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Gran fondo Campagnolo 2008
Testo
<blockquote data-quote="albatros" data-source="post: 1158454" data-attributes="member: 3583"><p>La mia Campagnolo 2008:</p><p></p><p>Il ciclismo è la Mia grande passione (come per molti, qui del Forum) ma per svariati motivi non riesco a uscire più di un giorno alla settimana. Quindi non salivo sulla bici dal sabato 7 giugno, e prima un paio di uscite nel ponte del 2 giugno, e prima la Nove Colli, nel mezzo nullaltro. </p><p>Inoltre da un bel po sono un Anta, infine ho anche qualche chiletto in eccesso. </p><p>Quindi la Campagnolo 2008 mi preoccupava un po.</p><p></p><p>Il giorno prima della Gf ho consultato le previsioni del Centro Meteo di Arabba, che poi si sono rivelate delle certezze.</p><p>La Domenica mattina sveglia alle 3.15, prima colazione in casa, poi 2:30 di auto, ritiro pacco gara e poi: COSA MI METTO ADDOSSO??? Mi sono tornate (saggiamente) in mente esperienze passate tipo Otzi 2003 e Campy 2004.</p><p>Il tempo ieri mattina era bello, un freddino pungente ma cielo sereno. In auto ho tolto e rimesso parecchi indumenti.</p><p>Alla fine ho optato per maglia di mezza stagione con anteriore in wintex e pantaloni ¾. Nei tasconi dietro assieme a vari gel ho tentato di infilare una grossa mantellina a doppio strato che raramente utilizzo, ma era enorme.</p><p>Ho optato, anche se poco ciclo-agonistico per il borsino da manubrio (che ho utilizzato in qualche randò) nel quale, visto che è capiente ci ho messo la citata mantellina, soprascarpe antipioggia, guanti impermeabili lunghi e berettino sottocasco invernale (mi è poi spiaciuto di non aver infilato anche i pantaloni lunghi antipioggia). Infine nella tasca della maglia la solita mantellina estiva.</p><p>In griglia erano tutti tirati e io mi sentivo un po ciclofacoceropensionato. Nei primi chilometri ho cercato di risparmiare energie non lasciandomi condizionare da scatti, fughe, scie varie, tanto per scaldare il motore. Forcella Franchie tranquilla, Duran e Staulanza regolari, saliti controllando cardio e RPM. Si arriva ad Allege, verso Cencenighe alcune gocce di pioggia ECCOLA (questanno non se ne può più). Il Valles inizia lento ma è lungo, intanto la pioggia si fa importante, metto lantipioggia leggero, Dopo la biforcazione con il S.Pellegrino il Valles (che non avevo mai salito) il Valles si fa cattivo, il mio leggero sovrappeso, lo scarso allenamento e la distanza mi fanno soffrire non poco, la salita non molla mai e sento il principio di crampo. Arrivo in cima che piove a dirotto, indosso tutto quello che ho e inizio la disesa, tutti vanno piano e ne passo parecchi, intuisco che il freddo (che io per via dellabbigliamento, sopporto) sta mietendo vittime, passo uno che sbanda in quanto tremante. Arriva il bivio del Rolle infreddolito (chissà cosa patiranno gli altri???). Alla prima spinta in salita le gambe stanche e gelate vengono attaccate dai crampi. Pian piano, alzandomi sui pedali riesco a rilassarle, procedo regolare e senza strappi, arriva il passo.</p><p>Sono 2000 m. slm, pioggia mista a neve e forte vento. Richiudo la giacca pesante (che non mi ero tolto), inposto il cardio sullaltimetro e inizio la discesa. Le gomme PRO RACE 3 tengono bene, benissimo. Fino a San Martino mi passa solo uno, quelli che sorpasso, per via del freddo, non hanno una traiettoria regolare. Penso solo alla strada, mi estaneo dal conteso che mi potrebbe condizionare, cerco di scendere di quota (dove spero che il freddo si mitighi) il più presto possibile. Nonostante labbigliamento ho molto freddo in quanto gli indumenti ormai bagnati lo trasmettono, comunque rispetto a molti che vedo fermi e tremanti io sto molto meglio. Finalmente il piano, si girano le gambe e ci si scalda di nuovo. Penso ai crampi incombenti e al Croce dAune che deve ancora venire. A Ponte dOtra rasetto la mente, qui inizia la gara, un gel e penso alle tappe cronometrate del Giro Dolomiti, dove arrivi allinizio della salita pedalando con andatura cicloturistica, e poi dai tutto. Non guardo nessuno, solo cardio e RPM, quando il crampo si fa sentire, in piedi sui pedali, nei tratti in falsopiano cerco di non spingere ma solo di far girare le gambe. </p><p>Arriva lultimo paese e quel drittone mi preoccupa. Pian piano e con molta soffrenza (come per tutti, li) passa. E fatta, fatta, fatta....</p><p>Quando a Pedavena ci deviano a SX, ormai rilassato, mi viene un colpo il Pren??? Per fortuna questa volta no, se no li salivo a piedi. </p><p>Questa è la mia terza Campagnolo, la più dura, con poca preparazione, fatta più di testa che di gambe.</p><p></p><p>PS. Comunque il Manghen mi mancherà</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="albatros, post: 1158454, member: 3583"] La mia Campagnolo 2008: Il ciclismo è la Mia grande passione (come per molti, qui del Forum) ma per svariati motivi non riesco a uscire più di un giorno alla settimana. Quindi non salivo sulla bici dal sabato 7 giugno, e prima un paio di uscite nel ponte del 2 giugno, e prima la Nove Colli, nel mezzo nullaltro. Inoltre da un bel po sono un Anta, infine ho anche qualche chiletto in eccesso. Quindi la Campagnolo 2008 mi preoccupava un po. Il giorno prima della Gf ho consultato le previsioni del Centro Meteo di Arabba, che poi si sono rivelate delle certezze. La Domenica mattina sveglia alle 3.15, prima colazione in casa, poi 2:30 di auto, ritiro pacco gara e poi: COSA MI METTO ADDOSSO??? Mi sono tornate (saggiamente) in mente esperienze passate tipo Otzi 2003 e Campy 2004. Il tempo ieri mattina era bello, un freddino pungente ma cielo sereno. In auto ho tolto e rimesso parecchi indumenti. Alla fine ho optato per maglia di mezza stagione con anteriore in wintex e pantaloni ¾. Nei tasconi dietro assieme a vari gel ho tentato di infilare una grossa mantellina a doppio strato che raramente utilizzo, ma era enorme. Ho optato, anche se poco ciclo-agonistico per il borsino da manubrio (che ho utilizzato in qualche randò) nel quale, visto che è capiente ci ho messo la citata mantellina, soprascarpe antipioggia, guanti impermeabili lunghi e berettino sottocasco invernale (mi è poi spiaciuto di non aver infilato anche i pantaloni lunghi antipioggia). Infine nella tasca della maglia la solita mantellina estiva. In griglia erano tutti tirati e io mi sentivo un po ciclofacoceropensionato. Nei primi chilometri ho cercato di risparmiare energie non lasciandomi condizionare da scatti, fughe, scie varie, tanto per scaldare il motore. Forcella Franchie tranquilla, Duran e Staulanza regolari, saliti controllando cardio e RPM. Si arriva ad Allege, verso Cencenighe alcune gocce di pioggia ECCOLA (questanno non se ne può più). Il Valles inizia lento ma è lungo, intanto la pioggia si fa importante, metto lantipioggia leggero, Dopo la biforcazione con il S.Pellegrino il Valles (che non avevo mai salito) il Valles si fa cattivo, il mio leggero sovrappeso, lo scarso allenamento e la distanza mi fanno soffrire non poco, la salita non molla mai e sento il principio di crampo. Arrivo in cima che piove a dirotto, indosso tutto quello che ho e inizio la disesa, tutti vanno piano e ne passo parecchi, intuisco che il freddo (che io per via dellabbigliamento, sopporto) sta mietendo vittime, passo uno che sbanda in quanto tremante. Arriva il bivio del Rolle infreddolito (chissà cosa patiranno gli altri???). Alla prima spinta in salita le gambe stanche e gelate vengono attaccate dai crampi. Pian piano, alzandomi sui pedali riesco a rilassarle, procedo regolare e senza strappi, arriva il passo. Sono 2000 m. slm, pioggia mista a neve e forte vento. Richiudo la giacca pesante (che non mi ero tolto), inposto il cardio sullaltimetro e inizio la discesa. Le gomme PRO RACE 3 tengono bene, benissimo. Fino a San Martino mi passa solo uno, quelli che sorpasso, per via del freddo, non hanno una traiettoria regolare. Penso solo alla strada, mi estaneo dal conteso che mi potrebbe condizionare, cerco di scendere di quota (dove spero che il freddo si mitighi) il più presto possibile. Nonostante labbigliamento ho molto freddo in quanto gli indumenti ormai bagnati lo trasmettono, comunque rispetto a molti che vedo fermi e tremanti io sto molto meglio. Finalmente il piano, si girano le gambe e ci si scalda di nuovo. Penso ai crampi incombenti e al Croce dAune che deve ancora venire. A Ponte dOtra rasetto la mente, qui inizia la gara, un gel e penso alle tappe cronometrate del Giro Dolomiti, dove arrivi allinizio della salita pedalando con andatura cicloturistica, e poi dai tutto. Non guardo nessuno, solo cardio e RPM, quando il crampo si fa sentire, in piedi sui pedali, nei tratti in falsopiano cerco di non spingere ma solo di far girare le gambe. Arriva lultimo paese e quel drittone mi preoccupa. Pian piano e con molta soffrenza (come per tutti, li) passa. E fatta, fatta, fatta.... Quando a Pedavena ci deviano a SX, ormai rilassato, mi viene un colpo il Pren??? Per fortuna questa volta no, se no li salivo a piedi. Questa è la mia terza Campagnolo, la più dura, con poca preparazione, fatta più di testa che di gambe. PS. Comunque il Manghen mi mancherà [/QUOTE]
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