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Il mio ciclismo: quanti ricordi...
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<blockquote data-quote="rapportoagile" data-source="post: 3985321" data-attributes="member: 10802"><p>Era la metà degli anni '90, credo in agosto.</p><p>Facevo parte del REWEL Team, squadra con pochi ciclisti, tutti forti, tranne io e un'altro. Loro abitavano tutti nei paesini montani nei dintorni di Bolzano, ed erano sportivi di natura, gente abituata a muoversi sempre. In inverno gare di fondo o sci alpinismo (ad altissismi livelli), in estate MTB e corsa im montagna.</p><p>Questa volta eravamo a Sarentino dove si svolgeva l'ultima gara, nonché finale della Südtirol Cup di MTB, e dove ci sarebbe stata la premiazione.</p><p>Io non partecipavo, ma ero lì come spettatore e per sostenere i miei compagni di squadra. E la mia presenza deve aver portato fortuna perchè sul podio di ogni categoria c'era sempre qualcuno della REWEL. </p><p>Abbinata alla premiazione c'era una festa campestre, dove si poteva mangiare Würstel, Pollo e bere birra. Siccome si era capito che la serata sarebbe stata "lunga" molte compagne/mogli presero la via di casa (e l'auto), lasciando i mariti/compagni ai festeggiamenti.</p><p>Un vincitore volle pagare un giro di birre (<em>grandi ovviamente; non si poteva scegliere!</em>); poi fu il turno di uno arrivato secondo nella generale; poi un altro vincitore della sua categoria per la sola gara di Sarentino, non volle essere da meno. La birra scorreva con più impeto, che il vicino torrente Talvera!</p><p>Allora non c'era ancora la storia dei punti patente, ne' tantomeno il palloncino, ma io dopo il secondo birrone decisi di chiudere "la saracinesca". Preferivo non rischiare, visto che la ventina di kilometri che separano Sarentino da Bolzano, sono pieni di curve insidiose.</p><p>Mi divertivo a vedere questi amici, che fino ad allora erano piuttosto morigerati, lasciarsi andare così. </p><p>Venne l'ora di tornare verso casa. Uno di loro, visibilmente ciuco e abbandonato dalla "compagna", mi chiese se potevo portarlo a casa. <em>Mmmassì! dai monta in macchina</em>.La mia auto era una Seat Terra (un specie di Fiorino), quindi non c'era problema se caricavo anche la sua bici. Un altro "allegrotto" volle approffittare della mia disponibilità e caricai anche lui.</p><p>Stavamo per partire quando fui bloccato da un terzo Professionista (...della birra): lui l'auto ce l'aveva ma preferiva lasciarla lì e venire a prenderla qualche giorno dopo. Alle 22.30 circa, partii per Bolzano con un carico di tre ciclisti sbronzi e tre biciclette MTB belle lercie! Io stavo abbastanza bene, ma avevo pur sempre bevuto due birroni. Inoltre volevo arrivare a casa il prima possibile, perché avevo urgenza di andare in bagno (eh, si sa ...le birre...fermentano). Invece venne fuori che due di loro abitavano a Collepietra un paesino montano a 20 km da Bolzano. "<em>Ah, questa non ci voleva</em>", pensai, ma non potevo mollarli a Bolzano. Chiesi alla mia pancia di resistere ancora un po'. Chiesi al terzo dove abitava. Era il più sbronzo e per lui rispose uno dei due:"<em>vicino a Collepietra"</em> Per fortuna, pensai. A Collepietra scaricai uno dei due, perché l'altro che nel frattempo si era un po' ripreso, si rese conto che da solo non sarei riuscito a trovare il maso dove abitava Josef, il terzo 'mbriago, perché era isolato dal resto del paese, e si offrì di accompagnarmi. Bel gesto, e rivelatosi indispensabile, perchè Josef era ormai in coma e ronfava come un ghiro. Pur essendo nel compresorio di Collepietra, la strada mi parve interminabile: curve, tornanti, salite, discese, boschi "<em>ma dove diavolo abita sto qui!? In Tajikistan</em>??" pensai.</p><p>Il mal di pancia si faceva sempre più forte. Poi finalmente giungemmo al maso. Scaricammo Josef, che sembrava più un sacco di patate che un forte MTBiker e tornammo a Collepietra. Salutai Hannes e mi fiondai verso casa dove giunsi appena in tempo "per non esplodere". Era mezzanotte e 45': più di due ore dopo aver lasciato Sarentino</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="rapportoagile, post: 3985321, member: 10802"] Era la metà degli anni '90, credo in agosto. Facevo parte del REWEL Team, squadra con pochi ciclisti, tutti forti, tranne io e un'altro. Loro abitavano tutti nei paesini montani nei dintorni di Bolzano, ed erano sportivi di natura, gente abituata a muoversi sempre. In inverno gare di fondo o sci alpinismo (ad altissismi livelli), in estate MTB e corsa im montagna. Questa volta eravamo a Sarentino dove si svolgeva l'ultima gara, nonché finale della Südtirol Cup di MTB, e dove ci sarebbe stata la premiazione. Io non partecipavo, ma ero lì come spettatore e per sostenere i miei compagni di squadra. E la mia presenza deve aver portato fortuna perchè sul podio di ogni categoria c'era sempre qualcuno della REWEL. Abbinata alla premiazione c'era una festa campestre, dove si poteva mangiare Würstel, Pollo e bere birra. Siccome si era capito che la serata sarebbe stata "lunga" molte compagne/mogli presero la via di casa (e l'auto), lasciando i mariti/compagni ai festeggiamenti. Un vincitore volle pagare un giro di birre ([I]grandi ovviamente; non si poteva scegliere![/I]); poi fu il turno di uno arrivato secondo nella generale; poi un altro vincitore della sua categoria per la sola gara di Sarentino, non volle essere da meno. La birra scorreva con più impeto, che il vicino torrente Talvera! Allora non c'era ancora la storia dei punti patente, ne' tantomeno il palloncino, ma io dopo il secondo birrone decisi di chiudere "la saracinesca". Preferivo non rischiare, visto che la ventina di kilometri che separano Sarentino da Bolzano, sono pieni di curve insidiose. Mi divertivo a vedere questi amici, che fino ad allora erano piuttosto morigerati, lasciarsi andare così. Venne l'ora di tornare verso casa. Uno di loro, visibilmente ciuco e abbandonato dalla "compagna", mi chiese se potevo portarlo a casa. [I]Mmmassì! dai monta in macchina[/I].La mia auto era una Seat Terra (un specie di Fiorino), quindi non c'era problema se caricavo anche la sua bici. Un altro "allegrotto" volle approffittare della mia disponibilità e caricai anche lui. Stavamo per partire quando fui bloccato da un terzo Professionista (...della birra): lui l'auto ce l'aveva ma preferiva lasciarla lì e venire a prenderla qualche giorno dopo. Alle 22.30 circa, partii per Bolzano con un carico di tre ciclisti sbronzi e tre biciclette MTB belle lercie! Io stavo abbastanza bene, ma avevo pur sempre bevuto due birroni. Inoltre volevo arrivare a casa il prima possibile, perché avevo urgenza di andare in bagno (eh, si sa ...le birre...fermentano). Invece venne fuori che due di loro abitavano a Collepietra un paesino montano a 20 km da Bolzano. "[I]Ah, questa non ci voleva[/I]", pensai, ma non potevo mollarli a Bolzano. Chiesi alla mia pancia di resistere ancora un po'. Chiesi al terzo dove abitava. Era il più sbronzo e per lui rispose uno dei due:"[I]vicino a Collepietra"[/I] Per fortuna, pensai. A Collepietra scaricai uno dei due, perché l'altro che nel frattempo si era un po' ripreso, si rese conto che da solo non sarei riuscito a trovare il maso dove abitava Josef, il terzo 'mbriago, perché era isolato dal resto del paese, e si offrì di accompagnarmi. Bel gesto, e rivelatosi indispensabile, perchè Josef era ormai in coma e ronfava come un ghiro. Pur essendo nel compresorio di Collepietra, la strada mi parve interminabile: curve, tornanti, salite, discese, boschi "[I]ma dove diavolo abita sto qui!? In Tajikistan[/I]??" pensai. Il mal di pancia si faceva sempre più forte. Poi finalmente giungemmo al maso. Scaricammo Josef, che sembrava più un sacco di patate che un forte MTBiker e tornammo a Collepietra. Salutai Hannes e mi fiondai verso casa dove giunsi appena in tempo "per non esplodere". Era mezzanotte e 45': più di due ore dopo aver lasciato Sarentino [/QUOTE]
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