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Il limite attuale è l'apporto di carboidrati........ [VIDEO]
Testo
<blockquote data-quote="bach7" data-source="post: 7727647" data-attributes="member: 30490"><p>comincio dalla fine: quando ho detto che si va più forte mi riferivo non alla "generazione epo" ma a quella immediatamente successiva.</p><p></p><p>ancora oggi, nonostante indubbi sviluppi tecnici, studi sui metodi di preparazione e alimentazione, alcuni tempi di quelli che andavano a benzina 100 ottani restano quasi imbattibili.</p><p></p><p>difficile ovviamente fare confronti, per gestione delle gare totalmente diverse, e perché il ciclismo post epo doveva ancora trovare i propri metodi, raggiunti con Froome e la sky.</p><p></p><p>pensiamo agli investimenti fatti in quel periodo, agli studi condotti su alimentazione, preparazione e ogni minimo aspetto della performance in bici.</p><p></p><p>anche allora ci si alimentava in maniera maniacale, mica è stato inventato ora... ora nel ciclismo professionistico si arriva a quantità molto alte, molto più alte di tutte le altre discipline. </p><p></p><p>tra gli amatori questa tendenza è in aumento, e personalmente credo che sia un vantaggio per chi non è seguito. l'amatore non ha uno staff che conosce lui, le sue performance e l'attività che deve svolgere. quindi meglio un po' di più che scimmiottare i prof di qualche anno fa con quantità al limite. ovviamente il mondo prof è un altro discorso... </p><p></p><p>il periodo sky non è stata una chiave di volta, come è stato l'introduzione del doping ematico e la sua successiva fermata. è stata una "semplice" evoluzione dettata appunto da fortissimi investimenti. da pereiro in poi ci si è spinti sempre più verso l'estremizzazione del rapporto peso potenza, della capacità aerobica.</p><p>il limite è appunto la quantità di ossigeno, non serve introdurre più calorie di quelle spese, non ha senso mettere più carboidrati di quelli utilizzabili dalle nostre cellule.</p><p>parliamo di innumerevoli studi nell'arco degli ultimi 20 anni... c'era già il pc, gli strumenti di analisi sono gli stessi di oggi, mi pare assurdo solo pensare che si possa essere stati tutti in errore...</p><p></p><p>capitolo passaporto biologico: nelle idee è un ottimo strumento, nella pratica un po' meno. facendola molto breve, servono tanti soldi per il monitoraggio continuo, e funziona in teoria solo sul lungo periodo. è stato dimostrato che con micro dosi è quasi impossibile verificare l'uso di sostanze dopanti.</p><p>inoltre è limitato dalla variabilità dei soggetti. Froome è passato dall'attaccarsi alle macchine a dominare il tour senza alcuna anomalia nel passaporto... ogni atleta che è migliorato in questi anni lo ha fatto nei limiti "umani", pogacar compreso...</p><p></p><p>e infatti se guardiamo alle squalifiche per anomalia nel passaporto biologico di fatto non ne troviamo... o meglio c'è solo locke (e il caso molto discusso agli albori di aucchioli). di fatto l'antidoping si fa con i controlli a sorpresa mirati e grazie a indagini fuori dallo sport.</p><p></p><p>quindi, per chiudere, che ci sia un reale e concreto vantaggio per l'amatore è più che probabile.</p><p></p><p>per i prof il discorso è molto più complesso, proprio perché sono soggetti di cui si conosce tutto o quasi. e questi dati non li hanno scoperti oggi, ma c'erano anche 15 anni fa.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bach7, post: 7727647, member: 30490"] comincio dalla fine: quando ho detto che si va più forte mi riferivo non alla "generazione epo" ma a quella immediatamente successiva. ancora oggi, nonostante indubbi sviluppi tecnici, studi sui metodi di preparazione e alimentazione, alcuni tempi di quelli che andavano a benzina 100 ottani restano quasi imbattibili. difficile ovviamente fare confronti, per gestione delle gare totalmente diverse, e perché il ciclismo post epo doveva ancora trovare i propri metodi, raggiunti con Froome e la sky. pensiamo agli investimenti fatti in quel periodo, agli studi condotti su alimentazione, preparazione e ogni minimo aspetto della performance in bici. anche allora ci si alimentava in maniera maniacale, mica è stato inventato ora... ora nel ciclismo professionistico si arriva a quantità molto alte, molto più alte di tutte le altre discipline. tra gli amatori questa tendenza è in aumento, e personalmente credo che sia un vantaggio per chi non è seguito. l'amatore non ha uno staff che conosce lui, le sue performance e l'attività che deve svolgere. quindi meglio un po' di più che scimmiottare i prof di qualche anno fa con quantità al limite. ovviamente il mondo prof è un altro discorso... il periodo sky non è stata una chiave di volta, come è stato l'introduzione del doping ematico e la sua successiva fermata. è stata una "semplice" evoluzione dettata appunto da fortissimi investimenti. da pereiro in poi ci si è spinti sempre più verso l'estremizzazione del rapporto peso potenza, della capacità aerobica. il limite è appunto la quantità di ossigeno, non serve introdurre più calorie di quelle spese, non ha senso mettere più carboidrati di quelli utilizzabili dalle nostre cellule. parliamo di innumerevoli studi nell'arco degli ultimi 20 anni... c'era già il pc, gli strumenti di analisi sono gli stessi di oggi, mi pare assurdo solo pensare che si possa essere stati tutti in errore... capitolo passaporto biologico: nelle idee è un ottimo strumento, nella pratica un po' meno. facendola molto breve, servono tanti soldi per il monitoraggio continuo, e funziona in teoria solo sul lungo periodo. è stato dimostrato che con micro dosi è quasi impossibile verificare l'uso di sostanze dopanti. inoltre è limitato dalla variabilità dei soggetti. Froome è passato dall'attaccarsi alle macchine a dominare il tour senza alcuna anomalia nel passaporto... ogni atleta che è migliorato in questi anni lo ha fatto nei limiti "umani", pogacar compreso... e infatti se guardiamo alle squalifiche per anomalia nel passaporto biologico di fatto non ne troviamo... o meglio c'è solo locke (e il caso molto discusso agli albori di aucchioli). di fatto l'antidoping si fa con i controlli a sorpresa mirati e grazie a indagini fuori dallo sport. quindi, per chiudere, che ci sia un reale e concreto vantaggio per l'amatore è più che probabile. per i prof il discorso è molto più complesso, proprio perché sono soggetti di cui si conosce tutto o quasi. e questi dati non li hanno scoperti oggi, ma c'erano anche 15 anni fa. [/QUOTE]
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