Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Altri temi
Emozioni & Imprese
Il mio ciclismo: quanti ricordi...
Testo
<blockquote data-quote="(Ale74)" data-source="post: 4088156" data-attributes="member: 26515"><p>Adesso vi racconto una cazzata che abbiamo fatto io e un mio amico da giovincelli.</p><p>Dovevamo partire per fare un lungo (100-120 chilometri).</p><p>Come di consueto ci troviamo al posto convenuto all'ora X.</p><p>Partiamo.</p><p>Lungo strada raccogliamo gli altri compagni di squadra e iniziamo a pedalare come sempre.</p><p>Facciamo la maggior parte del percorso con gli altri che, uno alla volta, ci lasciano per andare a casa a fine allenamento.</p><p>Ma noi due, visto che abitavamo vicini, continuiamo assieme. Parla che ti parla ci "distraiamo" e usciamo dal percorso prestabilito.</p><p>Ci diciamo "che vuoi che sia, adesso giriamo là, andiamo su per lì e giù dall'altra parte e siamo a casa".</p><p>E così facciamo.</p><p>Lungo la salita, vediamo una stradina bella interessante (io resto il passista veloce, che non ci sbagliamo. Lui è scalatore) e la imbocchiamo.</p><p>Scolliniamo e ci diciamo "bhe che vuoi che sia, sbucheremo qualche chilometro dopo di dove dovevamo sbucare". Niente di più sbagliato.</p><p>Ma siamo giovani adolescenti sconsiderati e ce ne freghiamo. sempre avanti, mai tornare indietro.</p><p>"saliamo di là, scendiamo di qua, poi su per lì e giù per quella, arriviamo al paesino la in fondo e da lì prendiamo la statale e siamo a casa in un paio d'ore"</p><p>Fosse stato vero.....</p><p>"appropostito...che ore sono? avrei un pelo di fame."</p><p>"eh...caxxo...son le due di pomeriggio....io ho finito tutto e tu?"</p><p>"Ah bhe...io ero partito leggero......ho finito tutto da 3 ore...."</p><p>Ci guardiamo e ridiamo, ci fermiamo ad un barozzo e mettiamo insieme qualche lira (erano i primi anni novanta) che avevamo in saccoccia per le emergenze.</p><p>Mangiamo e beviamo e ripartiamo per tornare a casa.</p><p>Ora, una persona adulta di buon senso avrebeb anche chiesto al barista la strada più breve per arrivare a casa o, per lo meno, a qualche paese conosciuto di riferimento, ma, come detto prima, eravamo degli adolescenti giovani e sconsiderati convinti di essere dei super eroi, mai chiedere, sempre avanti.</p><p>A quel punto abbiamo optato per una strategia più diretta, sempre dritti in pianura, prima o poi si arriverà in qualche paese che conosciamo, seguiamo le indicazioni.</p><p>In buona sostanza siamo arrivati a casa che erano quasi le cinque di pomeriggio, con una sbragata di chilometri.</p><p>Giusto per rendere chiara la fascia temporale, siamo partiti da casa che saranno state le sette e mezza un quarto alle otto di mattina.</p><p>Bhe, quando sono rientrato a casa mi sono preso una di quelle lavate di capo (e non solo) che ancora mi fanno male le orecchie (e non solo) quando ci penso.</p><p>Naturalmente si poteva anche telefonare per avvertire ma.....eravamo giovani adolescenti sconsiderati......</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="(Ale74), post: 4088156, member: 26515"] Adesso vi racconto una cazzata che abbiamo fatto io e un mio amico da giovincelli. Dovevamo partire per fare un lungo (100-120 chilometri). Come di consueto ci troviamo al posto convenuto all'ora X. Partiamo. Lungo strada raccogliamo gli altri compagni di squadra e iniziamo a pedalare come sempre. Facciamo la maggior parte del percorso con gli altri che, uno alla volta, ci lasciano per andare a casa a fine allenamento. Ma noi due, visto che abitavamo vicini, continuiamo assieme. Parla che ti parla ci "distraiamo" e usciamo dal percorso prestabilito. Ci diciamo "che vuoi che sia, adesso giriamo là, andiamo su per lì e giù dall'altra parte e siamo a casa". E così facciamo. Lungo la salita, vediamo una stradina bella interessante (io resto il passista veloce, che non ci sbagliamo. Lui è scalatore) e la imbocchiamo. Scolliniamo e ci diciamo "bhe che vuoi che sia, sbucheremo qualche chilometro dopo di dove dovevamo sbucare". Niente di più sbagliato. Ma siamo giovani adolescenti sconsiderati e ce ne freghiamo. sempre avanti, mai tornare indietro. "saliamo di là, scendiamo di qua, poi su per lì e giù per quella, arriviamo al paesino la in fondo e da lì prendiamo la statale e siamo a casa in un paio d'ore" Fosse stato vero..... "appropostito...che ore sono? avrei un pelo di fame." "eh...caxxo...son le due di pomeriggio....io ho finito tutto e tu?" "Ah bhe...io ero partito leggero......ho finito tutto da 3 ore...." Ci guardiamo e ridiamo, ci fermiamo ad un barozzo e mettiamo insieme qualche lira (erano i primi anni novanta) che avevamo in saccoccia per le emergenze. Mangiamo e beviamo e ripartiamo per tornare a casa. Ora, una persona adulta di buon senso avrebeb anche chiesto al barista la strada più breve per arrivare a casa o, per lo meno, a qualche paese conosciuto di riferimento, ma, come detto prima, eravamo degli adolescenti giovani e sconsiderati convinti di essere dei super eroi, mai chiedere, sempre avanti. A quel punto abbiamo optato per una strategia più diretta, sempre dritti in pianura, prima o poi si arriverà in qualche paese che conosciamo, seguiamo le indicazioni. In buona sostanza siamo arrivati a casa che erano quasi le cinque di pomeriggio, con una sbragata di chilometri. Giusto per rendere chiara la fascia temporale, siamo partiti da casa che saranno state le sette e mezza un quarto alle otto di mattina. Bhe, quando sono rientrato a casa mi sono preso una di quelle lavate di capo (e non solo) che ancora mi fanno male le orecchie (e non solo) quando ci penso. Naturalmente si poteva anche telefonare per avvertire ma.....eravamo giovani adolescenti sconsiderati...... [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Altri temi
Emozioni & Imprese
Il mio ciclismo: quanti ricordi...
Alto
Basso