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Il futuro delle Granfondo?
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<blockquote data-quote="mescal" data-source="post: 3751037" data-attributes="member: 11124"><p>è una situazione complessa, sostanzialmente diversa da quella presente in svizzera od in austria, dove probabilmente anche determinati Enti pubblici e/o privati sono disposti ad investire (inteso come prospettiva di guadagno futuro) molto di più rispetto all'Italia. D'altra parte non puoi prescindere dall'aspetto della sicurezza, che rimane determinante nel bilancio di una manifestazione ed è comunque direttamente proporzionale alla complessità della messa in opera, ovvio che se in un bilancio di esercizio hai un notevole risparmio su una voce, l'anno dopo puoi farla crescere con maggiore tranquillità, se no i tempi si allungano in maniera imprecisata. </p><p>una chiusura media di 4 ore di una strada, intesa come passaggio tra il primo e l'ultimo, in una città come Bologna, ma anche come Piacenza, diventa una situazione viabilistica complessa, che parte principalmente dalla fruibilità dei mezzi di soccorso, alle necessità delle persone diversamente abili, fino alle cose più futili (immagina controllare ogni accesso in centro abitato). Oggigiorno, l'unica manifestazione che riesce a mettere in piedi un'organizzazione del genere è il Giro d'Italia(calcolando 2 ore per il passaggio della carovana ), ma dietro ci sono movimenti di persone e mezzi impensabili, per una gf con 4000 partenti.</p><p>La soluzione quindi, rimane quella attuale, dove i primi hanno strada chiusa e quelli dopo devono "rassegnarsi" (ma de che poi) a rispettare il cds cercando di capire quando si può "fare la gara" o quando è il momento di pensare alla propria incolumità.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="mescal, post: 3751037, member: 11124"] è una situazione complessa, sostanzialmente diversa da quella presente in svizzera od in austria, dove probabilmente anche determinati Enti pubblici e/o privati sono disposti ad investire (inteso come prospettiva di guadagno futuro) molto di più rispetto all'Italia. D'altra parte non puoi prescindere dall'aspetto della sicurezza, che rimane determinante nel bilancio di una manifestazione ed è comunque direttamente proporzionale alla complessità della messa in opera, ovvio che se in un bilancio di esercizio hai un notevole risparmio su una voce, l'anno dopo puoi farla crescere con maggiore tranquillità, se no i tempi si allungano in maniera imprecisata. una chiusura media di 4 ore di una strada, intesa come passaggio tra il primo e l'ultimo, in una città come Bologna, ma anche come Piacenza, diventa una situazione viabilistica complessa, che parte principalmente dalla fruibilità dei mezzi di soccorso, alle necessità delle persone diversamente abili, fino alle cose più futili (immagina controllare ogni accesso in centro abitato). Oggigiorno, l'unica manifestazione che riesce a mettere in piedi un'organizzazione del genere è il Giro d'Italia(calcolando 2 ore per il passaggio della carovana ), ma dietro ci sono movimenti di persone e mezzi impensabili, per una gf con 4000 partenti. La soluzione quindi, rimane quella attuale, dove i primi hanno strada chiusa e quelli dopo devono "rassegnarsi" (ma de che poi) a rispettare il cds cercando di capire quando si può "fare la gara" o quando è il momento di pensare alla propria incolumità. [/QUOTE]
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