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Granfondo Milano Sanremo 2018
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<blockquote data-quote="amen" data-source="post: 6177601" data-attributes="member: 16021"><p>Fatta per la prima volta quest'anno e sono rimasto piacevolmente impressionato. Organizzazione e logistica perfetta (parcheggio custodito dietro il residence di partenza), bella la maglia del pacco gara a cui si sommavano gel barrette, una borraccia e la medaglia all'arrivo.</p><p>Partito in terza griglia alle 7:20, con partenza molto veloce, tra rotonde, curve e soprattutto un migliaio di buche che in gruppo andavano schivate in continuazione. Il pericolo maggiore oltre alle buche sono i numerosissimi ciclisti per lo più stranieri, che distrattissimi creano rischi in continuazione. vento fortissimo contro fino al Turchino, dove la nebbia ed una pioggerella autunnale ci fanno da sfondo nella picchiata veloce, ma non lunghissima (come mi aspettavo) verso Genova. Arrivati sull'Aurelia vento a favore e velocità elevata, fra rotonde, traffico, tantissimi passaggi pedonali con gente che si buttava in mezzo alla strada (e per fortuna tempo brutto, quindi pochi al mare).</p><p>La riviera è davvero lunga, con diversi strappi in prossimità di alcuni paesi, fino ai capi, dove il Cervo fatto sotto ad un caldo potente (dopo Loano è arrivato il sole) mi ha dato fastidio e non poco. Abbastanza caotico il passaggio ad Imperia con la strattoia fra le case (come faranno i pro a tutta velocità ??) e poi l'attacco della Cipressa, salita pedalabile non cortissima e discesa da brividi, poi altro strappo e dopo Arma di Taggia il Poggio...duro perchè arriva dopo 290 km, ma da fare con la testa, come la discesa dopo che ti porta all'arrivo.</p><p>La media per me che ho impiegato poco più di 9 ore e 50 è stata più o meno dei 33 fino ad Ovada, Turchino pedalabilissimo e quasi tutto con il rapportone poi sulla riviera sempre intorno ai 32/35 orari con punte anche più veloci per diversi km.</p><p>All'arrivo al palafiori deposito bici custodito, docce e pasta party all'altezza. Ho usufruito del passaggio pullman per il ritorno e sono stati veloci ed organizzatissimi (carrellone per le bici) partiti per le 20:15 alle 23:45 eravamo a Milano, con piccola sosta).</p><p></p><p>Tutto sommato nonostante la lunghezza (è davvero lunga) è una gara fattibilissima dove bisogna stare sempre in campana per i mille imprevisti che possono arrivare da un momento all'altro (buche, traffico, passaggi pedonali, problemi in gruppo) e ciò fa aumentare di molto la fatica.</p><p>La carica che ti dà l'idea di essere sulle strade della Classicissima di Primavera ti aiuta ad arrivare a Sanremo e come diceva Mickey a Rocky "il 90 % è nella testa ed il 10 % nel corpo"</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="amen, post: 6177601, member: 16021"] Fatta per la prima volta quest'anno e sono rimasto piacevolmente impressionato. Organizzazione e logistica perfetta (parcheggio custodito dietro il residence di partenza), bella la maglia del pacco gara a cui si sommavano gel barrette, una borraccia e la medaglia all'arrivo. Partito in terza griglia alle 7:20, con partenza molto veloce, tra rotonde, curve e soprattutto un migliaio di buche che in gruppo andavano schivate in continuazione. Il pericolo maggiore oltre alle buche sono i numerosissimi ciclisti per lo più stranieri, che distrattissimi creano rischi in continuazione. vento fortissimo contro fino al Turchino, dove la nebbia ed una pioggerella autunnale ci fanno da sfondo nella picchiata veloce, ma non lunghissima (come mi aspettavo) verso Genova. Arrivati sull'Aurelia vento a favore e velocità elevata, fra rotonde, traffico, tantissimi passaggi pedonali con gente che si buttava in mezzo alla strada (e per fortuna tempo brutto, quindi pochi al mare). La riviera è davvero lunga, con diversi strappi in prossimità di alcuni paesi, fino ai capi, dove il Cervo fatto sotto ad un caldo potente (dopo Loano è arrivato il sole) mi ha dato fastidio e non poco. Abbastanza caotico il passaggio ad Imperia con la strattoia fra le case (come faranno i pro a tutta velocità ??) e poi l'attacco della Cipressa, salita pedalabile non cortissima e discesa da brividi, poi altro strappo e dopo Arma di Taggia il Poggio...duro perchè arriva dopo 290 km, ma da fare con la testa, come la discesa dopo che ti porta all'arrivo. La media per me che ho impiegato poco più di 9 ore e 50 è stata più o meno dei 33 fino ad Ovada, Turchino pedalabilissimo e quasi tutto con il rapportone poi sulla riviera sempre intorno ai 32/35 orari con punte anche più veloci per diversi km. All'arrivo al palafiori deposito bici custodito, docce e pasta party all'altezza. Ho usufruito del passaggio pullman per il ritorno e sono stati veloci ed organizzatissimi (carrellone per le bici) partiti per le 20:15 alle 23:45 eravamo a Milano, con piccola sosta). Tutto sommato nonostante la lunghezza (è davvero lunga) è una gara fattibilissima dove bisogna stare sempre in campana per i mille imprevisti che possono arrivare da un momento all'altro (buche, traffico, passaggi pedonali, problemi in gruppo) e ciò fa aumentare di molto la fatica. La carica che ti dà l'idea di essere sulle strade della Classicissima di Primavera ti aiuta ad arrivare a Sanremo e come diceva Mickey a Rocky "il 90 % è nella testa ed il 10 % nel corpo" [/QUOTE]
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