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BDC-MAG.com
Il caso dei corpi chetonici fa parlare al Tour
Testo
<blockquote data-quote="all_i_need_is_bike" data-source="post: 6454891" data-attributes="member: 5183"><p>Correggo solo il link al paper di ricerca citato nell'articolo (<a href="https://physoc.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1113/JP277831" target="_blank">https://physoc.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1113/JP277831</a>), così chi è interessato può vedere tutti i numeri (in particolare figure 3 e 4 e paragrafo corrispondente) e farsi un'idea dei soggetti coinvolti (allenati ma sicuramente non elite - basti vedere la capacità sulle 2 ore, uno dei dati rilevati e a cui fa riferimento il 15%), tenendo bene a mente le tue considerazioni.</p><p></p><p>Come accennato non si può generalizzare guardando il singolo numero estratto dal singolo studio senza analizzarne i dettagli e senza inserirlo nello stato dell'arte. Aggiungi che atleti professionisti di alto livello in condizioni reali sono chiaramente altra storia rispetto a soggetti allenati nelle condizioni particolari della sperimentazione; quindi, anche se i numeri sono corretti, non si può pensare di applicarli fuori contesto (in proposito la "bibbia" AIS - <a href="https://www.sportaus.gov.au/ais/nutrition/supplements#group_b" target="_blank">https://www.sportaus.gov.au/ais/nutrition/supplements#group_b</a> - indica possibili potenzialità per i chetoni, ma da verificare, consigliandone l'utilizzo all'interno di un protocollo di ricerca o comunque di monitoraggio clinico - ciò che, di fatto, avviene all'interno dello staff di una squadra WT).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="all_i_need_is_bike, post: 6454891, member: 5183"] Correggo solo il link al paper di ricerca citato nell'articolo ([URL]https://physoc.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1113/JP277831[/URL]), così chi è interessato può vedere tutti i numeri (in particolare figure 3 e 4 e paragrafo corrispondente) e farsi un'idea dei soggetti coinvolti (allenati ma sicuramente non elite - basti vedere la capacità sulle 2 ore, uno dei dati rilevati e a cui fa riferimento il 15%), tenendo bene a mente le tue considerazioni. Come accennato non si può generalizzare guardando il singolo numero estratto dal singolo studio senza analizzarne i dettagli e senza inserirlo nello stato dell'arte. Aggiungi che atleti professionisti di alto livello in condizioni reali sono chiaramente altra storia rispetto a soggetti allenati nelle condizioni particolari della sperimentazione; quindi, anche se i numeri sono corretti, non si può pensare di applicarli fuori contesto (in proposito la "bibbia" AIS - [URL]https://www.sportaus.gov.au/ais/nutrition/supplements#group_b[/URL] - indica possibili potenzialità per i chetoni, ma da verificare, consigliandone l'utilizzo all'interno di un protocollo di ricerca o comunque di monitoraggio clinico - ciò che, di fatto, avviene all'interno dello staff di una squadra WT). [/QUOTE]
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