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Il futuro delle Granfondo?
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<blockquote data-quote="attprod" data-source="post: 3751595" data-attributes="member: 13603"><p>Dopo 103 messaggi vedo che un punto di equilibrio non è stato raggiunto. E questo perchè ognuno di noi ha una diversa "idea" di cosa sia una granfondo. Tanto per semplificare: l'agonista ritiene fondamentale e imprescindibile la presenza delle griglie di merito, delle classifiche, l'importanza relativa dei ristori (alcuni dicono che se non ci fossero si potrebbe pagare meno) etc.... Per i più scarsi le griglie sono un optional e magari i ristori sono un elemento fondamentale.</p><p>Paradossalmente la fortuna delle granfondo in Italia (almeno fino ad oggi) sta nel fatto di essere riuscite a portare al via un insieme paricolarmente eterogeneo (e quindi numeroso) di ciclisti: dagli ex-pro ai pedalatori della domenica. Si tratta di un mix dal delicato equilibrio. La stessa presenza di più percorsi (lunghi, medi, corti) favorisce questo. Molte delle proposte avanzate in questa (come in altre) discussione mi sembra non favorirebbero uno sviluppo e crescita delle granfondo ma porterebbero inevitabilmente ad una selezione/contrazione dei partecipanti. L'unico elemento condiviso mi sembra quello della sicurezza e quindi del desiderio si strade chiuse. Ma questo ritengo sia possibile solo se una granfondo raggiunge una massa critica di partecipazione ed interesse anche mediatico (e quindi di business) particolarmente elevato.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="attprod, post: 3751595, member: 13603"] Dopo 103 messaggi vedo che un punto di equilibrio non è stato raggiunto. E questo perchè ognuno di noi ha una diversa "idea" di cosa sia una granfondo. Tanto per semplificare: l'agonista ritiene fondamentale e imprescindibile la presenza delle griglie di merito, delle classifiche, l'importanza relativa dei ristori (alcuni dicono che se non ci fossero si potrebbe pagare meno) etc.... Per i più scarsi le griglie sono un optional e magari i ristori sono un elemento fondamentale. Paradossalmente la fortuna delle granfondo in Italia (almeno fino ad oggi) sta nel fatto di essere riuscite a portare al via un insieme paricolarmente eterogeneo (e quindi numeroso) di ciclisti: dagli ex-pro ai pedalatori della domenica. Si tratta di un mix dal delicato equilibrio. La stessa presenza di più percorsi (lunghi, medi, corti) favorisce questo. Molte delle proposte avanzate in questa (come in altre) discussione mi sembra non favorirebbero uno sviluppo e crescita delle granfondo ma porterebbero inevitabilmente ad una selezione/contrazione dei partecipanti. L'unico elemento condiviso mi sembra quello della sicurezza e quindi del desiderio si strade chiuse. Ma questo ritengo sia possibile solo se una granfondo raggiunge una massa critica di partecipazione ed interesse anche mediatico (e quindi di business) particolarmente elevato. [/QUOTE]
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