Domenica scorsa ho "finalmente" avuto la "fortuna" di forare....e ora mi sentirei di fare alcune considerazioni in merito al "sistema tubeless" e relativi "sistemi di riparazione" che da anni/mesi mi porto ormai dietro.
Premessa: utilizzo ormai da circa tre anni
ruote F4 Carbon (cerchio NON TLR) con coperture TLR (al momento degli Hutchinson Fusion5 Performance 5.2 arrivati a fine vita).
Ho forato mentre stavo affrontando gli ultimi km dell'ultima discesa "importante" di giornata, ma onestamente, nonostante nel pedalare per rilanciare la velocità avessi avvertito la classica sensazione di "saltellamento sulla sella" (tipica da foratura), sul momento non ho subito realizzato, attribuendo la cosa al fatto di essere stato troppo scarso con la pressione di gonfiaggio (visto l'asfalto bagnato e la nebbia avevo infatti optato per una pressione leggermente più bassa del solito) e ho indurito il rapporto per ridurre l'effetto saltellamento, arrivando tranquillamente al termine della discesa, dove mi sono poi fermato per aspettare che arrivasse il mio compagno di squadra.
E' stato solo nel momento di ripartire (diciamo quindi dopo circa una trentina di secondi da quando mi ero fermato) che mi sono reso conto di aver forato e di avere la ruota a terra e, mancando ancora una quindicina di km prima di arrivare alla macchina, ho dovuto necessariamente cercare di porre rimedio alla foratura.
Con sangue freddo e cercando di fare tesoro di tutto quello che ho letto su questa discussione, ho iniziato le "grandi manovre" iniziando a lavorare su un bel taglio rilevato immediatamente sul battistrada che ritenevo essere la causa della foratura....non mi ero però soffermato su un aspetto fondamentale: dal taglio non fuoriusciva nessuna goccia di
lattice! Dopo aver asciugato al meglio il battistrada bagnato con un fazzoletto di carta, ho provato da subito con il nastro Gorilla che a fatica ho strappato dalla pompetta alla quale l'avevo avvolto e che, col passare dei mesi e delle stagioni, aveva perso parecchio del suo potere adesivo. Nonostante quindi il nastro non ne volesse sapere di rimane ben incollato al battistrada (sollevandosi alle estremità) ho iniziato a pompare aria, constatando che il nastro teneva e la gomma si gonfiava. Bene, dopo aver gonfiato il minimo indispensabile per evitare che a pressione troppo alta il nastro partisse definitivamente, ho iniziato a risistemare gli
attrezzi nella falsaborraccia, ma quando sono andato per ripartire la gomma era già a terra.
Solo allora, facendo girare la ruota, mi sono accorto della vera foratura dalla quale usciva copiosamente il lattice (in quel momento mi sono dato del pirla da solo: come avevo fatto a non pensarci prima?!)....vedendo che il lattice non riusciva a tappare (probabilmente per la dimensione importante del foro/taglio, ma anche a causa del battistrada bagnato), non ho pensato di agevolare la sua azione tappando il foro con il dito, ma ho subito provato (inutilmente) con altro pezzetto di nastro Gorilla....vedendo lo scarso risultato e non volendo montare la camera che avevo dietro, ho deciso di passare ai "vermicelli di gomma" che al tatto mi sembravano anch'essi alquanto "invecchiati" (avevano infatti perso la forma cilindrica originale, "appiattendosi" e quasi incollandosi alla cartina, e la gomma non era morbida come da nuovi, ma piuttosto indurita). Mi sembrava poi di ricordare che il vermicello dovesse passare dall'asola aperta del cacciavite in dotazione prima di essere inserito nel foro, ma non riuscendo nell'operazione (e viste le sollecitazione del mio compagno di squadra che nel frattempo si stava ibernando dal freddo) ho provato ad appoggiarlo sulla punta dell'asola del cacciavite e a infilarlo dentro la copertura. Questa volta il risultato è stato buono: vermicello infilato bene in profondità con le estremità che spuntavano fuori dal battistrada, foro finalmente tappato, ho rigonfiato velocemente con la pompetta (che si è rivelata ottima) e sono riuscito finalmente a ripartire (diciamo che tra tutti i vari tentativi avrò perso una decina di minuti) percorrendo in massima tranquillità gli ultimi 15km di vallonato con anche qualche strappetto e una discesa veloce per arrivare alla macchina senza nessuna perdita apparente di pressione.
Nel pomeriggio invece ho notato che la pressione era calata sensibilmente, e la mattina seguente la copertura era di nuovo a terra....onestamente essendo la copertura a fine vita (oltre 5000km percorsi con varie sedute su
rulli e formazione recente di bolle) non sono stato a esaminare se la perdita provenisse dal foro riparato oppure da altro punto e non ho controllato se ci fosse ancora del lattice all'interno, ma mi sono limitato a portare la bdc dal meccanico per far montare delle coperture nuove e, visto che in casa aveva ancora una coppia di Hutchinson Performance 5.2 (con cui mi sono trovato molto bene), e viste le problematiche di cui sono stati/sono ancora affetti alcuni esemplari di Performance 11Storm, ho preferito aspettare a montare la versione 11Storm, restando sulla vecchia mescola 5.2.
Detto questo alcune considerazioni/conclusioni a seguito della mia prima foratura con i tubeless (o meglio, sarebbe la seconda, ma della prima non mi sono mai accorto...se ne è accorto il meccanico settimane dopo quando gli ho portato la bicicletta a fare manutenzione per via degli schizzi di lattice sul piantone):
Considerazioni:
1) nonostante i cerchi delle F4 Carbon non siano TLR e nonostante la gomma fosse a terra, nessun stallonamento della copertura, anzi, spalla sempre ben "ancorata" al cerchio tanto da riuscire a rigonfiare tranquillamente con la pompetta a mano....penso però che il lattice abbia giocato un ruolo importante in quanto avrà fatto sicuramente da "collante" tra spalla della copertura e cerchio;
2) probabilmente il lattice ha anche rallentato considerevolmente la perdita di pressione durante la discesa, mentre appena la ruota ha smesso di girare la pressione è calata rapidamente fino a trovarmi la gomma a terra;
3) meglio controllare/rinnovare ciclicamente i dispositivi antiforatura durante la stagione onde ritrovarsi degli attrezzi inutilizzabili e/o poco efficaci (mi riferisco a nastro Gorilla e vermicelli di gomma);
Conclusioni:
1) sempre più soddisfatto di essere passato ai tubeless (nel mio caso TLR)
2) a mio avviso il sistema tubeless/TLR con uso di lattice risulta molto sicuro in caso di foratura rispetto al sistema camera d'aria/copertoncino, specie in discesa, perchè, se anche il lattice non dovesse autoriparare, si riduce il rischio stallonamento e rallenta comunque la perdita di pressione offrendo tutto il tempo di fermasi in sicurezza (ovviamente parliamo di casi di forature "ordinarie")...anni fa, quando usavo ancora i copertoncini, mi è capitato di forare in discesa e la gomma si è sgonfiata molto rapidamente, uscendo dal cerchio, e rendendo difficoltoso il controllo della bicicletta prima di riuscire a fermarmi;
3) validità del nastro Gorilla non valutabile, mentre molto pratici e efficaci i vermicelli di gomma;
4) pompetta a mano tutta la vita al posto di bombolette di CO2.
Ora solo una domanda avrei da porvi: ma nel caso la copertura fosse stata ancora buona/nuova, voi cosa mi avreste consigliato di fare appena tornato a casa per continuare a utilizzare la copertura in sicurezza?
Lasciare i vermicelli inseriti e rabboccare magari il lattice, oppure rimuovere i vermicelli e applicare una toppa interna, altro?
Grazie mille a chi vorrà rispondermi e scusate per il "pippone", ma mi sembrava doveroso portare la mie esperienza che potrebbe tornare utile a chi si sta avvicinando al mondo dei tubeless/TLR o a chi nutre ancora qualche dubbio sulla bontà/sicurezza del sistema!