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Il futuro delle Granfondo?
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<blockquote data-quote="d.adami" data-source="post: 3758384" data-attributes="member: 21353"><p>Buongiorno a tutti,</p><p>Volevo risponere che la mia riflessione non voleva invitare ad una vita casta e pura (fa male anche quella se non ci si crede), ma soltanto farvi capire che spesso camuffiamo come divertimento e sofgo una serie di sforzi (gare, marataone, allenamenti a tutte le ore per incastrarli con impegni di lavoro) così pesanti per il nostro organismo che ne subiamo conseguenze fisiche ineliminabili. Volevo quindi invitare ad una pratica che sia più gratificante per lo spirito ed il corpo, rinunciando ad obiettivi che francamente vanno lasciati a dei professionisti. Forse dovremmo creare una nuova categoria: i ciclisti professionisti amatoriali cioè quelli che fanno il cicloamatore di professione. Sappiamo tutti che esistono e sono quelli che vincono e vogliamo emulare in termini di prestazioni senza avere tempo e modo di attrazzarci. Con questo non voglio togliere nessua ambizione agonistica ma vorrei che fosse reindirizzata verso obiettivi personali, cioè che riguardnao il nostro corpo (migliorare la nostra prestazione in una GF, scalare un 2000 metri etc.). Sono infatti convinto che 150-200 km di GF con oltre 2000 metri di dislivello li dovrebbe fare un professinista amatore? Per gli altri è solo uno sforzo che si traduce in 3-4 giorni di stanchezza, talvolta febbre e tracce invisibile indelebili sul nostro orgnaismo. Questi sforzi non allenano l'organismo ma lo deperiscono.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="d.adami, post: 3758384, member: 21353"] Buongiorno a tutti, Volevo risponere che la mia riflessione non voleva invitare ad una vita casta e pura (fa male anche quella se non ci si crede), ma soltanto farvi capire che spesso camuffiamo come divertimento e sofgo una serie di sforzi (gare, marataone, allenamenti a tutte le ore per incastrarli con impegni di lavoro) così pesanti per il nostro organismo che ne subiamo conseguenze fisiche ineliminabili. Volevo quindi invitare ad una pratica che sia più gratificante per lo spirito ed il corpo, rinunciando ad obiettivi che francamente vanno lasciati a dei professionisti. Forse dovremmo creare una nuova categoria: i ciclisti professionisti amatoriali cioè quelli che fanno il cicloamatore di professione. Sappiamo tutti che esistono e sono quelli che vincono e vogliamo emulare in termini di prestazioni senza avere tempo e modo di attrazzarci. Con questo non voglio togliere nessua ambizione agonistica ma vorrei che fosse reindirizzata verso obiettivi personali, cioè che riguardnao il nostro corpo (migliorare la nostra prestazione in una GF, scalare un 2000 metri etc.). Sono infatti convinto che 150-200 km di GF con oltre 2000 metri di dislivello li dovrebbe fare un professinista amatore? Per gli altri è solo uno sforzo che si traduce in 3-4 giorni di stanchezza, talvolta febbre e tracce invisibile indelebili sul nostro orgnaismo. Questi sforzi non allenano l'organismo ma lo deperiscono. [/QUOTE]
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