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invecchiare....
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<blockquote data-quote="enzo." data-source="post: 5944118" data-attributes="member: 30013"><p>Una volta, un giovane professore, introducendo il primo (e forse più imbarazzante) tema dei "novissimi", ci disse: "Non saprei come dirvelo altrimenti, ma... non c'è nulla di più certo della morte!" <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /> "Non vi turbate. E' un evento inevitabile. Tutto sta a come ci si arriva e a come si è vissuto fino alla fine".</p><p>In questo discorso, che richiama inevitabilmente il tema esistenziale di "invecchiare...", il ciclismo può essere vissuto in tanti modi: come diversivo, come "fine" esistenziale, come mezzo per diventare persone migliori...</p><p>Ecco io sono di quelli - nel caso che non si fosse capito :) - che insiste di più su quest'ultimo aspetto. Non che il divertimento e la passione non siano pure elementi importanti del nostro sport, ma tutte le volte che esco con il gruppo, alla fine, dopo le "battute" di rito, c'è sempre qualcuno che ringrazia di avere potuto parlare delle "cose più importanti della vita" che il ciclismo e l'amicizia ci permettono di condividere.</p><p>Anche rimanendo sul piano strettamente filosofico, cioè della sola ragione naturale, quanto bene può fare il ciclismo se praticato e condiviso nel modo giusto! Chi lo pratica con tutte le buone disposizioni interiori necessarie a farne un mezzo di perfezionamento umano, al tempo della maturità si troverà con un bagaglio di virtù (fortezza, temperanza, saggezza, amicizia, solidarietà, ecc.) da condividere con gli altri. Per questo sono portato a considerare che il vero bene di chi avrà la buona sorte di praticare questo sport fino in vecchiaia sia quello di poter usare le sue migliori forze interiori ed esteriori per servire l'umanità. E perché no, anche condividendo la sua esperienza su un forum di bdc <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/beer.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="o-o" title="Beer o-o" data-shortname="o-o" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="enzo., post: 5944118, member: 30013"] Una volta, un giovane professore, introducendo il primo (e forse più imbarazzante) tema dei "novissimi", ci disse: "Non saprei come dirvelo altrimenti, ma... non c'è nulla di più certo della morte!" :mrgreen: "Non vi turbate. E' un evento inevitabile. Tutto sta a come ci si arriva e a come si è vissuto fino alla fine". In questo discorso, che richiama inevitabilmente il tema esistenziale di "invecchiare...", il ciclismo può essere vissuto in tanti modi: come diversivo, come "fine" esistenziale, come mezzo per diventare persone migliori... Ecco io sono di quelli - nel caso che non si fosse capito :) - che insiste di più su quest'ultimo aspetto. Non che il divertimento e la passione non siano pure elementi importanti del nostro sport, ma tutte le volte che esco con il gruppo, alla fine, dopo le "battute" di rito, c'è sempre qualcuno che ringrazia di avere potuto parlare delle "cose più importanti della vita" che il ciclismo e l'amicizia ci permettono di condividere. Anche rimanendo sul piano strettamente filosofico, cioè della sola ragione naturale, quanto bene può fare il ciclismo se praticato e condiviso nel modo giusto! Chi lo pratica con tutte le buone disposizioni interiori necessarie a farne un mezzo di perfezionamento umano, al tempo della maturità si troverà con un bagaglio di virtù (fortezza, temperanza, saggezza, amicizia, solidarietà, ecc.) da condividere con gli altri. Per questo sono portato a considerare che il vero bene di chi avrà la buona sorte di praticare questo sport fino in vecchiaia sia quello di poter usare le sue migliori forze interiori ed esteriori per servire l'umanità. E perché no, anche condividendo la sua esperienza su un forum di bdc o-o [/QUOTE]
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