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<blockquote data-quote="vaminga" data-source="post: 3269988" data-attributes="member: 22219"><p>Giusta la premessa circa la variabilità delle condizioni esterne e soprattutto la diversa percezione/sopportazione individuale della temperatura esterna, legata anche alla capacità termoregolatrice dell'organismo (anch'essa peraltro allenabile)!</p><p>Sul cotone mi risulta che sia proprio il contrario, cioè che sia il tessuto naturale a più basso rischio di allergia e intolleranza e quindi il più adatto al contatto diretto con l'epidermide. </p><p>Circa la sensazione di bagnato non saprei, io posso solo riportare la mia esperienza e percezione soggettiva. Sarà l'abitudine, il buon adattamento alle basse temperature (relativamente), l'attenzione a non coprirmi troppo (non sopporto non tanto di sudare ma di avere caldo!), ma, come detto, uso sempre una maglietta di cotone sulla pelle (anche per gran parte della buona stagione) e in salita uso aprire il giubbettino invernale proprio per favorire lo scambio termico.</p><p>Ribadisco comunque che è solo la mia esperienza (e francamente anche quella di diversi amici ciclisti un po' attempati come me) che comunque mi pareva utile riporatare se non altro per testimoniare la possibilità (senza problemi, almeno per alcuni) di un abbigliamento low cost e "terra-terra".</p><p>Per inciso, a mio avviso, una maggiore attenzione va posta al giubbetto invernale.</p><p>Sui capi Deca il mio parere è sostanzialmente positivo (con qualche riserva circa la "vestibilità") e ritengo che il prezzo sia <strong>relativamente</strong> basso non tanto per la bassa qualità quanto per il basso costo di produzione di questi articoli (così come per quelli griffati che spesso fanno pagare assai più la firma del prodotto in sè).</p><p>Condivido l'ultimo post di <strong>RoBart</strong>.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="vaminga, post: 3269988, member: 22219"] Giusta la premessa circa la variabilità delle condizioni esterne e soprattutto la diversa percezione/sopportazione individuale della temperatura esterna, legata anche alla capacità termoregolatrice dell'organismo (anch'essa peraltro allenabile)! Sul cotone mi risulta che sia proprio il contrario, cioè che sia il tessuto naturale a più basso rischio di allergia e intolleranza e quindi il più adatto al contatto diretto con l'epidermide. Circa la sensazione di bagnato non saprei, io posso solo riportare la mia esperienza e percezione soggettiva. Sarà l'abitudine, il buon adattamento alle basse temperature (relativamente), l'attenzione a non coprirmi troppo (non sopporto non tanto di sudare ma di avere caldo!), ma, come detto, uso sempre una maglietta di cotone sulla pelle (anche per gran parte della buona stagione) e in salita uso aprire il giubbettino invernale proprio per favorire lo scambio termico. Ribadisco comunque che è solo la mia esperienza (e francamente anche quella di diversi amici ciclisti un po' attempati come me) che comunque mi pareva utile riporatare se non altro per testimoniare la possibilità (senza problemi, almeno per alcuni) di un abbigliamento low cost e "terra-terra". Per inciso, a mio avviso, una maggiore attenzione va posta al giubbetto invernale. Sui capi Deca il mio parere è sostanzialmente positivo (con qualche riserva circa la "vestibilità") e ritengo che il prezzo sia [B]relativamente[/B] basso non tanto per la bassa qualità quanto per il basso costo di produzione di questi articoli (così come per quelli griffati che spesso fanno pagare assai più la firma del prodotto in sè). Condivido l'ultimo post di [B]RoBart[/B]. [/QUOTE]
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