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<blockquote data-quote="Maurando" data-source="post: 3271510" data-attributes="member: 27261"><p>Ciao, come elemento base per il busto, in inverno indosso una maglia completamente traforata a maniche lunghe, di meraklon. Sopra indosso una maglia di microfibra molto aderente.</p><p>Si forma così una intercapedine atermica sulla pelle. Sia il meraklon che la microfibra assorbono pochissima acqua e il sudore viene assorbito dall' abbigliamento esterno che essendo a contatto con l' atmosfera tende ad evaporare grazie al calore prodotto dal corpo e alla poca umidità dell' aria invernale. In condizione di maggiore umidità dell' aria le cose chiaramente cambiano un pò. Ma la pelle resta sempre asciutta. Il Kway lo uso solo in discesa e mai in pianura o salita o si diventa come patate lesse. Come sottocasco uso un cappellino di cotone classico da ciclista senza tesa parasole che lo uso in salita , ma per la discesa mi metto un sottocasco in windtex. Personalmente soffro molto freddo alle mani e almeno in partenza indosso anche dei sottoguanti in goretex + guanti in wintex. Per le gambe se non è molto freddo uso una calzamamaglia fatta realizzare appositamente con lo stesso tessuto dei pantaloni corti estivi (non mi piacciono i gambali), Questo anche per le lunghe distanze in notturna. Se c'è rischio di pioggia non indosso mai calzamaglie invernali pesanti, ma calzoncini corti estivi + una calzamaglia fatta con lo stesso tessuto ma senza fondello altrimenti si sentirebbe un doppio pacco imgombrante sotto il sedere. La calzamaglia pesante solo se è molto freddo e asciutto. Da alcuni anni uso anche un gilet antivento che lo tengo dall' inizio alla fine della gita di allenamento e lo apro o lo chiudo a secondo dellla temperatura ambiente. Se è molto freddo uso dei sovrascarpe, ma mai calze massicce. Se piove mi vesto il meno possibile, ma tengo in tasca il kway per le discese. Alla randonnée di Urbino, nel 2003, ho utilizzato sacchetti di plastica per mani e piedi. Proprio come facevano i corridori ai tempi dei tempi..</p><p>Naturalmente ognuno, in base alle proprie necessità e in base al percorso, farà delle prove e sceglierà ciò che gli sembra meglio. Le prime volte si sbaglia qualcosa, ma poi si impara. </p><p>Spero di esserti stato di aiuto,</p><p>Buone pedalate.</p><p>MP</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Maurando, post: 3271510, member: 27261"] Ciao, come elemento base per il busto, in inverno indosso una maglia completamente traforata a maniche lunghe, di meraklon. Sopra indosso una maglia di microfibra molto aderente. Si forma così una intercapedine atermica sulla pelle. Sia il meraklon che la microfibra assorbono pochissima acqua e il sudore viene assorbito dall' abbigliamento esterno che essendo a contatto con l' atmosfera tende ad evaporare grazie al calore prodotto dal corpo e alla poca umidità dell' aria invernale. In condizione di maggiore umidità dell' aria le cose chiaramente cambiano un pò. Ma la pelle resta sempre asciutta. Il Kway lo uso solo in discesa e mai in pianura o salita o si diventa come patate lesse. Come sottocasco uso un cappellino di cotone classico da ciclista senza tesa parasole che lo uso in salita , ma per la discesa mi metto un sottocasco in windtex. Personalmente soffro molto freddo alle mani e almeno in partenza indosso anche dei sottoguanti in goretex + guanti in wintex. Per le gambe se non è molto freddo uso una calzamamaglia fatta realizzare appositamente con lo stesso tessuto dei pantaloni corti estivi (non mi piacciono i gambali), Questo anche per le lunghe distanze in notturna. Se c'è rischio di pioggia non indosso mai calzamaglie invernali pesanti, ma calzoncini corti estivi + una calzamaglia fatta con lo stesso tessuto ma senza fondello altrimenti si sentirebbe un doppio pacco imgombrante sotto il sedere. La calzamaglia pesante solo se è molto freddo e asciutto. Da alcuni anni uso anche un gilet antivento che lo tengo dall' inizio alla fine della gita di allenamento e lo apro o lo chiudo a secondo dellla temperatura ambiente. Se è molto freddo uso dei sovrascarpe, ma mai calze massicce. Se piove mi vesto il meno possibile, ma tengo in tasca il kway per le discese. Alla randonnée di Urbino, nel 2003, ho utilizzato sacchetti di plastica per mani e piedi. Proprio come facevano i corridori ai tempi dei tempi.. Naturalmente ognuno, in base alle proprie necessità e in base al percorso, farà delle prove e sceglierà ciò che gli sembra meglio. Le prime volte si sbaglia qualcosa, ma poi si impara. Spero di esserti stato di aiuto, Buone pedalate. MP [/QUOTE]
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