In prova con la Bianchi Folgore '47

mirkofour

Gregario
21 Gennaio 2008
631
32
Valle Camonica
www.valgrignacycling.com
Bici
tante...bò, ormai ho perso il conto....
Trovata nel retrobottega di un vecchio ciclista di periferia e li dimenticata da anni in conto vendita, tempo fa me la sono portata a casa dopo una veloce trattativa con il figlio del primo proprietario che l'aveva utilizzata fino a quando le gambe glielo avevano permesso...
Dopo averla ristrutturata integralmente, da due anni a questa parte, trovava collocazione in garage insieme alle altre ma ogni volta che la osservavo, nella sua disarmante e semplicissima livrea verde azzurra, sembrava che mi implorasse di riportarla a correre in strada, a farle di nuovo scorrere sotti i tubolari quell'asfalto che in 65 anni di età aveva domato....
In molte occasioni la curiosità di salire anche solo in sella ad un modello in tutto e per tutto uguale alla bicicletta utilizzata da Fausto Coppi nel vittorioso Giro d'Italia del 1947 mi aveva certamente sfiorato, ma il pensiero di non esserle all'altezza mi aveva sempre fatto desistere.
Questa domenica, però, grazie ad un insieme di fattori favorevoli, il timore reverenziale è stato superato ed alle prime luci del giorno, la vecchia sella in cuoio ha di nuovo ospitato un ciclista chissa dopo quanti anni di assoluto oblio, o forse è meglio dire, di assoluto riposo.
Grazie alle misure congeniali alla mia statura, la sola regolazione che ha necessitato la bicicletta è stata quella dell'altezza sella in quanto tutto il resto era lì a "portata di mano" e di gambe, come se ci avessi sempre pedalato e senza il ben che minimo imbarazzo o difficoltà alcuna.
Causa un certo ritardo alla partezna e per non farmi attendere troppo dagli amici "eroici" che mi attendevano ad oltre 35 km di distanza, in poco più di 1 ora e 15 minuti ho potuto apprezzare tutte le innumerevoli doti di questa bianchi nella tortuosa ma a volte anche veloce sponda bergamasca del lago di Iseo, strada poi ripercorsa anche a ritroso ed in due occasioni anche in pancia ai folti gruppi di squadre amatoriali che affollano il lago nelle giornate festive.
In pianura ed anche sugli impegnativi falsopiani, la assoluta precisione delle geometrie del telaio non pregiudicate da un importante interasse comune all'epoca, ha permesso alla Folgore non solo di uscire indenne dal confronto con le biciclette del nuovo millenio, ma ha creato non poca ammirazione nei loro utilizzatori, prodighi di classiche richieste sul peso, sugli anni, sui rapporti ecc. ecc...
Difetti, se di difetti dobbiamo parlare ma non certo per colpa della bicicletta, hanno riguardato il sottoscritto assolutamente impacciato ed inaffidabile nell'utilizzare il cambio campagnolo "corsa due leve" dell'epoca, cambio che a differenza della bicicletta esige grande precisione nonchè velocità di esecuzione per la necessaria contropedalata al momento della salita o discesa dai 4 pignoni presenti, tutto ciò pena la perdita delle ruote degli altri ciclisti per il repentino calo di velocità del mezzo...Indubbiamente i signori Coppi, Bartali e co. erano forse gli unici capaci di dare del "tu" a cambi del genere.
Mamma mia, non ricordo tante emozioni in una sola volta, forse la pedalata più bella in assolto degli ultimi 10 anni....
 

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ciccio67

Gregario
1 Novembre 2009
512
14
in un bel posto
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Bici
un carbonio un acciaio un titanio un alluminio

Che bomba complimenti