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Granfondo inquinate dai paraprofessionisti, sempre esaltati dagli organizzatori.
Testo
<blockquote data-quote="cesarotto" data-source="post: 4412755" data-attributes="member: 42652"><p>Oggi leggevo questa discussione tornando dal lavoro e pensavo, che non è un problema che ex professionisti o amatori molto forti, con squadre organizzate partecipino alle gf partendo davanti. Io credo che il problema sia che un amatore medio si confronti con loro. Quando gioco a calcetto con gli amici, posso paragonarmi con il più forte degli amici o del torneo, ma non mi paragono a un giocatore di serie C2 (non dico di serie A e B). Credo che l'insoddisfazione di molti amatori derivi da questo confronto ingiusto.</p><p></p><p>A mio avviso sarebbe necessario introdurre un sistema di serie (serie A - serie B - serie C - serie D - serie E), per gli amatori che frequentano le gran fondo. Per ogni amatore vengono tenute buone le 3 gran fondo in cui raggiunge i risultati migliori. Se arriva nel primo 20% della classifica di queste 3 gf prende 5 punti, dal 20 al 40% prende 4 punti, dal 40 al 60% prende 3 punti, dal 60 al 80% 2 punti, dal 80 al 100% prende 1 punto. Questi punti andrebbero poi moltiplicati per un valore da 0 a 1 in base al grado di difficoltà della GF.</p><p>Esempio: io ho iniziato quest'anno a fare gf e partirei in serie E. Se totalizzo un sufficiente numero di punti posso passare in serie D e via dicendo. </p><p>il 30% dei primi di ogni serie sale, l'ultimo 30% di ogni serie scende. La serie A essendo a valore più alto può essere divisa in A1 A2 e A3.</p><p>Questo può portare ad avere un obiettivo ulteriore oltre a quello della classifica finale e porterebbe gli amatori a potersi confrontare tra categorie più omogenee.</p><p>Al termine di ogni stagione/gara potrei essere soddisfatto anche solo di aver preso punti utili per salire di categoria e mi porrei come obiettivo di arrivare (magari) a metà classifica perchè quello è il punto necessario per crescere.</p><p>Inoltre squadre di livello potrebbero avere interesse a scegliere atleti più o meno forti, così da poter primeggiare in categorie diverse.</p><p>Credo che un sistema come questo, che può essere anche differente, posso migliorare notevolmente la soddisfazione di molti amatori e mitigherebbe i dolori di stomaco dovuti al mischiare persone con motori troppo differenti</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="cesarotto, post: 4412755, member: 42652"] Oggi leggevo questa discussione tornando dal lavoro e pensavo, che non è un problema che ex professionisti o amatori molto forti, con squadre organizzate partecipino alle gf partendo davanti. Io credo che il problema sia che un amatore medio si confronti con loro. Quando gioco a calcetto con gli amici, posso paragonarmi con il più forte degli amici o del torneo, ma non mi paragono a un giocatore di serie C2 (non dico di serie A e B). Credo che l'insoddisfazione di molti amatori derivi da questo confronto ingiusto. A mio avviso sarebbe necessario introdurre un sistema di serie (serie A - serie B - serie C - serie D - serie E), per gli amatori che frequentano le gran fondo. Per ogni amatore vengono tenute buone le 3 gran fondo in cui raggiunge i risultati migliori. Se arriva nel primo 20% della classifica di queste 3 gf prende 5 punti, dal 20 al 40% prende 4 punti, dal 40 al 60% prende 3 punti, dal 60 al 80% 2 punti, dal 80 al 100% prende 1 punto. Questi punti andrebbero poi moltiplicati per un valore da 0 a 1 in base al grado di difficoltà della GF. Esempio: io ho iniziato quest'anno a fare gf e partirei in serie E. Se totalizzo un sufficiente numero di punti posso passare in serie D e via dicendo. il 30% dei primi di ogni serie sale, l'ultimo 30% di ogni serie scende. La serie A essendo a valore più alto può essere divisa in A1 A2 e A3. Questo può portare ad avere un obiettivo ulteriore oltre a quello della classifica finale e porterebbe gli amatori a potersi confrontare tra categorie più omogenee. Al termine di ogni stagione/gara potrei essere soddisfatto anche solo di aver preso punti utili per salire di categoria e mi porrei come obiettivo di arrivare (magari) a metà classifica perchè quello è il punto necessario per crescere. Inoltre squadre di livello potrebbero avere interesse a scegliere atleti più o meno forti, così da poter primeggiare in categorie diverse. Credo che un sistema come questo, che può essere anche differente, posso migliorare notevolmente la soddisfazione di molti amatori e mitigherebbe i dolori di stomaco dovuti al mischiare persone con motori troppo differenti [/QUOTE]
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