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Il mio ciclismo: quanti ricordi...
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<blockquote data-quote="rapportoagile" data-source="post: 3900817" data-attributes="member: 10802"><p>Nel 1994 facevo parte del Rewel Team, una squadra organizzata dell'omonimo produttore di bici in titanio (anche se io possedevo una di un'altra marca: una Proflex).</p><p>La società contava una quarantina di soci, tutti piuttosto forti: tutti tranne il segretario (nonché co-sponsor), e il sottoscritto. A quell'epoca ero ancora convinto di poter "far bene" nelle cronoscalate (cosa questa sempre e puntualmente contraddetta dai fatti). Ma ero testardo e mi iscrivevo regolarmente a quelle a cui ritenevo di "dover presenziare", anche a quelle più dure. </p><p>Uno degli ultimi appuntamenti era a fine ottobre ed era la cronoscalata Laces-Malga Laces (Latscher Alm) in MTB: ca. 14km per 1100 m di dislivello lungo una forestale con pendenze alternanti. Della mia squadra si erano iscritti i due più forti, che avevano bisogno di punti per il campionato provinciale. Le brutte previsioni meteo avevano convinto gli altri a starsene al calduccio. La partenza era alle 14.00 dalla piazza centrale di Laces e appena giunti lá, abbiamo capito che saremmo stati in pochi a partire, SE si partiva, visto che le nuvole si erano ulteriormente abbassate e così la temperatura. Per gli organizzatori non c'erano problemi, quindi 38 <em>temerari </em>si sono schierati alla partenza.</p><p>Contemporaneamente al via, è iniziato a piovere. La partenza in queste gare è sempre "a tutta" e nel giro di poche centinaia di metri ero penultimo. Dopo poche altre centinaia di metri non vedevo già più il terz'ultimo. La pioggia si era trasformata in nevischio prima, e neve-neve poi. Non si vedeva più una mazza. Ero in crisi di freddo in più non riuscivo a riprendermi dal fuorigiri iniziale. Ma non volevo mollare. Tanto ultimo NON arrivo!! E invece ero proprio ultimo, perchè l'altro concorrente nel frattempo si era ritirato. La neve scendeva copiosa e le traccie lasciate dagli altri concorrenti erano appena visibili. Il che mi demoralizzava non poco. Improvvisamente sento dietro di me un motore: mi giro ed era l'ambulanza. L'autista fa suonare la sirena, si affaccia del finestrino e mi chiede se volevo salire, visto che tanto ero ultimo: evidentemente avevano fretta di finire e tornare a casa.</p><p>"<em>Non se ne parla neppure</em>"! Imperterrito continuo a pedalare e ne è proprio valsa la pena. All' arrivo vengo festaggiato come se fossi il vincitore dai seppur pochi spettatori. Poi subito dentro, al calduccio della malga dove era organizzato un ristoro degno di un albergo a 5 stelle. Lí ho vinto nettamente la speciale classifica di "spazzolatore del ristoro".</p><p>Poi la premiazione: il 1°, il 2° e 3°= Coppona, coppa e coppina. Poi fino al 10°= qualche gadget e infine l'ultimo (io) si è portato a casa: una pezza intera di speck, contenuta un uno zaino da alpinismo della Salewa. Cosa che (ovviamente) perfino i primi mi invidiavano.</p><p>Da quel giorno ho deciso che sarei sempre arrivato ultimo!!</p><p>Nel frattempo era diventato quasi buio e la neve sulla strada piuttosto alta: ma l'organizzazione è stata veramente notevole: davanti un battipista e dietro un gatto delle nevi con i fari accesi. In mezzo 38 ciclisti (<em>molti dei quali anche un po' bevuti....eh, faceva freddo</em><img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" />) con la neve che scendeva copiosa.</p><p>Si era creata un'atmosfera davvero magica.</p><p>Questo è uno dei ricordi più belli....</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="rapportoagile, post: 3900817, member: 10802"] Nel 1994 facevo parte del Rewel Team, una squadra organizzata dell'omonimo produttore di bici in titanio (anche se io possedevo una di un'altra marca: una Proflex). La società contava una quarantina di soci, tutti piuttosto forti: tutti tranne il segretario (nonché co-sponsor), e il sottoscritto. A quell'epoca ero ancora convinto di poter "far bene" nelle cronoscalate (cosa questa sempre e puntualmente contraddetta dai fatti). Ma ero testardo e mi iscrivevo regolarmente a quelle a cui ritenevo di "dover presenziare", anche a quelle più dure. Uno degli ultimi appuntamenti era a fine ottobre ed era la cronoscalata Laces-Malga Laces (Latscher Alm) in MTB: ca. 14km per 1100 m di dislivello lungo una forestale con pendenze alternanti. Della mia squadra si erano iscritti i due più forti, che avevano bisogno di punti per il campionato provinciale. Le brutte previsioni meteo avevano convinto gli altri a starsene al calduccio. La partenza era alle 14.00 dalla piazza centrale di Laces e appena giunti lá, abbiamo capito che saremmo stati in pochi a partire, SE si partiva, visto che le nuvole si erano ulteriormente abbassate e così la temperatura. Per gli organizzatori non c'erano problemi, quindi 38 [I]temerari [/I]si sono schierati alla partenza. Contemporaneamente al via, è iniziato a piovere. La partenza in queste gare è sempre "a tutta" e nel giro di poche centinaia di metri ero penultimo. Dopo poche altre centinaia di metri non vedevo già più il terz'ultimo. La pioggia si era trasformata in nevischio prima, e neve-neve poi. Non si vedeva più una mazza. Ero in crisi di freddo in più non riuscivo a riprendermi dal fuorigiri iniziale. Ma non volevo mollare. Tanto ultimo NON arrivo!! E invece ero proprio ultimo, perchè l'altro concorrente nel frattempo si era ritirato. La neve scendeva copiosa e le traccie lasciate dagli altri concorrenti erano appena visibili. Il che mi demoralizzava non poco. Improvvisamente sento dietro di me un motore: mi giro ed era l'ambulanza. L'autista fa suonare la sirena, si affaccia del finestrino e mi chiede se volevo salire, visto che tanto ero ultimo: evidentemente avevano fretta di finire e tornare a casa. "[I]Non se ne parla neppure[/I]"! Imperterrito continuo a pedalare e ne è proprio valsa la pena. All' arrivo vengo festaggiato come se fossi il vincitore dai seppur pochi spettatori. Poi subito dentro, al calduccio della malga dove era organizzato un ristoro degno di un albergo a 5 stelle. Lí ho vinto nettamente la speciale classifica di "spazzolatore del ristoro". Poi la premiazione: il 1°, il 2° e 3°= Coppona, coppa e coppina. Poi fino al 10°= qualche gadget e infine l'ultimo (io) si è portato a casa: una pezza intera di speck, contenuta un uno zaino da alpinismo della Salewa. Cosa che (ovviamente) perfino i primi mi invidiavano. Da quel giorno ho deciso che sarei sempre arrivato ultimo!! Nel frattempo era diventato quasi buio e la neve sulla strada piuttosto alta: ma l'organizzazione è stata veramente notevole: davanti un battipista e dietro un gatto delle nevi con i fari accesi. In mezzo 38 ciclisti ([I]molti dei quali anche un po' bevuti....eh, faceva freddo[/I]:mrgreen:) con la neve che scendeva copiosa. Si era creata un'atmosfera davvero magica. Questo è uno dei ricordi più belli.... [/QUOTE]
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