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Il mito del "si dopano tutti uguale". Intervista a Robin Parisotto
Testo
<blockquote data-quote="lap74" data-source="post: 6087593" data-attributes="member: 9520"><p>Eh no! a me sembra che sia il tuo il caso di scuola, come puoi pensare che si dopino tutti allo stesso modo!?</p><p>Innanzitutto è accertato che il metodo di armstrong sia stato il più sofisticato in assoluto e comunque le suo risorse economiche erano senz'altro superiori a quelle di tutti gli altri.</p><p>Secondo, pure ammettendo che il doping possa essere uguale per tutti, cosa che ritengo comunqe assai improbabile, come detto nell'intervista di Parisotto non tutti rispondono allo stesso modo alle stesse sostanze. Inoltre bisogna vedere anche quanto ciascun corridore è disposto a rischiare, non tutti sono spregiudicati allo stesso modo.</p><p>Quando scoprono una nuova sostanza è normale che qualcuno arrivi prima e qualcuno dopo ma anche quando la sostanza magari diviene "popolare" chi è arrivato prima manterrà sempre un vantaggio di conoscenze rispetto agli altri e che il Ferrari su certe pratiche sia un vero e proprio luminare non ci sono dubbi, Armstrong andava da lui perchè era il n. 1.</p><p>Il fatto che becchino con le mani nella marmellata (leggi: positivi ai controlli) solo gli sfigati fa capire che non tutti sanno usare le sostanze allo stesso modo.</p><p>Ultimo ma non per importanza ed in questo il caso Armstrong è emblematico, il Texano era uno sceriffo e i suoi metodi, sia con i compagni che con le istituzioni, sono stati definiti mafiosi. In tutto il periodo del suo regno, perchè Armostrong è stato trattato come un vero e proprio re nell'ambiente, nessuno osava contraddirlo e chi si metteva di traverso era finito (ricordate il caso Simoni ma anche altri compagni di squadra del texano meno fedeli sono praticamente scomparsi dalla circolazione). Non ci raccontiamo balle, la storia parla chiaro Armstrong era intoccabile, non era controllato come tutti gli altri o, se lo era, si chiudeva un occhio e pure su questo ci sono le prove.</p><p>Io qui non sto dicendo che Armstrong era un brocco perchè evidentemente, come goistamente dite, se ha vinto 7 tour di fila, pur se dopato nel migliore dei modi, qualche qualità ce le deve pur avere e questa qualità di chiama "feroce determinazione" esattamente quella che mancava al suo rivale più forte (secondo me anche più forte di lui!) altrettanto dopato (forse non al suo livello) ma non altrettanto protetto.</p><p>Ciò che più mi dispiace è che questa vicenda non ha insegnato nulla, perfavore non difendiamo l'indifendibile: Armstrong senza Ferrari non avrebbe vinto 7 tour, forse neanche uno perchè sembrava più un corridore da classiche che da giri. Purtroppo ho la vaga impressione che la storia si stia ripetendo con nuovi personaggi ma con lo stesso teatrino mosso dal denaro. Semmai sapremo come stanno realmente le cose passeranno almeno altri 10 anni e il problema non è certo il Salbutamolo....</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="lap74, post: 6087593, member: 9520"] Eh no! a me sembra che sia il tuo il caso di scuola, come puoi pensare che si dopino tutti allo stesso modo!? Innanzitutto è accertato che il metodo di armstrong sia stato il più sofisticato in assoluto e comunque le suo risorse economiche erano senz'altro superiori a quelle di tutti gli altri. Secondo, pure ammettendo che il doping possa essere uguale per tutti, cosa che ritengo comunqe assai improbabile, come detto nell'intervista di Parisotto non tutti rispondono allo stesso modo alle stesse sostanze. Inoltre bisogna vedere anche quanto ciascun corridore è disposto a rischiare, non tutti sono spregiudicati allo stesso modo. Quando scoprono una nuova sostanza è normale che qualcuno arrivi prima e qualcuno dopo ma anche quando la sostanza magari diviene "popolare" chi è arrivato prima manterrà sempre un vantaggio di conoscenze rispetto agli altri e che il Ferrari su certe pratiche sia un vero e proprio luminare non ci sono dubbi, Armstrong andava da lui perchè era il n. 1. Il fatto che becchino con le mani nella marmellata (leggi: positivi ai controlli) solo gli sfigati fa capire che non tutti sanno usare le sostanze allo stesso modo. Ultimo ma non per importanza ed in questo il caso Armstrong è emblematico, il Texano era uno sceriffo e i suoi metodi, sia con i compagni che con le istituzioni, sono stati definiti mafiosi. In tutto il periodo del suo regno, perchè Armostrong è stato trattato come un vero e proprio re nell'ambiente, nessuno osava contraddirlo e chi si metteva di traverso era finito (ricordate il caso Simoni ma anche altri compagni di squadra del texano meno fedeli sono praticamente scomparsi dalla circolazione). Non ci raccontiamo balle, la storia parla chiaro Armstrong era intoccabile, non era controllato come tutti gli altri o, se lo era, si chiudeva un occhio e pure su questo ci sono le prove. Io qui non sto dicendo che Armstrong era un brocco perchè evidentemente, come goistamente dite, se ha vinto 7 tour di fila, pur se dopato nel migliore dei modi, qualche qualità ce le deve pur avere e questa qualità di chiama "feroce determinazione" esattamente quella che mancava al suo rivale più forte (secondo me anche più forte di lui!) altrettanto dopato (forse non al suo livello) ma non altrettanto protetto. Ciò che più mi dispiace è che questa vicenda non ha insegnato nulla, perfavore non difendiamo l'indifendibile: Armstrong senza Ferrari non avrebbe vinto 7 tour, forse neanche uno perchè sembrava più un corridore da classiche che da giri. Purtroppo ho la vaga impressione che la storia si stia ripetendo con nuovi personaggi ma con lo stesso teatrino mosso dal denaro. Semmai sapremo come stanno realmente le cose passeranno almeno altri 10 anni e il problema non è certo il Salbutamolo.... [/QUOTE]
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