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Il mio ciclismo: quanti ricordi...
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<blockquote data-quote="rapportoagile" data-source="post: 4030842" data-attributes="member: 10802"><p>Ca. 13 anni fa, ad inizio stagione mi sottoposi, come ogni anno alla visita sportiva per idoneità agonistica. Mai avuto problemi ad ottenerla, ma quella volta mi capitó una dottoressa -nota per essere o molto pignola o insicura- che non convinta del mio ECG dopo la prova-scalino, mi prenotò per la prova da sforzo approfondita. "<em>In cosa consiste?</em>" le chiesi</p><p>"<em>Dovrá pedalare su un cicloergometro per un tot di tempo. Se vuole dopo puó farsi la doccia"</em></p><p><em></em>Qualche giorno dopo mi presentai presso l'ambulatorio della Medicina dello Sport. Mi accolse un'infermiera bella, ma bella che ricordava vagamente Angelina Jolie. Indossai le braghette da ciclismo e le scarpe da ginnastica e, trattenendo il più possibile la pancetta, tornai da lei. Mi applicò gli elettrodi sul torace e mi fece salire su cicloergometro. Era gentile, ma un po' freddina e decisa (sarà stata abituata a trattare con i "galletti") e mi disse:<em>"Inizi a pedalare. Ogni minuto il computer indurirá la pedalata. Continui finchè ce la fa"</em></p><p><span style="color: DeepSkyBlue">"<em>Tsss, ragazza"</em></span> pensai "<span style="color: DeepSkyBlue"><em>Sono un ciclista quasi professionista io. Te lo distruggo questo aggeggio" </em><span style="color: Black">In realtà dissi:"<em>Beh, essendo io un ciclista mi sembra piuttosto semplice la cosa"</em></span></span></p><p><span style="color: DeepSkyBlue"><span style="color: Black"><em>"Eh, dicono tutti così, poi scoppiano" </em>rispose</span></span></p><p><span style="color: DeepSkyBlue"><span style="color: Black">Iniziai con la pedalata agile con <em>nonchalance, </em>frullando</span></span> a oltre 110 rpm.</p><p>"<em>Tranquillo, non esageri</em>" mi disse</p><p>Dopo 10 minuti ca. l'agilità era molto ridotta e sorriso beffardo aveva lasciato il posto ad una bocca aperta in cerca di aria. </p><p>Entrò nella stanza anche il medico che domandò:<em>"Come va qui?"</em></p><p>Io cercai di nascondere la fatica e mi sforzai di tornare ad una pedalata il più tonda e regolare possibile.</p><p>Sotto il cicloergometro, che continuava inesorabilmente ad indurirsi", si era formato il Lago di Garda...di sudore!</p><p>Ormai il mio volto mostrava tutti i segni della fatica, la pedalata era diventata così dura che lo Stelvio in confronto era in discesa.</p><p>Ma con <em>Angelina Jolie</em> che mi osservava non potevo schiattare e arrendermi. </p><p>Finchè venne il medico a "salvarmi" e disse:"OK, basta così".</p><p>Non riuscivo neanche a parlare ma ci provai:"<em>Po..r...ca mis...er...ia, c...he fa...tica"</em>. Lei sorrise e disse:<em>Beh, non ce n'é uno che non faccia fatica. Lo scopo è proprio questo</em>"</p><p>Comunque alla fine sono risultato idoneo e con referto finale<em>"Ottima condizione fisica, Watt erogati 350"</em>...non male, dai! Ma fu il cicloergometro a distruggere me e non il contrario</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="rapportoagile, post: 4030842, member: 10802"] Ca. 13 anni fa, ad inizio stagione mi sottoposi, come ogni anno alla visita sportiva per idoneità agonistica. Mai avuto problemi ad ottenerla, ma quella volta mi capitó una dottoressa -nota per essere o molto pignola o insicura- che non convinta del mio ECG dopo la prova-scalino, mi prenotò per la prova da sforzo approfondita. "[I]In cosa consiste?[/I]" le chiesi "[I]Dovrá pedalare su un cicloergometro per un tot di tempo. Se vuole dopo puó farsi la doccia" [/I]Qualche giorno dopo mi presentai presso l'ambulatorio della Medicina dello Sport. Mi accolse un'infermiera bella, ma bella che ricordava vagamente Angelina Jolie. Indossai le braghette da ciclismo e le scarpe da ginnastica e, trattenendo il più possibile la pancetta, tornai da lei. Mi applicò gli elettrodi sul torace e mi fece salire su cicloergometro. Era gentile, ma un po' freddina e decisa (sarà stata abituata a trattare con i "galletti") e mi disse:[I]"Inizi a pedalare. Ogni minuto il computer indurirá la pedalata. Continui finchè ce la fa"[/I] [COLOR=DeepSkyBlue]"[I]Tsss, ragazza"[/I][/COLOR] pensai "[COLOR=DeepSkyBlue][I]Sono un ciclista quasi professionista io. Te lo distruggo questo aggeggio" [/I][COLOR=Black]In realtà dissi:"[I]Beh, essendo io un ciclista mi sembra piuttosto semplice la cosa" "Eh, dicono tutti così, poi scoppiano" [/I]rispose Iniziai con la pedalata agile con [I]nonchalance, [/I]frullando[/COLOR][/COLOR] a oltre 110 rpm. "[I]Tranquillo, non esageri[/I]" mi disse Dopo 10 minuti ca. l'agilità era molto ridotta e sorriso beffardo aveva lasciato il posto ad una bocca aperta in cerca di aria. Entrò nella stanza anche il medico che domandò:[I]"Come va qui?"[/I] Io cercai di nascondere la fatica e mi sforzai di tornare ad una pedalata il più tonda e regolare possibile. Sotto il cicloergometro, che continuava inesorabilmente ad indurirsi", si era formato il Lago di Garda...di sudore! Ormai il mio volto mostrava tutti i segni della fatica, la pedalata era diventata così dura che lo Stelvio in confronto era in discesa. Ma con [I]Angelina Jolie[/I] che mi osservava non potevo schiattare e arrendermi. Finchè venne il medico a "salvarmi" e disse:"OK, basta così". Non riuscivo neanche a parlare ma ci provai:"[I]Po..r...ca mis...er...ia, c...he fa...tica"[/I]. Lei sorrise e disse:[I]Beh, non ce n'é uno che non faccia fatica. Lo scopo è proprio questo[/I]" Comunque alla fine sono risultato idoneo e con referto finale[I]"Ottima condizione fisica, Watt erogati 350"[/I]...non male, dai! Ma fu il cicloergometro a distruggere me e non il contrario [/QUOTE]
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