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Il mio ciclismo: quanti ricordi...
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<blockquote data-quote="(Ale74)" data-source="post: 3896966" data-attributes="member: 26515"><p>Ricordi ne ho molti, alcuni belli, altri meno belli.</p><p>Ne voglio però postare uno allegro o triste (decidete voi).</p><p>Eravamo andati a correre a Brescello ed io ero al primo anno da dilettante.</p><p>Corsa in circuito pianeggiante, molto scorrevole, fughe e controfughe, scatti e controscatti ma niente da fare, si arriva in volata.</p><p>La gamba era buona ma io ero un novellino, non conoscevo praticamente nessuno, salvi pochi nuovi come me che provenivano dalle mie parti.</p><p>Comuqnue, siamo all'ultimo chilometro e prendo la ruota di uno veloce delle mie parti, siamo ai trecento metri, nelle prime posizioni del gruppo, 53x13 in canna e pronto a partire.</p><p>Siamo ai 200 metri e il tipo va per partire quando, con la coda dell'occhio, vedo uno che da sinistra taglia tutto il gruppo come un kamikazze e centra il mio conterraneo.</p><p>Inevitabile la rovinosa caduta.</p><p>Ma intanto viaggiamo a oltre 60 km/h e siamo già ai meno 70, cerco di evitare il groviglio ma niente da fare, la scelta era fra il centrare il mucchio o il pubblico, passare era impossibile. Centro il mucchio e vengo catapultato in alto e in avanti.</p><p>Poi ho 5 minuti di vuoto assoluto e riprendo i ricordi da seduto su una sedia di plastica, sotto un portico, una decina di metri dopo l'arrivo e mio papà che mi chiama.</p><p>Lo guardo come per dirgli "hei, perchè mi chiami? non mi vedi?" ma la prima cosa che gli chiedo è "come è andata la volata? mi sembra di aver fatto bene. Mi sono piazzato?" e lui che mi dice "sei caduto ai 50 metri. se avessi avuto la bici ti saresti piazzato. ti abbiamo visto volare e strisciare per 50 metri, fin dopo l'arrivo".</p><p>E ora voi direte "Azz...che botta", ma il bello deve ancora venire.</p><p>Mi alzo e cerco la bici che non trovo, e mi dicono che l'hanno già portata al furgone "ah bon, vado a cambiarmi allora" (per inciso ero distrutto ma non me ne rendevo conto).</p><p>Il DS mi dice "ti ho trovato un medico, vai la che ti visita" io gli dico che non ho niente e lui mi dice "l'ultimo ricordo che hai è a 100 metri dall'arrivo e il primo 10 metri dopo e 5 minuti più tardi, credimi, e meglio che vai".</p><p>"ok, per il quieto vivere vado" e prendo la bici di un compagno di squadra.</p><p>Il medico mi visita e mi dice che non ho niente che non va.</p><p>Riprendo la bici e torno verso il furgone.</p><p>Arrivo all'altezza (in linea d'aria) del furgone, c'è uno scalinetto per salire sulla piazza e decido di saltarlo in bici.</p><p>Lo faccio e vado avanti, dopo 5 o 6 metri sento una forte resistenza e penso "mamma cari che chiodo che sono, manco più a pedalare col 39 riesco" e spingo....spingo un paio di metri dopo sento che la resistenza aumente e guardo verso il basso e vedo che, salendo il gradinetto, ho agganciato la corda usata come transenna.</p><p>Senza pensare afferro la corda con la destra e faccio per sfilarla dalla testa, peccato che tanta era la tensione della corda e molto poca la mia forza per tenere il tutto.</p><p>Come ho preso la corda in mano sono partico come una freccia e mi sono ritrovato in mezzo alla strada aggrovigliato alla bici che ridevo come un folle.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="(Ale74), post: 3896966, member: 26515"] Ricordi ne ho molti, alcuni belli, altri meno belli. Ne voglio però postare uno allegro o triste (decidete voi). Eravamo andati a correre a Brescello ed io ero al primo anno da dilettante. Corsa in circuito pianeggiante, molto scorrevole, fughe e controfughe, scatti e controscatti ma niente da fare, si arriva in volata. La gamba era buona ma io ero un novellino, non conoscevo praticamente nessuno, salvi pochi nuovi come me che provenivano dalle mie parti. Comuqnue, siamo all'ultimo chilometro e prendo la ruota di uno veloce delle mie parti, siamo ai trecento metri, nelle prime posizioni del gruppo, 53x13 in canna e pronto a partire. Siamo ai 200 metri e il tipo va per partire quando, con la coda dell'occhio, vedo uno che da sinistra taglia tutto il gruppo come un kamikazze e centra il mio conterraneo. Inevitabile la rovinosa caduta. Ma intanto viaggiamo a oltre 60 km/h e siamo già ai meno 70, cerco di evitare il groviglio ma niente da fare, la scelta era fra il centrare il mucchio o il pubblico, passare era impossibile. Centro il mucchio e vengo catapultato in alto e in avanti. Poi ho 5 minuti di vuoto assoluto e riprendo i ricordi da seduto su una sedia di plastica, sotto un portico, una decina di metri dopo l'arrivo e mio papà che mi chiama. Lo guardo come per dirgli "hei, perchè mi chiami? non mi vedi?" ma la prima cosa che gli chiedo è "come è andata la volata? mi sembra di aver fatto bene. Mi sono piazzato?" e lui che mi dice "sei caduto ai 50 metri. se avessi avuto la bici ti saresti piazzato. ti abbiamo visto volare e strisciare per 50 metri, fin dopo l'arrivo". E ora voi direte "Azz...che botta", ma il bello deve ancora venire. Mi alzo e cerco la bici che non trovo, e mi dicono che l'hanno già portata al furgone "ah bon, vado a cambiarmi allora" (per inciso ero distrutto ma non me ne rendevo conto). Il DS mi dice "ti ho trovato un medico, vai la che ti visita" io gli dico che non ho niente e lui mi dice "l'ultimo ricordo che hai è a 100 metri dall'arrivo e il primo 10 metri dopo e 5 minuti più tardi, credimi, e meglio che vai". "ok, per il quieto vivere vado" e prendo la bici di un compagno di squadra. Il medico mi visita e mi dice che non ho niente che non va. Riprendo la bici e torno verso il furgone. Arrivo all'altezza (in linea d'aria) del furgone, c'è uno scalinetto per salire sulla piazza e decido di saltarlo in bici. Lo faccio e vado avanti, dopo 5 o 6 metri sento una forte resistenza e penso "mamma cari che chiodo che sono, manco più a pedalare col 39 riesco" e spingo....spingo un paio di metri dopo sento che la resistenza aumente e guardo verso il basso e vedo che, salendo il gradinetto, ho agganciato la corda usata come transenna. Senza pensare afferro la corda con la destra e faccio per sfilarla dalla testa, peccato che tanta era la tensione della corda e molto poca la mia forza per tenere il tutto. Come ho preso la corda in mano sono partico come una freccia e mi sono ritrovato in mezzo alla strada aggrovigliato alla bici che ridevo come un folle. [/QUOTE]
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