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Il limite attuale è l'apporto di carboidrati........ [VIDEO]
Testo
<blockquote data-quote="MBerge" data-source="post: 7727536" data-attributes="member: 58406"><p>Sull’utilizzo dei carbo non sono d’accordo.</p><p>Il livello medio del ciclismo amatoriale è salito esponenzialmente ed il motivo principale secondo me è proprio la grandissima conoscenza a livello alimentare che ha permesso di performare sensibilmente meglio - ad oggi chi si alimenta bene a livello amatoriale ha un vantaggio competitivo esponenziale rispetto a chi ancora si alimenta con i retaggi del passato, pur magari allenandosi molto di più.</p><p></p><p>Negli altri sport posso dire di vedere i tennisti alimentarsi con carbo in forma liquida o gel ad ogni cambio campo.</p><p>Il triathlon è una lotta h24 per stare in una dieta normocalorica.</p><p>Il running è uno sport dove alimentarsi è particolarmente difficile ma anche lì sembra che l’integrazione durante l’attività stia diventando sempre più importante ed anche lì ormai si parla di 60 gr/ora di carbo.</p><p></p><p>Per quanto riguarda l’ultima parte evidenziata anche lì in realtà secondo me è tutto il contrario: la storia è piena di chiavi di volta che mettono in evidenza che fino ad un certo punto “siamo stati tutti scemi”.</p><p>Solo che storicamente da sempre la psiche umana rigetta queste chiavi di volta perché è difficile accettare di aver avuto torto.</p><p></p><p></p><p></p><p>Sul passaporto biologico a dire il vero non è che si standardizza l’essere umano categorizzandolo in valori assoluti che sono normali ed altri che non lo sono.</p><p>Il passaporto standardizza le variazioni dei valori fisiologici e, a cambiamenti anomali, richiede giustificazioni leciti e plausibili a livello scientifico - se la variazione non è ragionevolmente giustificata allora scatta la punizione, a prescindere da avere trovato sostanze o meno.</p><p>Considerare quindi che uno possa doparsi senza alcuna evidenza dal passaporto significa implicitamente dire che la scienza della fisiologia umana ancora non ha trovato dei fattori predittivi della performance, il che è certamente possibile ma non so quanto probabile.</p><p>L’unico modo possibile per aggirare Adams e passaporto è essere collusi con i controllori, cosa sicuramente possibile, ma il passaporto in sè è uno strumento tecnicamente più che valido e all’avanguardia.</p><p></p><p>In ultimo la questione è che nonostante 30 anni di tecnologia dei materiali, delle tecniche di allenamento e di alimentazione i corridori ancora NON vanno più forte, e infatti i record delle salite per la maggiorparte ancora sono di corridori degli anni Novanta/Duemila.</p><p>Il dato di fatto è che si va forte più a lungo, quindi miglior durability, record di velocità media nelle classiche, miglior recupero ecc e questo è perfettamente spiegabile con il fatto che grazie all’alimentazione scientificamente più corretta si continua a mettere benzina nel serbatoio tenendo il motore acceso.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="MBerge, post: 7727536, member: 58406"] Sull’utilizzo dei carbo non sono d’accordo. Il livello medio del ciclismo amatoriale è salito esponenzialmente ed il motivo principale secondo me è proprio la grandissima conoscenza a livello alimentare che ha permesso di performare sensibilmente meglio - ad oggi chi si alimenta bene a livello amatoriale ha un vantaggio competitivo esponenziale rispetto a chi ancora si alimenta con i retaggi del passato, pur magari allenandosi molto di più. Negli altri sport posso dire di vedere i tennisti alimentarsi con carbo in forma liquida o gel ad ogni cambio campo. Il triathlon è una lotta h24 per stare in una dieta normocalorica. Il running è uno sport dove alimentarsi è particolarmente difficile ma anche lì sembra che l’integrazione durante l’attività stia diventando sempre più importante ed anche lì ormai si parla di 60 gr/ora di carbo. Per quanto riguarda l’ultima parte evidenziata anche lì in realtà secondo me è tutto il contrario: la storia è piena di chiavi di volta che mettono in evidenza che fino ad un certo punto “siamo stati tutti scemi”. Solo che storicamente da sempre la psiche umana rigetta queste chiavi di volta perché è difficile accettare di aver avuto torto. Sul passaporto biologico a dire il vero non è che si standardizza l’essere umano categorizzandolo in valori assoluti che sono normali ed altri che non lo sono. Il passaporto standardizza le variazioni dei valori fisiologici e, a cambiamenti anomali, richiede giustificazioni leciti e plausibili a livello scientifico - se la variazione non è ragionevolmente giustificata allora scatta la punizione, a prescindere da avere trovato sostanze o meno. Considerare quindi che uno possa doparsi senza alcuna evidenza dal passaporto significa implicitamente dire che la scienza della fisiologia umana ancora non ha trovato dei fattori predittivi della performance, il che è certamente possibile ma non so quanto probabile. L’unico modo possibile per aggirare Adams e passaporto è essere collusi con i controllori, cosa sicuramente possibile, ma il passaporto in sè è uno strumento tecnicamente più che valido e all’avanguardia. In ultimo la questione è che nonostante 30 anni di tecnologia dei materiali, delle tecniche di allenamento e di alimentazione i corridori ancora NON vanno più forte, e infatti i record delle salite per la maggiorparte ancora sono di corridori degli anni Novanta/Duemila. Il dato di fatto è che si va forte più a lungo, quindi miglior durability, record di velocità media nelle classiche, miglior recupero ecc e questo è perfettamente spiegabile con il fatto che grazie all’alimentazione scientificamente più corretta si continua a mettere benzina nel serbatoio tenendo il motore acceso. [/QUOTE]
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