doping "per decreto" non sparirà mai.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Ser pecora, post: 349814, member: 1850"] Nel ciclismo (e nello sport professionistico in generale) non c'é spazio per l'improvvisazione. Figuriamoci se possono prendere farmaci senza un accurato controllo medico. Tra l'altro moltissimi farmaci sono presi più che altro come "coprenti" del vero principio dopante. In dosi e tempi che ovviamente non permettano di essere rilevati all'antidoping. Che poi questi prodotti facciano male è tutto da provare. Ci sono centinaia di campioni che bombandosi come dannati ora stanno godendo di una sana vecchiaia. E 15 anni fa eravamo ancora in un'era pionieristica del doping rispetto ad oggi. La questione delle regole uci sulla bici a molti sembrano ridicole. A me no. Garantiscono un minimo di continuità a questo sport (o pratica), senza farlo diventare "qualcos'altro" di non ben definito. Tanto più che mi pare evidente che "l'evoluzione" ha portato ad un miglioramento sostanziale agendo sull'uomo e non sul mezzo. Tant'è che un amatore di ottimo livello di oggi ha prestazioni che 60-70anni fa erano appannaggio di campioni che vincevano Giri a tappe. A fronte di cambiamenti tecnologici "irrilevanti" in rapporto a quelli ottenuti con l'allenamento (in senso lato: cardio, test; tabelle, alimentazione, integratori e doping). Sul fatto che uno ritenga necessario o auspicabile dotarsi di certi ausili è una questione personale. Sta di fatto che certi strumenti sono entrati a far parte del bagaglio del ciclista medio volente o nolente (ormai il cardiofrequenzimetro ce l'hanno tutti), soprattutto se ambisce ad avere un qualche risultato agonistico. A "pane e salame" (inteso come spirito) oggi non si va da nessuna parte. In nessuno sport. Resto dell'idea che oggi sul doping manchino delle riflessioni serie, senza ipocrisie e preconcetti. Il doping "per decreto" non sparirà mai. [/QUOTE]
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