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<blockquote data-quote="Cancelliere" data-source="post: 5929650" data-attributes="member: 40630"><p><strong>...a far cose da giovani....</strong></p><p></p><p>Tre anni fa, per la prima volta, sono andato a sottopormi ad un ecocardiodoppler, per l'esame di Idoneità al Ciclismo Agonistico</p><p>Non ho mai partecipato a corse, sono un anziano cicloamatore tutt'altro che competitivo, ma l'Idoneità Agonistica era un requisito inderogabile per l'iscrizione al Lungo dell'Eroica.</p><p>Niente da eccepire, una saggia decisione, anche perchè sul bordo polveroso delle strade bianche dell'Eroica, due cippi con nome e date ci ricordano i cuori generosi di qualcuno che nelle passate edizioni forse ha esagerato.</p><p></p><p>Mi presento all'ambulatorio, mi stendo sul lettino ed il Dottore, un mio coetaneo dai capelli bianchi, mi esamina da tutti i lati.</p><p>Poi posa la sonda, mi guarda, e mi fà:</p><p><C'è una ectasia della aorta ascendente!></p><p>Vedendo la espressione sulla mia faccia, e volendo evitare un colpo apoplettico proprio in ambulatorio, che non è mai una gran bella referenza, si affretta a proseguire:</p><p><Non è niente di grave, può essere congenita, o può dipendere dalla pressione alta. Andrà solo tenuta d'occhio per vedere come si evolve nel tempo></p><p></p><p>Una pausa, poi sentenzia:</p><p><strong>< Continui pure a fare sport, ma con moderazione.</strong></p><p><strong>E si ricordi che il tempo passa per tutti . </strong></p><p><strong>Alcuni si illudono che, a far cose da giovani, si sia effettivamente giovani . </strong></p><p><strong>Ma sbagliano. E quando se ne accorgono, è perché la hanno pagata duramente></strong></p><p></p><p>Così lapidaria, sarebbe stata da scolpire nel marmo.</p><p>Invece, per portarmela dietro più agevolmente, la ho imparata a memoria.</p><p></p><p>Quando, fermo di fronte ad un bivio, stò guardando da un lato la strada che si inerpica in tornanti secchi, lunghi rettilinei con pendenze a doppia cifra, strappi assassini, che ti sfidano e ti invitano all'impresa, e dall'altro lato la strada che sale dolcemente per condurre in maniera più tranquilla alla stessa mèta, mi ripasso a memoria la frase del Dottore (almeno finchè l'Alzheimer lo consente).</p><p></p><p>E invece di accettare la sfida come facevo sempre in passato, prendo lentamente e sconsolatamente la strada meno impervia.</p><p></p><p>Ma non è questa scelta ciò che fà di me una persona più vecchia.</p><p>Perché, come mi ricorda il Dottore, io <strong>sono effettivamente</strong> più vecchio.</p><p>Forse sono anche più saggio? Chissà!</p><p></p><p></p><p><em><strong>Precisazioni </strong></em></p><p><em>La prima parte del post è pura verità: le parole del Dottore sono testuali, le ho davvero imparate a mente, e me le ripeto spesso. </em></p><p><em>E' anche vera la ectasia della aorta ascendente, che per fortuna da tre anni se ne stà lì buonabuona, e non si evolve.</em></p><p><em></em></p><p><em>E' invece fantasia letteraria la seconda parte: mi piaceva il finale alla John Wayne, con l'eroe stanco che si allontana lentamente verso un tramonto sia reale che metaforico, perchè per lui il tempo della grande avventura volge al termine, mentre sullo sfondo appare la scritta <The End>. </em></p><p><em></em></p><p><em>La realtà è un po' diversa. </em></p><p><em>Spesso, imprudentemente, accetto ancora la sfida e prendo sù per gli irti colli.</em></p><p><em></em></p><p><em>Perché tutto sommato, potendo scegliere, forse è preferibile terminare l'Avventura su una assolata salita, per aver cercato invano di spinger giù l'ultima pedalata, piuttosto che terminarla in un letto d'ospedale, dopo aver cercato invano di spinger giù l'ultima boccata di ossigeno.</em></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Cancelliere, post: 5929650, member: 40630"] [B]...a far cose da giovani....[/B] Tre anni fa, per la prima volta, sono andato a sottopormi ad un ecocardiodoppler, per l'esame di Idoneità al Ciclismo Agonistico Non ho mai partecipato a corse, sono un anziano cicloamatore tutt'altro che competitivo, ma l'Idoneità Agonistica era un requisito inderogabile per l'iscrizione al Lungo dell'Eroica. Niente da eccepire, una saggia decisione, anche perchè sul bordo polveroso delle strade bianche dell'Eroica, due cippi con nome e date ci ricordano i cuori generosi di qualcuno che nelle passate edizioni forse ha esagerato. Mi presento all'ambulatorio, mi stendo sul lettino ed il Dottore, un mio coetaneo dai capelli bianchi, mi esamina da tutti i lati. Poi posa la sonda, mi guarda, e mi fà: <C'è una ectasia della aorta ascendente!> Vedendo la espressione sulla mia faccia, e volendo evitare un colpo apoplettico proprio in ambulatorio, che non è mai una gran bella referenza, si affretta a proseguire: <Non è niente di grave, può essere congenita, o può dipendere dalla pressione alta. Andrà solo tenuta d'occhio per vedere come si evolve nel tempo> Una pausa, poi sentenzia: [B]< Continui pure a fare sport, ma con moderazione. E si ricordi che il tempo passa per tutti . Alcuni si illudono che, a far cose da giovani, si sia effettivamente giovani . Ma sbagliano. E quando se ne accorgono, è perché la hanno pagata duramente>[/B] Così lapidaria, sarebbe stata da scolpire nel marmo. Invece, per portarmela dietro più agevolmente, la ho imparata a memoria. Quando, fermo di fronte ad un bivio, stò guardando da un lato la strada che si inerpica in tornanti secchi, lunghi rettilinei con pendenze a doppia cifra, strappi assassini, che ti sfidano e ti invitano all'impresa, e dall'altro lato la strada che sale dolcemente per condurre in maniera più tranquilla alla stessa mèta, mi ripasso a memoria la frase del Dottore (almeno finchè l'Alzheimer lo consente). E invece di accettare la sfida come facevo sempre in passato, prendo lentamente e sconsolatamente la strada meno impervia. Ma non è questa scelta ciò che fà di me una persona più vecchia. Perché, come mi ricorda il Dottore, io [B]sono effettivamente[/B] più vecchio. Forse sono anche più saggio? Chissà! [I][B]Precisazioni [/B] La prima parte del post è pura verità: le parole del Dottore sono testuali, le ho davvero imparate a mente, e me le ripeto spesso. E' anche vera la ectasia della aorta ascendente, che per fortuna da tre anni se ne stà lì buonabuona, e non si evolve. E' invece fantasia letteraria la seconda parte: mi piaceva il finale alla John Wayne, con l'eroe stanco che si allontana lentamente verso un tramonto sia reale che metaforico, perchè per lui il tempo della grande avventura volge al termine, mentre sullo sfondo appare la scritta <The End>. La realtà è un po' diversa. Spesso, imprudentemente, accetto ancora la sfida e prendo sù per gli irti colli. Perché tutto sommato, potendo scegliere, forse è preferibile terminare l'Avventura su una assolata salita, per aver cercato invano di spinger giù l'ultima pedalata, piuttosto che terminarla in un letto d'ospedale, dopo aver cercato invano di spinger giù l'ultima boccata di ossigeno.[/I] [/QUOTE]
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